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Il cuore, motore dell'uomo

 

Malattie cardiovascolari, tassa da 230 euro

 

Una recente ricerca pubblicata su un importante giornale scientifico riporta che il costo delle malattie cardiovascolari nell’anno 2003 sia stato per l’Unione Europea di 169 miliardi di euro. Ogni cittadino europeo, uomo, donna, bambino ha versato per il trattamento delle malattie cardiovascolari ben 230 euro a testa!


Questa cifra rappresenta il 12% della spesa sanitaria comunitaria globale e comprende i costi diretti, di assistenza e di perdita di produttività.


Le malattie cardiovascolari sono causa nell’Unione Europea di circa 2 milioni di decessi la maggior parte (i due terzi ) dovuti a malattia coronarica e cerebrovascolare.


E' sorprendente notare che queste malattie, causa della maggior parte dei decessi, sono responsabili «soltanto» del 47% dei costi relativi.
Ciò significa che altre forme di malattie cardiache non altrettanto mortali o debilitanti, quali l’alta pressione sanguigna, rappresentano un peso economico ancora superiore per gli stati dell’Unione Europea.
Si stima che tale costo sia salito nel 2005 a 181 miliardi di euro.

In Italia le malattie cardiovascolari sono causa del 42% dei decessi ( oltre 237.000 nel 2002) e rappresentano una spesa totale di 16,9 miliardi di euro equivalenti a 204 euro pro capite.


Una proiezione di questa spesa a 10 anni prevede un costo di 169 miliardi di euro, costo insostenibile per la nostra società.

Ne consegue che la lotta alle malattie cardiovascolari non può essere un compito esclusivo delle strutture sanitarie ma di tutta la collettività anzi ogni singolo cittadino se ne deve far carico… e non intendo economicamente

Più volte sulle pagine di questo giornale abbiamo sottolineato l’importanza della prevenzione nella lotta alle malattie cardiovascolari ricordando che poche e semplici modifiche alle nostre abitudini di vita riducono drasticamente l’incidenza di queste malattie.
E che la prevenzione sia uno strumento efficace di lotta alle malattie cardiovascolari è dimostrato dalla riduzione di mortalita’ per malattie coronariche che si è ottenuta nei paesi occidentali; attribuibile per una percentuale del 44% all’intervento sui fattori di rischio ( ipercolesterolemia, fumo, ipertensione arteriosa, sedentarietà).

L’educazione ad un corretto stile di vita è il cardine fondamentale della prevenzione, ma tanto è facile a dirsi quanto è difficile da realizzare. 

Più del 40% dei cittadini italiani non pratica nessun tipo di attività fisica ( 47% nelle donne ). Ancor più drammatico è l’incremento di sovrappeso-obesità, fumo, abuso di alcol nei giovani.

La prevenzione è uno strumento efficace e poco costoso di lotta alle malattie cardiovascolari, la correzione dei fattori di rischio non solo nei soggetti colpiti dalla malattia ma soprattutto nei soggetti apparentemente sani riduce significativamente la mortalità e morbilità.


Le istituzioni hanno un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso il continuo potenziamento delle strutture sanitarie e l’educazione continua alla difesa della salute ma l’efficacia della prevenzione dipende fondamentalmente dall’individuo stesso che ha la responsabilità di tutelare in modo adeguato la propria salute.

 

Mauro Boschello