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Sicurezza, il Governo parla bene ma razzola male!

 

Il 6 novembre 2007 tutti i sindacati di polizia Siulp, Siap-Anfp, Silp per la Cgil, Consap- Italia Sicura, Fsp-Ugl, Coisp, Uilps, in rappresentanza dei poliziotti italiani, hanno protestato contro l’operato del Governo in materia di sicurezza.

Situazione inusuale per una categoria abituata a non scendere in piazza per urlare il proprio dissenso, ma ad utilizzare altri metodi democratici per far valere le proprie ragioni, soprattutto a causa della funzione e del lavoro dei suoi rappresentanti. Situazione paradossale se vogliamo: i poliziotti solitamente siamo abituati a vederli sempre presenti a regolare lo svolgimento di manifestazioni o scioperi per garantire a tutti i cittadini i diritti fondamentali, ma mai parte attiva di una manifestazione. Inoltre, Sindacati dei lavoratori della Polizia di Stato così differenti nelle idee e nel patrimonio culturale sono riusciti a trovare una congiunzione di intenti ed un metodo comune di protesta come pochissime volte era accaduto prima.

Cosa sarà mai successo di così grave perché tutte le sigle sindacali dei lavoratori della Polizia di Stato siano dovuti scendere in piazza per far sentire la propria voce?

Avevano semplicemente letto la Finanziaria del Governo (ancora da approvare al momento in cui si scrive) ove si è rivelata “la politica inconcludente del Ministro dell’Interno Giuliano Amato che, a fronte di tante promesse, porta a casa un nulla di fatto con un pacchetto sicurezza che inasprisce in maniera esagerata le sanzioni contro i “graffitari” ed i venditori di borse contraffatte, ben sapendo che mancano i poliziotti ed i mezzi per far si che le leggi vengano rispettate, e perchè i delinquenti veri (rapinatori, stupratori, ladri e omicidi) vengano arrestati.”

Ma, a parte le rivendicazioni sindacali, la cosa più interessante sono i dati riportati nel volantino diffuso durante la protesta: “nella Finanziaria che sta per essere approvata non è previsto nessun fondo per rinnovare il contratto di lavoro.” Ed ancora: “Mancano ad oggi 5700 poliziotti sull’organico previsto che è di 107.000 unità; ed altri 1300 poliziotti andranno in pensione nel 2008 e così nel 2009 e nel 2010. Il Governo fornisce fondi sufficienti per assumere 1300 poliziotti nei prossimi tre anni, e si ritiene anche soddisfatto perché, a suo dire “viene incrementato l’organico delle forze di polizia”. Siamo davvero sull’orlo di un baratro.” Ma non solo: “Mancano macchine, mezzi e strumenti di lavoro: si fanno servizi delicati e rischiosi con automobili che hanno più di 300.000 km e sono pertanto del tutto inaffidabili. Mancano le risorse necessarie per gli addestramenti e per i corsi di formazione. Mancano le risorse per rinnovare le armi in dotazione e persino per le munizioni. Mancano perfino i soldi per le divise e per le giacche invernali”.

Ma i cittadini possono stare tranquilli? La sicurezza sarà garantita comunque? Ritengo che queste siano le domande prioritarie per i prossimi anni, ed in questo tema gli stessi Sindacati di Polizia non hanno dubbi: “Adesso c’è davvero il rischio che il livello di sicurezza garantito ai cittadini si abbassi considerevolmente. Per questo sentiamo l’obbligo, come sindacati, pur con differenti idee, di lanciare all’unanimità un grido d’allarme, nella speranza che il senso dello Stato induca ministri e governo a cambiare subito e radicalmente la rotta sulla sicurezza”.

 

A questo punto ogni ulteriore considerazione risulta superflua, però rimane l’amarezza di constatare che il cittadino si troverà sempre più nelle condizioni di dover subire torti ed abusi senza avere la certezza che lo Stato c’è ed è dalla parte dei più deboli, e che le sempre più frequenti rassicurazioni verbali dei rappresentanti del Governo, tese a tranquillizzare l’opinione pubblica ad ogni cruento fatto di cronaca, faticano ormai a convincere i più.

Marco Callegaro

 

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