Con 3DExperience il progetto che dà valore è social

Leggi tutto...Due le principali direttrici della strategia della Dassault Systèmes nostrana per attrarre le Pmi: i servizi di social collaboration e quelli che riguardano la gestione di vita del prodotto. La filiale italiana del colosso francese del software di progettazione 3D ritiene di rispondere così a due fenomeni che stanno prendendo piede anche tra aziende di piccole dimensioni. Da una parte, oggi i disegni industriali sono realizzati da team che condividono idee e contributi di vario genere su un unico ambiente partendo da posizioni geografiche reciprocamente remote; dall'altra, le diverse funzioni aziendali vogliono sapere real time lo stato attuale di un prodotto, per ottimizzarne lo sviluppo, il lancio, la modifica e il ritiro. Così come per la casa madre, anche per la filiale italiana di 200 collaboratori il cuore dell'offerta è la piattaforma 3DExperience, che ha in sé diverse funzioni di simulazione avanzata e di realtà virtuale; secondo la multinazionale, grazie ad essa e al Cloud le aziende-clienti hanno la possibilità di sperimentare, e quindi di apprendere velocemente a realizzare beni e servizi più competitivi. Ne abbiamo parlato con Gianluca Gonella, managing director Italia ed EuroMed della multinazionale.

Pubblicità on line: una web tax contro Facebook e Google. E non solo…..

Leggi tutto...«Occorrono provvedimenti legislativi per ristabilire la concorrenza nel settore e consentire a tutti gli operatori di giocare con le stesse armi». Lo ha detto tre mesi fa Carlo Noseda, presidente della charter italiana di Iab, la più importante associazione nel campo della pubblicità digitale. Nel Belpaese rappresenta l'intera filiera – investitori, editori, concessionarie, agenzie specializzate – e , ad avviso di Noseda, è interessata da un vero e proprio paradosso. Da una parte il mercato cresce a due cifre, e dall'altra gran parte dei soldi che gli inserzionisti versano alle imprese di digital advertising finiscono a due giganti della rete, Facebook e Google, che hanno in mano il traffico e il bacino delle utenze. Una situazione che determinerebbe poco valore, sia per l'occupazione che per il fisco. Questo squilibrio sarebbe destinato ad accentuarsi, dato che gli Ott (over the top, i due colossi citati) godono di vantaggi fiscali nei Paesi in cui operano e possono reinvestire in acquisizioni, limitando le possibilità di crescita delle aziende pubblicitarie online nostrane. Ma ora una soluzione c'è, secondo l'Iab. Si attendono solo le disposizioni attuative, che saranno emanate con decreto entro il 30 aprile dell'anno in corso.


Msc Meraviglia, prima nave da crociera totalmente interconnessa e con sensori ovunque

Leggi tutto...Che ci fanno due potenti data center traboccanti di server di ultima generazione sulla Meraviglia, la nave da crociera di MSC, il gruppo svizzero guidato dalla famiglia Aponte? E una infrastruttura di networking con migliaia di punti di rete? E sensori, i trasmettitori bluetooth e i totem interattivi? E i visori per la realtà virtuale? Tutto questo apparato tecnologico è stato appositamente studiato per ridefinire l'esperienza del passeggero. Una mossa che ha due componenti chiave: l'utilizzo di device digitali e l'interazione continua tra l'utente e la nave. I dispositivi intelligenti diventano parte integrante della vita di bordo, grazie all'elaborazione di un flusso costante di informazioni provenienti dagli stessi passeggeri. Così la nave si fa smart. D'altra parte, tutti i settori sono interessati dalla trasformazione digitale: ora tocca alle linee da crociera. Ed è andata, con la Meraviglia, come ha suggerito una volta l'esperto di customer experience Michael Hinshaw: «Le strategie di esperienza digitale non sono guidate dall'IT, ma dai bisogni del cliente». Si sono raccolte informazioni tra i passeggeri, e poi si è agito nella pratica. Quanto ai risultati, ora i passeggeri hanno a che fare con una nave intelligente, che li riconosce e che dispensa loro consigli sulle escursioni. Ne abbiamo parlato con Luca Pronzati, chief business innovation officer di MSC Cruises e con Claudio Bassoli, vice president di Hpe Italia, che ha fornito un significativo apporto tecnologico al progetto.

