Spritz, le verità nascoste

 

 

Fetta d’arancia, due cubetti di ghiaccio, prosecco, Aperol, acqua gassata (meglio selz): questa è la formula moderna di un aperitivo nato dalle parti di Vicenza nell’Ottocento e che adesso rischia di far cadere una giunta comunale cui la faccenda pare scappata di mano, diventata ingestibile, insolubile, drammatica. Eppure tutti hanno ragione.

Hanno ragione quelli che abitano a ridosso delle piazze sprizzetare, quelli che ci lavorano e quelli che si ritrovano per bere lo Spritz. Ma esaminiamo le ragioni di tutti, intervistando i contendenti.

Francesco abita praticamente in Piazza delle Erbe. «Sono costretto - afferma - a chiedere il permesso per entrare in casa; se rientro ad ora tarda devo scavalcare ubriachi che smaltiscono la sbornia accovacciati sui gradini della soglia ed alla mattina devo anche pulirmi il portone dai bisogni di questi signori. Eppure basterebbe poco».

Tre studenti ammettono che la situazione è ormai irrisolvibile, perché è scappata di mano un po’ a tutti, ma non si sentono del tutto colpevoli; certo qualche deficiente c’è, ma non di certo fa la maggioranza.

Chi ci lavora, i diversi bar, osterie, pizzerie, birrerie ed ultimamente pizze al trancio e kebab, non si sentono in colpa; d’altra parte è il loro mestiere e si lamentano della pressione a cui sono sottoposti dal Comune, restrizioni degli orari, misurazione del plateatico con il righello e via dicendo. Hanno ragione anche loro.

Poi ci sono i cosiddetti no global che accampano il diritto di trovarsi tutti per bere un bicchiere ed ascoltare musica, senza impinguare le tasche dei baristi. A modo loro hanno anche ragione.

Il Comune intanto prende i soldi tramite le tasse imposte agli esercizi che lavorano anche grazie agli spritz: occupazione suolo pubblico, insegne, irap, asporto rifiuti maggiorato ed altre ancora. Anche il Comune ha ragione.

Ascoltando tutti si può pervenire ad alcune conclusioni. Francesco ha il diritto di rientrare tranquillo a casa; deve capire però che abita in centro, non in campagna, ed è soggetto dunque ad inconvenienti del genere. Ma ha anche ragione a dire che basta poco per «multare chi lorda il marciapiede, le strade, le piazze, i monumenti e poi,se vogliamo essere pignoli, multiamo coloro che non fanno la raccolta differenziata buttando a terra bottiglie e lattine».

Gli studenti hanno ragione: vogliono incontrarsi con altre persone per discutere dei propri problemi, di quelli degli altri e di quelli del mondo: qual è il posto più bello, ideale e comodo se non il centro di Padova con le sue piazze e locali aperti fino ad ora tarda? Ma nessuno ha il diritto di sporcare buttando tutto dove capita e facendo i bisogni sui pilastri antichi e  sui portoni delle case altrui. Dunque basterebbe poco, fermando e multando questi disgraziati od anche arrestandoli. Certo si dovrebbe prima aumentare il numero dei contenitori per il recupero delle bottiglie e lattine ed aggiungere dei gabinetti pubblici.

Anche i bar hanno ragione: è il loro lavoro e pagano le tasse, con un asporto rifiuti più alto, per una sorta di rimborso per l’Aps  che ripulisce le piazze poco prima dell’arrivo dei banchi della frutta e verdura. Si dice che i locali non facciano proprio tutti gli scontrini; alla terza evasione riscontrata la finanza li fa chiudere per un mese. Così, fanno occupare, ai clienti che hanno il bicchiere in mano, il suolo pubblico al di fuori dell’area assegnata e, con l’aumento del numero dei locali, hanno abbassato il prezzo dello Spritz fino ad 80 centesimi. Si beve male, dato che con cifre così irrisorie non si può versare del buon prosecco o  del vero Aperol o Cinar o Campari. Alcuni studenti hanno ammesso che lo spritz somministrato in questi casi è una vera porcheria, ma ad altri non interessa e basta loro ingerire più alcol possibile. Basterebbe imparare a bere meno ma meglio, ed i locali dovrebbero essere obbligati a dichiarare il contenuto dell’aperitivo, ad esempio, preparandolo davanti al cliente e non miscelandolo prima della ordinazione.

Anche i cosiddetti noglobal hanno ragione; vogliono divertirsi senza spendere tanti soldi, ma come tutti dovrebbero seguire le regole: non sporcare, non distruggere, fare la raccolta differenziata, pagare la  Siae per la musica, chiedere l’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico e quella di somministrazione di alimenti e bevande come per le sagre o le feste dell’Unità.

Il Comune difende ed attacca tutti: tasse più alte e chiusura anticipata per alcuni locali, dimenticando, però, che molte bottiglie provengono da supermercati. D’estate ha messo a disposizione lo spazio lungo il naviglio; l'iniziativa è buona ma è macchiata dalla carenza di forze dell'ordine, di contenitori per i rifiuti e di trasporti pubblici. I vigili con l’etilometro potrebbero sequestrare 100 patenti a sera, se ci fossero, multare i bar che somministrano alcolici ad ubriachi; la finanza potrebbe controllare gli scontrini, i Nas dei carabinieri controllare la giusta composizione degli aperitivi, e la Siae  multare quelli suonano senza autorizzazione. Una raffica di multe, insomma, per mettere le cose a posto.

Probabilmente l’unico che ha ragione è proprio Francesco, il residente che, piano piano, chiedendo permesso, ritorna a casa tranquillo e afferma: «basta multare chi non è in regola».


Tre, quattromila persone in una piccola piazza sono tante; anche se parlano a bassa voce, il rumore si fa assordante. In Prato della Valle  ci sarebbe il posto per dei gabinetti pubblici, per molti contenitori di rifiuti, per dei gazebo o posti attrezzati dai locali. Basterebbero un po' di controllo e dei trasporti adeguati.

Alla fine il Comune non ha trovato il coraggio di mandare 30 vigili a controllare; ma 30 vigili, 20 carabinieri, 10 finanzieri, 5 controllori Siae costituiscono quasi un esercito, che non dovrebbe, però, accanirsi con coloro che si attengono alle regole.


Ma le persone, alcune migliaia, sono voti; ed i voti contano ed il coraggio manca.


Anche a Verona c’è una piazza dove molti si incontrano per sorseggiare un aperitivo. Va tutto bene, forse perchè ci sono meno studenti o meno noglobal.

Maurizio Rossi

 

Lo spritz su You Tube

 

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