Comune, Confindustria, Procura e Università. Se Cittadella comanda nel cuore del capoluogo

cittadellaPADOVA – Sono come noi. Come noi, mangiano, dormono, passeggiano, prosperano, prolificano e invecchiano. Soffrono e gioiscono. Hanno un'anima incarnata e panorami ideali. Dividono il tempo in 24 ore. E, come tutti, coltivano le proprie ambizioni, nell'agone politico così come nel mondo dell'economia. Eppure, pareva a molti – almeno a sentire la vulgata – e fino a pochi giorni fa, che costoro fossero «quasi» come noi. Cittadellesi? Per carità! Eh sì: chi non l'ha sentita, la voce «Bitonci non diventerà mai sindaco, perché i padovani non voteranno mai uno di Cittadella!»? Come se Cittadella fosse, di per sé, sinonimo di provincialismo, di vita agreste, di inadeguatezza, di modi inurbani, di polentina con la cacciagione, di risotto con asparagi di Fontaniva, di bigoli all'anitra e altre amenità. Ma, forse, è un gioco di specchi: provincialismo che riflette provincialismo

 

E' come se a New York si preoccupassero della circostanza che uno sia nato ai Queens, l'altro al Bronx, e l'altro ancora a Manhattan. Ma per carità. Con Bitonci si scopre, invero, che Padova è piena di Cittadellesi che operano in posti «chiave». Cittadella rulez. E' nato a Cittadella, per esempio, Massimo Pavin, attuale (seppur a fine mandato) presidente di Confindustria Padova. Dal curriculum emerge che, nonostante la disgrazia di venire alla luce colà, ha fatto a tempo, in 49 anni di vita, a laurearsi in ingegneria al Bo, a prendersi un master alla Bocconi, a fondare un'impresa di costruzioni stradali e una di materia plastiche. Ma c'è di peggio. Si legge che è stato presidente della delegazione Confindustria di Cittadella dal 2002 al 2005. Notizia destinata a seminare il panico in campo avverso (ai Cittadellesi): che Cittadella sia un volano, un ariete, un cavallo di Troia per la conquista della Città? E non solo. Il pm Benedetto Roberti, per esempio, è nato a Marostica (Vicenza). Va beh, però il figlio gioca nel Cittadella. E il pm vive a Cittadella. E, si legge in alcuni siti sportivi, di sicuro obiettivi, che è anche un tifoso del Cittadella. E il noto magistrato non ha fatto solo esplodere il caso del Lance Armstrong dopato; dà la caccia al (presunto) malaffare nelle sedi del Calcio Padova (sua l'inchiesta che ha portato alla perquisizione della sede in viale Nereo Rocco). Cittadellese, inoltre, è l'assessore provinciale Gilberto Bonetto. D'accordo, l'ente è morituro, destinato all'estinzione; ma Bonetto non è solo assessore all'edilizia scolastica, ma anche agli espropri. Che ci tolga la casa? Qui ci perdiamo la faccia. Che, peraltro, potrebbe essere ristrutturata, dal mento al cucuzzolo, dal noto chirurgo estetico Leonardo Sartore, che, nonostante sia di Cittadella, vi può "riparare" al policlinico di via Giustiniani, legato al Bo. E che dire di Ugo Campagnaro? Perché è presidente di Federsolidarietà Confcooperative Veneto, che ha sede a Padova? Anche la rappresentanza politico-sindacale di cooperative e imprese sociali va lasciata ai Cittadellesi? Ma torniamo alla politica. Il Cittadellese, per sua natura, conquista territori. Un esempio è Marino Zorzato (Ncd), che fa il vice-presidente in Regione. E' stato assessore provinciale di Padova. E poi deputato, in quota al defunto Pdl. A palazzo Balbi, si è riservato competenze su pianificazione territoriale e urbanistica, beni ambientali, culturali, e tanto altro. Infine Franco Frigo. Dc e poi tra i fondatori del Pd, già presidente della Provincia di Padova, e a capo di palazzo Balbi, e già presidente del Maap (mercato agroalimentare di Padova) è finito a Strasburgo l'anno scorso, col ritorno in Friuli di Debora Serracchiani. C'ha provato, a restare in Europa, ma purtroppo con Zanonato in lista ha avuto la peggio. Ma forse ci riproverà. I Cittadellesi non si arrendono, fatevene una ragione.



Marco de' Francesco

Corriere del Veneto

12 giugno 2014

 

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