Auto: l’insostenibile pesantezza del ticket ecobonus-ecotassa

Leggi tutto...Perché in Italia le immatricolazioni – dati di gennaio alla mano – segnano il passo in misura quasi doppia rispetto alla media europea? Perché da noi pesa il caos generato sul mercato dal ticket ecobonus-ecotassa, norme scritte per favorire l'acquisto e di auto elettriche o ibride e disincentivare quello di vetture a motore termico. In realtà l'incertezza è destinata a perpetuarsi per tre ragioni: i beneficiari del bonus non sono tanti quanti i colpiti dal balzello; il malus va a impattare giusto sulle auto a benzina, lì dove si erano diretti mercato e produzione dopo la malaparata internazionale del diesel; l'elettrico è un'alternativa costosa per il consumatore, ed è un campo nel quale per ora l'Italia ha poco o niente da offrire. Il bonus-malus previsto dalla legge di Bilancio è operativo dal primo marzo. Allo stato, avvantaggia carmaker coreani, tedeschi e giapponesi. Ne abbiamo parlato con il direttore del centro studi Promotor Gian Primo Quagliano e con Stefano Aversa, vice presidente globale e presidente Emea della società di management consulting AlixPartners, che ha realizzato studi specifici sull'automotive.

L’arte dei gemelli digitali ( digital twins)

Leggi tutto...Si immagini una struttura alta come una palazzina di due piani e che forma più spirali l'una connessa all'altra, nonché costituita da decine di speciali pannelli con l'aspetto di origami, di carta sapientemente ripiegata. Si staglia con eleganza, ma ha anche una funzione, uno scopo pratico: assorbe lo smog disperso nell'aria. L'opera "Breath/ng" dell'archistar giapponese Kengo Kuma ha fatto capolino, col suo autore, a Milano, alla manifestazione "Design in the age of experience", insieme ad altre opere frutto dello stesso pensiero di fondo: oggi aziende e designer, quando disegnano un prodotto, non possono più limitarsi a soddisfare esigenze estetiche. Infatti, dal momento che il consumatore finale vuole dire la sua ed avere un impatto nella generazione del manufatto che intende acquistare, deve essere evidente quale compito specifico sia assegnato all'oggetto. Inoltre, chi progetta deve tenere conto delle ricadute ambientali e sociali della produzione industriale. Tutto ciò si traduce nella necessità di virtualizzare il contesto in cui un oggetto è destinato ad operare, per valutare le influenze reciproche tra bene e ambiente, e di disegnare i prodotti in modo che siano tracciabili per tutto il loro ciclo di vita. Tutto ciò, hanno assicurato la vice-presidente design innovation di Dassault Systèmes Anne Asensio e il Ceo Solidworks sempre della multinazionale francese Gian Paolo Bassi, è oggi possibile grazie a due software – Catia e Solidworks – embeddati nella piattaforma 3DEXPERIENCE, cavallo di battaglia dell'azienda.

Recessione in arrivo? Sarà l’industria italiana a pagare il conto per tutti?

Leggi tutto...È vero: l'automotive è il grande malato dell'industria italiana, ed è una ragione forte del recente crollo della produzione industriale, che nel dicembre 2018 ha perso il 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il comparto in sé vale 96 miliardi di euro, il 6% del Pil, mentre la componentistica collegata quasi 47 miliardi. Il calo del 12,3% dell'automotive si è tirato dietro anche quello del 9,2% dei fornitori, con rimbalzi in altri comparti, come la plastica, l'elettronica e le lamiere. Ed è vero che quella dell'auto è una questione continentale: è stato lo zelo europeo sulle emissioni di Co2 a mettere al tappeto linee produttive di carmaker, in Germania più che in Italia. Ma è anche vero che questa crisi di settore non spiega per niente la flessione di comparti che hanno poco a che vedere con l'auto, come l'alimentare, il tessile, il legno e come il farmaceutico che, forte e resiliente, dopo anni di corsa a due cifre ha perso il 4,5%. E non chiarisce neppure perché la Commissione Europea abbia rimodulato la stima di crescita italiana allo 0,2% per il 2019 (da precedente previsione dell'1,2%) rispetto all'1,3% di aumento medio nell'Eurozona. In pochi mesi, per l'Italia, è cambiato tutto. L'industria prima e le istituzioni internazionali dopo hanno percepito che si prospetta per il Paese una "crisi di sistema", che si verifica quando saltano i fondamentali. E ciò è avvenuto perché l' Italia, già gravata da un eccesso di debito sovrano, ha voltato improvvisamente le spalle al ricettario mainstream di soluzioni europee od Ocse, mettendo in atto provvedimenti in materia fiscale e pensionistica ritenuti, anche dall'agenzia di rating Fitch, anti-competitivi e controproducenti.

