VENEZIA - Azione di forza della Save Spa, società che gestisce dal 1987 l'aeroporto Marco Polo di Venezia: blocco di tutti gli investimenti non funzionali alla sicurezza, auto-esonero dal rispetto dei parametri di qualità previsti dalla carta dei servizi per i passeggeri e volantinaggio in aerostazione. Anche la funzione cerimoniale è sospesa: niente magnifici apparati per capi di stato e primi ministri ai quali, anzi, sarà consegnato un comunicato.
PADOVA – Mille esuberi per gli stabilimenti veneti della Safilo. In una sola partita e senza la speranza di una spartizione del danno in Friuli Venezia Giulia: con 518 esuberi già dichiarati, l'impianto di Martignacco ha già dato. Comunicato dei sindacati alla mano, un licenziamento collettivo da guinness dei primati. «Oltre le peggiori previsioni – secondo l'assessore regionale alle politiche del lavoro Elena Donazzan -: non mi aspettavo numeri del genere; di certo dovremo porci una volta per tutte il problema della tutela del made in Italy e delle nostre produzioni e arrivare a una legge organica». E con tempi record: «Già dalla prossima settimana – si legge - si aprirà la procedura di mobilità».
CASI SIMBOLO. Ventuno centrali energetiche bloccate in Venetio, in Friuli l'autostrada Cimpello-Gemona sotto tiro, in Trentino a rischio la discarica di Vadena.
Il quadro normativo, i ricorsi al Tar, le proteste ambientaliste. A bloccare lo sviluppo imprenditoriale non c'è solo il credit crunch, la crisi dei consumi o le difficoltà ad internazionalizzare; ci sono pesanti fattori endogeni che di fatto negano lo sviluppo delle aziende. Il fenomeno è più sottolineato e visibile in alcune aree del Paese rispetto ad altre. A Nordest la conclusione degli imprenditori è che quasi tutto, salva specifica autorizzazione, risulta vietato. «Un rischio grave – spiega il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat – soprattutto in un'area come questa, con tante Pmi alle prese con leggi complesse che non mettono in condizione di operare come avviene negli altri Paesi. L'alternativa è la desertificazione delle attività industriali».
PADOVA - «Il termine è il 26 giugno». Deadline per l'approvazione parlamentare della "Riforma del mercato del lavoro", il ddl Fornero in esame a palazzo Madama. Perché, secondo il senatore del Pdl Maurizio Castro, relatore della riforma, «la scadenza non può essere elusa: se si dovesse sconfinare, il bombardamento degli speculatori sul nostro spread (differenziale relativo a tassi di interesse tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, ndr) non si potrebbe evitare, con danni irreparabili per il Paese». La risposta dei mercati, secondo Castro, non si farebbe attendere. Lo ha affermato in apertura del convegno "Mercato del lavoro. Quali regole per le fabbriche delle idee e del futuro?", tenuto ieri mattina all'Auditorium di Trebaseleghe (Padova) nell'ambito della quinta edizione del "Festival delle Città Impresa".
«Per i manager, piccolo non è bello». Fra le prime parole, queste, pronunciate, a margine della kermesse padovana di ieri, dal neo-presidente di Manageritalia Veneto Pietro Luigi Giacomon. Un'associazione nata ieri, dalle ceneri di precedenti sodalizi: di Padova, Mestre-Venezia e Verona. In un contesto dove percentuali e dimensioni limitate non aiutano nel rapporto con gli stakeholder, e cioè con politica e imprenditori; e le quote rosa latitano. I numeri descrivono la situazione veneta.
La media nazionale è 0,85 dirigenti ogni cento dipendenti (3 su 100 in Francia e Germania); la Lombardia ne ha 1,6%, il Lazio 1,37% e il Piemonte 0,98%. E il Veneto? Solo 0,6%. A livello provinciale solo Verona (0,81%) si avvicina alla media nazionale, mentre in tutte le altre province si segna il passo.
