Non passa l'emendamento in Senato Palazzo Piloni verso la scomparsa

patroni griffi filippoBELLUNO — «Un colpo mortale al territorio». E non solo: secondo il consigliere regionale del Pd Sergio Reolon, la bocciatura dell'altra sera, in commissione Bilancio del Senato, dell'emendamento che chiedeva il «salvataggio» delle Province montane di Sondrio, Verbania e Belluno è una scelta «disgraziata e demenziale che per il Bellunese comporterà la desertificazione ». Ma cosa è successo? «La senatrice Mariangela Bastico (Pd) - continua Reolon, ex presidente della Provincia - aveva presentato un emendamento al decreto governativo sui tagli di spesa che prevede criteri-capestro per la sopravvivenza delle Province: 350.000 abitanti e 2.500 chilometri quadrati. Il Bellunese, in particolare, supera di poco i 213 mila abitanti

 

La variante, basata sulla specificità dei territori integralmente montani, era stata studiata, tra altri onorevoli, dal deputato Gianclaudio Bressa e dal senatore Paolo Giaretta (entrambi del Pd), che avevano raggiunto un accordo col ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi: l'atto sarebbe stato inserito in un maxi-emendamento al decreto e sarebbe passato». E invece? «L'idea - continua - ha messo in moto la macchina delle marchette elettorali: tutti a chiedere il salvataggio della propria Provincia. Col risultato che l'emendamento è stato votato e bocciato».

Bressa conferma: «Il pasticcio si è verificato con l'emergere di richieste stravaganti, come le deroghe per Terni, Isernia e Matera».

E ora? «E ora abbiamo chiuso - continua Reolon - perché in aula il governo porrà la fiducia sul testo. Niente deroghe: per Palazzo Piloni non c'è più niente da fare». Per Bressa, invece, «la speranza è di piazzare l'emendamento in un altro provvedimento ». Sì, ma quale?

Silvano Martini, vicepresidente del Bard (movimento «Belluno autonoma regione Dolomiti »), non va per il sottile: «La vicenda mette in luce l'incompetenza della classe politica e l'incapacità delle categorie di alzare la voce. Molti si sono nascosti: ora si vedrà chi vuole difendere il territorio e chi no. Il governo, però, non pensi di cavarsela così: la macchina dei referendum è in motoe anche uno sciopero fiscale fa al caso nostro».

Si tira fuori il vicepresidente del consiglio regionale, il leghista Matteo Toscani: «Battersi per cosa? Per una provincia commissariata? E con chi, con il Bard?».

Duro il deputato Pdl Maurizio Paniz: «Ho già segnalato al governo che deve trovare una soluzione: per lo meno il Bellunese sia inserito in un contesto territoriale omologo come le vicine Regioni a statuto speciale. Altrimenti si frantumerà».


Marco de' Francesco

29 luglio 2012

Corriere del Veneto


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