A.I.: ho visto cose che voi umani ...

Leggi tutto...Con un po' di ottimismo, il noto inventore e saggista americano Ray Kurzweil l'aveva messa così, tempo fa: «L'intelligenza artificiale raggiungerà i livelli umani intorno al 2029. Continuate a seguirla, per esempio, fino al 2045: avremo moltiplicato l'intelligenza, quella della macchina biologica umana della nostra civiltà, per un miliardo di volte». Ora, forse non andrà così. Forse occorrerà più tempo. Ma è senz'altro vero che l'intelligenza artificiale – costituita da algoritmi, sempre più complessi e strutturati per consentire alle macchine di realizzare meglio delle persone attività tipicamente umane – si sta rendendo protagonista di un'evoluzione impressionante. Tre leve l'hanno resa davvero performante: la disponibilità di estreme potenze di calcolo, la crescita esponenziale dei dati da analizzare e algoritmi e reti neurali in grado di apprendere sempre di più e sempre meglio. E il quadro che si sta delineando prevede sviluppi per ognuno di questi fattori: la miniaturizzazione estrema dei chip, a livelli di fisica quantistica; l'utilizzo di Dna artificiale per lo storage e quello di nuovi algoritmi. Un'occhiata sul futuro prossimo, questa, data dal Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft Italia Fabio Moioli, nel contesto di una giornata della Microsoft Digital Week – la sette giorni di Milano dedicata alle soluzioni per il Digital Business – interamente dedicata all'AI.


Recessione: l’industria vittima della sindrome Tafazzi?

Leggi tutto...È probabilmente vero, come attestato dal Fondo Monetario Internazionale, che incombe un rallentamento dell'economia a livello globale; ed è senz'altro vero che l'Italia, gravata da un eccesso di debito sovrano, rappresenta un pericolo per se stessa, a causa dei possibili riflessi sull'attività bancaria e quindi sui crediti, e per l'Eurozona, visto che potrebbe suscitare episodi di rischio generalizzato. La nostra crescita è stata ridotta per l'anno in corso allo 0,6% appunto dal Fmi. D'altra parte il premier Conte anticipando i risultati dell'analisi dell'Istat ha confermato che anche il quarto trimestre dello scorso anno, come il terzo, è in calo. Siamo, ufficialmente, in recessione tecnica. Non solo: l' Istat ha detto che il calo al quarto trimestre è stato pari allo 0,2%. E' il peggior risultato negli ultimi 5 anni. Ma è anche vero, secondo diversi osservatori, che in Europa e in Italia «ci siamo fatti del male da soli». Colpendo al cuore l'industria, e in particolare l'automotive. Con un peccato di hybris soprattutto da parte dei tedeschi, che secondo l'ex direttore scientifico del Master della Business School Cuoa Maurizio Castro si sono intestati la battaglia dell'elettrificazione quando loro stessi erano in ritardo, e con lo zelo europeo sulle emissioni di Co2 che ha di fatto messo al tappeto linee produttive di carmaker e componentisti, anche di settori diversi. Poi ci si è messo anche l'esecutivo nazionale, con un'ecotassa che rischia di colpire anche l'italica produzione.

Al Mecspe la digital factory by Cisco

Leggi tutto...Tre le carte strategiche dell'offerta di Cisco, gigante globalizzato del networking e dell'IT, al Mecspe di Parma – fiera di riferimento dell'industria manifatturiera – in vista della trasformazione digitale delle aziende: una rete di fabbrica che fornisce connettività cablata e wi-fi, e che quindi costituisce una sorta di spina dorsale per l'Industry 4.0; un router che consente l'analisi dei dati in prossimità delle macchine che li hanno generati, e ciò anche in vista della manutenzione predittiva; e infine una soluzione di collaboration che peraltro permette di interrogare le macchine sulla loro attività con un servizio di messaggistica. La seconda soluzione è stata integrata con Alleantia e Italtel. A proposito di quest'ultima, ha presentato una soluzione di remote maintenance con caschetto, telecamera e cuffie, studiata per collegamenti a una room di assistenti ed esperti. Di tutto ciò abbiamo parlato con Cristian Perissinotto, Technical Solutions Architect di Cisco e con Tommaso Barlotti, innovation manager di Italtel.