Fanno occhiali da sole e da vista per lo sport, caschi da ciclismo e maschere da sci. E puntano con decisione sul mercato asiatico. «Cina, Corea, Giappone – afferma Cristiano Barbazza, presidente del consiglio di amministrazione di Rudy Project Srl -, ma anche Thailandia, Malesia e Indonesia, sono i Paesi con le maggiori potenzialità. Certo, Stati Uniti e Germania rappresentano tuttora il nostro mercato di riferimento, con rispettive quote del 20 e del 10% del giro d'affari; e anche in Sud Africa abbiamo registrato un fatturato in forte rialzo. Ma lo sviluppo, in Asia, è poderoso; e si respira l'entusiasmo dell'Italia "anni Ottanta"». Presente in oltre 60 Paesi, l'azienda trevigiana è votata all'export, che in effetti copre l'85% del fatturato.
Già 54 i fallimenti dichiarati dal Tribunale di Padova nei primi due mesi dell'anno, contro i 228 del 2011. Gli operatori del settore auspicano lo snellimento delle pratiche e più risorse (umane e finanziarie) per le cancellerie.
«Data la crisi economica in corso – ha affermato il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Padova Tiziana Pradolini, a margine del convegno "L'accertamento del passivo fallimentare", tenuto ieri a Sarmeola di Rubano (Pd) – è probabile che l'alta incidenza dei fallimenti sia destinata a perdurare. Con conseguenze dirette per aziende che sono in affari con quelle sottoposte a esecuzione: spesso non riescono a incassare i propri crediti e a far fronte ai propri debiti».
Intelligenza emotiva. Sapere interpretare il contesto e la mission aziendale. E anche creatività, capacità di relazione e di innovazione. Perché curriculum e studi brillanti non sono tutto: potenziale e ambizioni contano di più. E il crisma del successo non discende per forza da sudore e gavetta. Anzi: «Le imprese puntano su giovani open-minded – afferma Alessandro Visconti, direttore del personale del Gruppo Safilo (Padova) – perché il super masterizzato con atteggiamento rigido, quello incapace di fare network, non si spende bene nell'organizzazione e alla lunga rischia di diventare un corpo estraneo. Questo, però, non toglie nulla alla carriera scolastica». La pensa così anche Ilaria Boffa, hr manager nella sede padovana (a Vigonza) della multinazionale americana Adp. «Alla fine – afferma la Boffa – non si cerca il migliore, ma il più adeguato al contesto lavorativo. Insomma, aziende piccole, medie, grandi e multinazionali richiedono profili diversi. Poi, è chiaro che i best-performer devono possedere attitudini innate».
Veneto in trincea contro la concorrenza del Friuli Venezia Giulia. Le risorse della Regione a statuto speciale potrebbero essere utilizzate sia per attrarre aziende venete “oltre il confine” che per risolvere complicate questioni industriali lì dove la mano pubblica fa la differenza. L’allarme lo ha lanciato, di recente, il segretario uscente della Cgil bellunese Renato Bressan, con un occhio alla situazione della multinazionale americana Ideal Standard, che in Italia ha tre stabilimenti: Trichiana (Belluno), Orcenico (Pordenone) e Roccasecca (Frosinone). Il timore è che di fronte ai numeri modesti della produzione dei tre impianti (1,4 milioni di pezzi nel 2011, contro i due milioni previsti) e alla crisi dei comparti di sanitari e ceramiche, la Regione autonoma possa metterci del proprio, spiazzando i “concorrenti” con investimenti diretti a Orcenico; per indirizzare, cioè, le scelte della multinazionale in caso di chiusura di stabilimenti.
VENEZIA - Ottanta milioni di euro di investimento per 12 nuove rotte, nazionali e internazionali. Voli attivati da Air One, la smart carrier del gruppo Alitalia (dal gennaio 2009) che il quattro maggio inaugurerà al Marco Polo di Venezia la terza base italiana, dopo quelle di Milano Malpensa e Pisa. La compagnia avvierà dal 4 maggio tre collegamenti nazionali (Palermo, Brindisi e Cagliari) e tre internazionali (Barcellona, Praga e San Pietroburgo); dal 15 giugno le destinazioni di Varsavia, Istanbul e Atene; dal 13 luglio al 9 settembre i voli stagionali verso Palma di Maiorca e Minorca; infine, dal 10 settembre, la rotta per Bruxelles. Air One prevede di realizzare, nel 2012 e da Venezia, 2.550 voli per 460mila posti offerti e 310mila passeggeri attesi. Con tariffe low cost: da 18 a 182 euro.