Beppe Grillo al Parlamento Europeo  

 

Soluzioni, propaganda o false chimere?

 

Nelle ultime settimane ha tenuto banco - e credo che continuerà almeno per un po’ - il cosiddetto “fenomeno Grillo”:  migliaia di persone che partecipano a manifestazioni, eventi organizzati, blog su internet sempre brulicanti di commenti, banchetti per la raccolta firme a sostegno delle proposte inerenti alla riforma elettorale, giornali, televisioni e radio che sottolineano ed enfatizzano il fatto.

Certo è che Grillo, negli anni, si è sempre distinto per prese di posizioni forti, idealistiche, di principio ma anche di massa; come ad esempio per le autovetture all’idrogeno, piuttosto che quelle sulla questione telecom.

E cosa dire poi del V day e dei grillini? Un’esigenza sentita e partecipata: d’altronde come sempre è stato, e la storia ci ricorda,  quando si prospettano periodi difficili per una società - e a mio avviso si cominciano a vedere e soprattutto a riconoscere - la popolazione risponde perché si sente minacciata, nei rapporti personali, nei rapporti lavorativi, nel mercato ma anche e soprattutto per una questione economica, nella difficoltà reale di arrivare a fine mese.


Chi non è preoccupato dell’escalation della violenza, dei furti, della micro e macro criminalità diffusa nelle città ma anche nei paesi di provincia, della  perdita del rispetto in quei valori fondanti della società, nel rispetto della persona spesso a scapito di un buonismo dilagante e quanto mai pericoloso?

E allora ecco che si cominciano ad analizzare quei fenomeni che sono l’esempio di una posizione a volte discutibile, come ad esempio la politica, l’economia, lo sport…


L’estate è stata caratterizzata dal libro “La Casta”: un attento, storico e documentato saggio circa i privilegi, i costi, gli eccessi della politica,  dove come cittadini ci siamo indignati nel leggere cifre ed episodi così “distanti” dalla gente.

E quindi ben vengano le analisi e le critiche, i movimenti di massa che permettono un confronto e anche uno “scontro” culturale e dialettico: è giusto discutere e soffermarsi sulle ingiustizie che ci sono e che da anni si sono cronicizzate.

Banale però sarebbe pensare che si possa trovare una soluzione “qualunquista” in tempi brevi:  l’ipotesi, ad esempio, di porre delle limitazioni importanti come il divieto ai membri del Parlamento di farne parte per più di due legislature, potrebbe a prima vista sembrare una giusta proposta ma credo sia limitante in primo luogo perché ci possono essere (e credo ci siano) politici eticamente corretti e preparati ed in secondo luogo perché, in questa ipotesi, si perderebbero esperienze talvolta preziose.

Di convesso, si potrebbe portare, ad esempio, l’attenzione non tanto sul divieto di ricandidatura dei politici dopo due legislature, quanto sulla modalità di elezione diretta, magari con le preferenze in modo che i cittadini possano decidere sull’operato dei propri rappresentanti e quindi promuoverli rivoltando il loro nome o bocciandoli lasciandoli a casa, come avviene nei comuni e nelle regioni.

Condivido le opinioni di Grillo sull’onestà, la trasparenza e la non colpevolezza che dovrebbero contraddistinguere  i nostri rappresentanti in Parlamento, però, essendo un convinto garantista, credo che, prima di giudicare e condannare una persona pubblica o meno e “metterla alla berlina”, ipotizzando chissà cosa e magari vanificando in questo modo anni di impegno, dedizione e convinzione, si debba essere certi e sicuri della cosa, onde evitare di passare da una tesi condivisibile ad un eccesso, magari inquisitorio.


In Italia esistono dei gradi di giudizio appunto per tutelare un principio importantissimo sancito dalla nostra Costituzione, per tutti indistintamente: la presunzione di innocenza, il vero spartiacque tra società civili e dittatoriali.


Altresì si dovrebbe capire se le condanne, anche solo in primo grado, si estendono a tutti i reati, oppure no? I reati di opinione andrebbero sanzionati come gli altri? Poche domande che lasciano però una risposta inevasa, profonda, inquietante.

Non si dovrebbe nel nome della democrazia e dell’etica limitare, o peggio escludere, i principi che sono i cardini della società democratica come la persona e i suoi diritti inalienabili.

Bene quindi ha fatto Grillo ad urlare, a ribellarsi e a porre nuovamente e con impegno, l’attenzione su questioni che riguardano tutti noi cittadini, perché non è corretto accettare sempre tutto senza ribattere.

Grande il risultato di coinvolgimento delle persone, della gente comune, come risulta dai sondaggi e come è evidente dalle piazze, nel dare voce ad un malessere diffuso.

Credo però che quando questioni complesse vengono troppo semplificate rischiano di diventare banali e propagandistiche e che piuttosto di trovare una sintesi in una soluzione possano invece generare altri problemi e magari altre ingiustizie: cosa da evitare utilizzando logica, cultura e quel buon senso che spesso, e purtroppo, a volte dimentichiamo.

 

Alberto Salmaso

 

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