Ecco perché la produzione industriale italiana è crollata. E che cosa potrebbe avvenire in futuro…

Leggi tutto...La flessione oltre le attese della produzione industriale di novembre, una frenata pari a -2,6% su base annua, è figlia di diversi fattori. Tra i tanti, se ne possono reperire alcuni che hanno pesato di più su quella che, secondo alcuni, può inverarsi in una Caporetto per le fabbriche italiane, con l'affossamento della fragile ripresa degli ultimi anni. Quanto agli investimenti privati, sono in decelerazione a causa delle incertezze del governo sul rinnovo degli incentivi sul 4.0, e per via di un generale clima di sfiducia tra operatori economici determinato dall'inserimento in Manovra di misure bandiera assistenziali e dalle cupe prospettive legate al recupero di 23 miliardi per scongiurare l'aumento dell'Iva. Quanto agli investimenti pubblici, grandi opere per ora non sono in corso. Quanto alla leva dei consumi, non funziona più, perché dopo anni di calo, attualmente la pressione fiscale è in crescita. Un'altro volano della manifattura è l'automotive: quello italiano è in terreno negativo per il 13,3%, quello tedesco va anche peggio incidendo sulla flessione del 4,7% su base annua della produzione industriale tedesca. Pessima notizia, perché il rallentamento della locomotiva di Berlino determinerà effetti recessivi su tutto il Vecchio Continente, e soprattutto sul Belpaese, anche considerato il gran numero di aziende nostrane terziste di quelle tedesche.

Pharma e carta: a Lucca le sfide di Industry 4.0

Leggi tutto...Non c'è un settore dove la tracciabilità conti quanto in quello farmaceutico. La possibilità di verificare la storia, i movimenti e il percorso di un prodotto ha un valore di pubblico rilievo, perché ha determinanti ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza delle persone. Se poi il comparto è quello dei plasmaderivati, risalire a tutte le fasi dell'iter, dal donatore di plasma al ricevente, può rivestire un'importanza vitale. La novità è che con il 4.0 la tracciabilità è stata automatizzata grazie a software che da una parte sono in grado di ricostruire tutti i passaggi, e dall'altro di rendere accessibili tutte le informazioni raccolte in tutte le fasi del processo. Ma non è l'unica mossa dell'industria farmaceutica in tema di trasformazione digitale. Il settore avanza raccogliendo, analizzando, condividendo grandi quantità di dati e serie temporali raccolte da più fonti a dirette a più persone e sistemi. Se ne è parlato a Lucca, dove si è tenuto il seminario "Qualità e industria 4.0: esperienze territoriali in ambito Pharma e Carta". L'evento era una tappa del tour nazionale organizzato da Sps Ipc Drives Italia, in vista della fiera dell'automazione e del digitale (legata al gigante tedesco Messe Frankfurt) che si terrà a Parma dal 22 al 24 maggio. Ecco l'esperienza di due aziende del settore farmaceutico e di una della carta legate al distretto produttivo lucchese.

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: le iniziative italiane

 

Leggi tutto...

Secondo dati Istat, l'anno scorso quasi 50mila donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza e quasi 30mila hanno iniziato un percorso per uscire dal tunnel della violenza. E secondo Repubblica «da gennaio a ottobre dell'anno in corso sono state oltre 70 le donne uccise per mano di chi diceva di "amarle". Da gennaio a fine luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere che hanno presentato denuncia per stupro». Sono numeri molto pesanti, che denunciano una situazione difficile; e va peraltro sottolineato che quelli della "violenza taciuta" potrebbero essere ancora più ingenti. A causa di condizionamenti ambientali e per altri motivi, infatti, non tutte le donne trovano il coraggio di denunciare i propri aguzzini. Comunque sia, il 25 novembre si è fatto il punto della situazione. Non è una data a caso, ma una ricorrenza istituita, nel dicembre 1999, dall'assemblea generale delle Nazioni Unite: si tratta della "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". Il riferimento, per l'assise Onu, è l'assassinio delle sorelle dominicane Patria, Maria e Antonia Mirabal che, fiere oppositrici del regime di Rafael Leónidas Trujillo, furono eliminate il 25 novembre del 1960.

