Val di Susa e teorema del danno di immagine allo Stato

 

Il presunto danno di immagine ricevuto dallo Stato e dalle Forze di Polizia stesse in occasione delle cariche effettuate dai poliziotti in Val di Susa per lo sgombero dei cantieri della TAV, o meglio questo “teorema” dei danni d’immagine convince solo il suo autore: l’Eccellentissimo Procuratore Generale della Corte dei Conti del Piemonte Dr. Ermete Bogetti.


Personalmente ritengo che il teorema del danno d’immagine allo Stato ed alla Polizia di Stato sia aberrante nel senso letterale del termine, infatti lo ritengo deviante dalla norma ed anomalo nella sua struttura.


Il Dr. Bogetti quando si riferisce ai modi dei singoli poliziotti ed ad eventuali eccessi colposi nell’uso legittimo della forza che causano un danno di immagine allo Stato, esprime un “teorema” che si regge sugli stessi presupposti di reato che la Procura della Repubblica di Torino ha escluso, dopo una doverosa indagine scaturita dalle denunce, querele ed esposti presentate nei confronti dei poliziotti in primis dall’esponente di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto, che è terminata con l’archiviazione.


Evidentemente la Procura della Repubblica di Torino ha ritenuto che i poliziotti abbiano fatto un uso legittimo della forza, senza eccessi, applicando la causa giustificativa del reato, per aver obbedito all’ordine di carica dell’Autorità di P.S., prevista dall’art.53 del c.p. Chiaramente gli eventuali eccessi, dolosi o colposi che siano, nell’utilizzo della forza dovevano essere rilevati solo dal P.M. della Procura della Repubblica di Torino e punibili penalmente tramite l’esercizio dell’azione penale. Ma la Procura della Corte dei Conti del Piemonte, incompetente ad accertare reati, avrebbe così di fatto accertato la sussistenza del reato di eccesso colposo che la Procura della Repubblica competente a farlo ha escluso a priori, e proceduto ad aprire un fascicolo a carico dei poliziotti.


Per un poliziotto compiere il proprio dovere è molto difficoltoso e spesso ingrato, ma che un organo dello Stato si spinga fino a chiamare in causa delle responsabilità dirette in un fatto ove i poliziotti hanno adempiuto al loro dovere comportandosi a norma di legge e senza commettere alcun reato, ha del paradossale e del tragico.


Ma, entriamo pure in un’analisi più approfondita del “teorema”, ove si evidenzia tutta la sua paradossale aberrazione.


Il presunto danno d’immagine per la Polizia di Stato, arrecato dai poliziotti con la loro carica in Val di Susa, secondo la teoria della Corte dei Conti di Torino, mi sembra sia talmente lontano dalla realtà dell’immagine comune e diffusa nel cittadino della Polizia di Stato, da apparire un controsenso. Infatti, se la Polizia di Stato è la migliore di tutte le istituzioni tanto da essere insieme alle altre Forze di Polizia di gran lunga in cima alla classifica della fiducia degli italiani. E a tutto ciò hanno contribuito tutti gli interventi a favore del cittadino e della legalità, comprese prima di tutto le cariche dei Reparti Speciali, tra cui quella in Val di Susa, visto che gli italiani bloccati in autostrada, in stazione, fuori gli edifici pubblici occupati, negli stadi e nelle piazze assediate da manifestanti o teppisti violenti, ed in molti casi costretti ad essere succubi dei ricatti di chi viola la legge, non aspettano altro che la Polizia giunga a ripristinare l’ordine e la sicurezza e a restituirgli il godimenti di quei diritti gravemente lesi.

Il nostro è un Paese noto all’estero per il disordine pubblico delle nostre piazze e dei nostri stadi violenti, per l’alto tasso di criminalità mafiosa e diffusa, in cui anelano ad entrare i peggiori delinquenti d’Europa e del mondo per l’alto grado di impunità. Una tale pessima fama, viene risollevata principalmente da una Polizia presente ed attenta a reprimere ogni comportamento illecito, anche con l’uso della necessaria forza fisica. Per difendere lo Stato dall’illegalità di certe manifestazioni, nel caso in cui non si siano ottenuti risultati con l’ordine verbale di scioglimento immediato dell’assembramento, si deve reprimere l’illegalità con la forza necessaria. Ora, visto che la notizia dei poliziotti a cui è stato contestato il danno d’immagine allo Stato è stata riportata con molta enfasi anche dalla stampa estera, che figura ci fanno lo Stato italiano e soprattutto i suoi 58 milioni di cittadini?


I Sindacati di Polizia, con il C.o.i.s.p. in testa, hanno richiesto, con una lettera aperta al Consiglio dei Ministri, che ognuno dei Ministri si attivi per quanto di competenza per verificare a fondo il comportamento Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti del Piemonte con l’invio di Ispettori ministeriali. Richiesta che mi pare opportuna e che spero che sia accolta in breve tempo; ne va dell’immagine e della credibilità del paese intero!

Marco Callegaro

 

Val Susa vista dalla parte dei manifestanti

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