Processo G8, assolto Bertolaso

Leggi tutto...ROMA - «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. E poi vinci». Parola dell'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, a seguito dell'assoluzione del Tribunale di Roma nell'ambito del processo sugli appalti del G8. Una doppia vittoria, secondo Bertolaso: l'uomo ha affermato di essere stato assolto perché il fatto con sussiste nonostante la richiesta di prescrizione. «Ciò vale come una doppia assoluzione. Grazie alla mia famiglia e a chi mi é stato vicino in questi otto anni. Sono innocente come ho sempre detto. Ora lo hanno dichiarato anche i giudici». Va detto che ad altri è andata meno bene. Agenzie di stampa dell'8 febbraio riportano che i giudici hanno condannato a 6 anni e 6 mesi l'ex presidente alle opere pubbliche Angelo Balducci, a 6 anni l'imprenditore Diego Anemome, a 4 anni l'ex generale della Gdf, Francesco Pittorru, a 4 anni e mezzo l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis. Il tribunale ha dichiarato prescritto il reato di corruzione mentre sono state condannate le persone ritenute a capo dell'associazione a delinquere.

Riuscirà l’Italia a soddisfare la richiesta di skill tecnologici, che nel 2030 sarà + 61% ? EY dice che…

Leggi tutto...Riuscirà l'Italia a soddisfare la richiesta di skill tecnologici, che nel 2030 farà segnare un + 61% rispetto al giorno d'oggi? Sarà della partita, in fatto di formazione? Con ogni probabilità, no. Perché, come andava affermando due millenni fa il filosofo cinese Lao-Tzu, «la via del fare è l'essere». Ora, quanto all'Essere, il 4.0 ha reso centrali un insieme di competenze, hard e soft, come ad esempio i linguaggi di programmazione e la capacità di risolvere creativamente un problema. Senza questi skill, non si è abbastanza per le aziende, e quindi non si è chiamati a fare. Di qui, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. L'anello mancante tra posti vacanti e disoccupazione è dunque costituito dalle competenze: la partita della trasformazione digitale si gioca su di loro, ancor più che sulle tecnologie. Le seconde sono disponibili ovunque e a costi contenuti; per sviluppare le prime, invece, occorre tempo – fattore cruciale, in questo passaggio. E la verità è che in fatto di formazione di skill l'Italia non solo è in ritardo, ma arretra. 

Carfagna la vicepresidente più votata

Leggi tutto...ROMA – Due giorni fa a presieduto per la prima volta ad una seduta di Montecitorio. Ciò a seguito di un’elezione trionfale: è risultata la vicepresidente più votata, incassando 259 preferenze. Ha staccato il leghista Lorenzo Fontana con 222, poi la grillina Maria Elena Spadoni con 213 e infine Ettore Rosato del Pd con 145. Un successo personale. «È stato un onore presiedere per la prima volta la seduta» - ha commentato su Facebook la deputata salernitana di Forza Italia Mara Carfagna. Secondo quanto riporta il sito salernotoday la deputata, nei giorni scorsi, «ha annunciato di voler devolvere la propria indennità in favore di associazioni che tutelano donne, minori e disabili». Sempre secondo il sito, la deputata ha affermato che utilizzerà l’indennità «a beneficio di associazioni che lavorano sul territorio, lontane dai riflettori, per sostenere le volontarie e i volontari che si sporcano le mani tra i problemi veri degli italiani». La Carfagna ha conseguito la maturità al liceo scientifico “Giovanni da Procida” di Salerno e un diploma di ballo alla scuola del prestigioso Teatro San Carlo di Napoli.

 

Dassault Systemès in Cina spiega il “Rinascimento dell’ industria” mondiale

Leggi tutto...«I nuovi leader globali dell'industria? Saranno quelli in grado di utilizzare conoscenze e know-how al fine di produrre nuove esperienze per aziende e consumatori». Parole di Guillaume Vendroux, Ceo Delmia – brand della multinazionale francese Dassault Systèmes ("imparentata" con il gigante transalpino dell'aeronautica Dassault Aviation) – pronunciate nel corso di un'intervista a Industria Italiana a margine dell'evento "Manufacturing in the Age of Experience" organizzato dal colosso del software per la progettazione in 3D (e altro) a Shanghai, in concomitanza con il Ciif, la fiera internazionale cinese dell'industria. La questione si pone nei seguenti termini: grazie alle nuove tecnologie digitali, le aziende possono offrire ai consumatori esperienze non immaginabili qualche anno fa. Ad esempio, si può implementare online il software di un'automobile per sperimentare diversi stili di guida; e ancora, le imprese possono utilizzare l'analisi dei dati per trarre elementi utili al fine di prendere decisioni strategiche, o per impostare un ciclo di verifiche che inizia con il monitoraggio in real time delle macchine e termina con la manutenzione preventiva. Per fare tutto ciò occorrono conoscenze; e qui la multinazionale sottolinea il ruolo della piattaforma 3DExperience, un software che consente alle imprese di svolgere più attività in un unico ambiente di esecuzione. 

Tutto quello che non vi hanno detto sul caso Embraco e il futuro dell’industria italiana

Leggi tutto...Dopo due decenni di retorica anti-statalista e di “libero mercato”, la questione Embraco potrebbe rimettere al centro, finalmente, la politica industriale. Con uno strumento tipico di una strategia “nazionale” di governo: un fondo contro le delocalizzazioni. Annunciato dal ministro uscente allo Sviluppo economico Carlo Calenda, la soluzione si rende necessaria nel Bianco – comparto che si regge in Italia grazie a raffinate competenze industriali e a precari equilibri di filiera e con altri settori. Quello dell’elettrodomestico è un tessuto imprenditoriale indispensabile al Paese; ma è al contempo minacciato dal dumping dell’Est. Resta da vedere come tutti questi nuovi propositi verranno applicati (o re-interpretati) dal Governo che verrà. Ammesso e non concesso che nei prossimi mesi se ne insidi davvero uno nuovo e pienamente operativo.Solo una forte presa di posizione del governo è riuscita a congelare fino alla fine dell’anno il trasferimento delle attività dello stabilimento Embraco (del gruppo americano Whirlpool) dal Piemonte alla Slovacchia. L’idea è che non si debba più rincorrere le strategie delle multinazionali presenti sul territorio nazionale: vanno “anticipate” con patti di mutua convenienza. E anche al di fuori del settore, il fondo potrebbe essere utilizzato per dar vita a player di dimensioni adeguate alla competizione globale. 

L’innovazione di business model di Be Power, aggregatore energetico intelligente

Leggi tutto...Quale sarà il futuro prossimo della produzione e della distribuzione dell'energia? Quali scenari si aprono in un mercato vitale per tutti gli altri? Il trend, già in atto, è quello dell'aumento delle fonti rinnovabili, della generazione elettrica distribuita per la comparsa di piccoli impianti, e delle reti intelligenti supportate da tecnologie digitali. Il problema, soprattutto legato alle rinnovabili, è quello della produzione incostante e imprevedibile che rende difficile il mantenimento dell'equilibrio tra produzione e consumo. Per cambiare paradigma occorre o un aggregatore, che combini la la flessibilità dei carichi di consumo con quella della produzione generata da una molteplicità di impianti. Una figura nuova, in grado di avvicinare la curva di domanda a quella di produzione. Di qui un progetto pilota a livello nazionale, promosso da Terna come orchestratore delle risorse disponibili; Be Power – digital green utility del gruppo Building Energy – partecipa a questo progetto pilota in qualità di aggregatore e grazie a sofisticate tecnologie che Abb mette a disposizione insieme all'analisi insieme all'analisi dei dati, ottimizzerà la produzione per rispondere alla domanda variabile e contribuirà al bilanciamentdei consumi e della produzione. Ne abbiamo parlato con Paolo Martini di Be Power e con Enrico Mantero di Abb Italia.

Accenture: come far crescere il fatturato fino al 38% con l’ Intelligenza Artificiale

Leggi tutto...Nel noto film “The imitation game” il padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale Alan Turing, interpretato da Benedict Cumberbatch, la mette così: «Le macchine non possono pensare come gli umani: sono diverse. Ma c’è una domanda interessante: se qualcosa pensa in modo differente da noi, non pensa?». Infatti l’AI sta all’ingegno umano come le reti neurali (intese come modelli matematici) stanno ai neuroni. Almeno nell’industria, l’intelligenza artificiale è costituita da algoritmi, sempre più complessi, strutturati per consentire alle macchine di realizzare meglio delle persone attività tipicamente umane. Quanto meglio? Da sole o in collaborazione con gli umani? La novità è che, qualora le aziende investissero (con la stessa energie delle leader di mercato) in AI e in un’efficace cooperazione uomo-macchina potrebbero ottenere, in media, incrementi di fatturato del 38% e di occupazione del 10%. Altro che licenziamenti di massa. Tutto ciò, secondo la ricerca “Reworking the Revolution: Are you ready to compete as intelligent technology meets human ingenuity to create the future workforce?” prodotta da Accenture, basata sulle risposte di oltre 14mila lavoratori di 11 Paesi e di 1.201 dirigenti senior nonché integrata da un modello economico che ha messo in relazione investimenti nell’AI e performance finanziarie delle imprese. Ma come si ottiene quella collaborazione uomo-macchina che consenta il raggiungimento di tali risultati?

Cisco e H-Farm: la via italiana alle nozze tra startup e aziende

Leggi tutto...Al via il quarto programma di accelerazione di H-Farm, piattaforma di sviluppo di iniziative di trasformazione digitale per le aziende, dalla fase di pianificazione a quella di execution. Il progetto è stato messo a punto insieme a Cisco Italia, parte del gigante globalizzato del networking e dell'IT – che ci mette la tecnologia: il piano nasce con un'ottica Impresa 4.0, legata alla trasformazione e innovazione del business delle industrie a tutti i livelli. L'idea di fondo – che peraltro riflette ciò che deriva dai numeri dell'Osservatorio open innovation e corporate venture capital di Smau e Assolombarda – e è che non si tratta, per le imprese, di investire direttamente nel capitale delle startup, ma di favorire, per gli acceleratori, l'incontro tra quest'ultime e l'azienda, per risolvere una esigenza specifica, per lo più legata a nuovi business emergenti con la digitalizzazione. Non è mai stato tempo di Unicorn, nel Belpaese. La strada italiana al rapporto tra corporate e startup è tracciata. Peraltro se ne è parlato a Milano, a una tavola rotonda nella sede di H-Farm, dove sono stati peraltro illustrati due casi pratici, quello di Paglieri (industry) e quello di Bricocenter (retail).

Le quattro armi di Alessandro Profumo per far volare, con gli elicotteri, Leonardo e il suo titolo in Borsa

Leggi tutto...Sono quattro le armi strategiche che Leonardo – colosso nazionale guidato dall’ad Alessandro Profumo e attivo nei settori della sicurezza, dell’aerospazio e della difesa – può giocarsi in vista della prevista ripresa del mercato degli elicotteri civili, dopo il declino degli anni scorsi. Anzitutto, Leonardo produce una “famiglia” di modelli con componenti condivise, circostanza che consente ai piloti di familiarizzare rapidamente con più aeromobili dello stesso ceppo. Sono mezzi, realizzati “in casa”, con uno sviluppo contestuale dei componenti, fattore che contribuisce alla riduzione dei tempi di formazione tecnica. E poi la tecnologia: ad esempio, la diagnostica “real time”, con trasmissione dei dati wireless; o il simulatore di volo che taglia i tempi operativi. Infine, l’esperienza nel settore degli aeromobili imbarcati, riconosciuta a livello internazionale. Al centro delle attività di comparto dell’azienda, lo stabilimento di Vergiate, dalle parti di Varese: qui convergono tutti le componenti strutturali, meccaniche, elettroniche e avioniche realizzate in altri impianti dall’azienda. E qui i mezzi vengono integrati con tecnologie all’avanguardia, per garantire la sicurezza e l’operatività in condizioni ambientali complicate. Da Vergiate l’agile AW109, il versatile AW149, ma anche la versione aggiornata del Chinook, gigante da trasporto protagonista di tanti film di guerra a stelle e strisce, nonché altri elicotteri, partono per tutto il mondo, a seguito di appalti internazionali e acquisti privati. La rivincita (o il tentativo?) di Leonardo in questo comparto, insomma, non può che iniziare a Vergiate.

Pagina 1 di 9

Questo sito utilizza cookies propri e di terze parti per la profilazione e per migliorare l'esperienza di navigazione. Se non accetti l'utilizzo parti del sito potrebbero non funzionare correttamente. Per maggiorni informazioni leggi privacy policy.

Accetto i cookie di questo sito.

EU Cookie Directive Module Information