Cortina, niente ampliamenti grazie al catasto asburgico

cortinaCORTINA D'AMPEZZO – La Regina delle Dolomiti "salvata" dagli Asburgo-Lorena: niente ampliamenti edilizi sgraditi all'amministrazione grazie all'intuizione di Francesco I d'Austria. Può sembrare strano, infatti, ma fra piani di assetto del territorio, leggi che si accavallano, precedenti giudiziari, faldoni, avvocati, primo e secondo piano casa, l'ha spuntata il sistema tavolare, catasto fondiario licenziato nel 1817 con regia patente dal nonno di "Cecco Beppe". Per capire, però, bisogna fare un passo indietro (rispetto ad oggi). L'attuale giunta ampezzana, quella del sindaco uscente Andrea Franceschi, ha dichiarato guerra agli abusi edilizi sin dagli esordi (2007). Una guerra che costa all'amministrazione da 300 a 400mila euro all'anno: una manna dal Cielo per alcuni avvocati. E fino al 2011 si trattava di una campagna diretta contro i furbetti del mattone, lobby e padroni della città che, di fronte alla risolutezza del sindaco, avevano segnato il passo.

2050: fino a 3 gradi in più sulla Terra

global warmingIl genere umano affronta ogni giorno migliaia di problemi, dall'inquinamento fino alla fame nel mondo. Trovare una soluzione sembra un'impresa impossibile e non sorprende che, messi di fronte a dilemmi che invece ci colpiranno tra 40 anni, quasi non sappiamo come agire. La situazione sarebbe questa: secondo uno studio pubblicato su Nature Geoscience, la temperatura del nostro pianeta crescerà in media di 1,4 - 3°C da qui al 2050.

I dati sono frutto di 10mila diverse simulazioni condotte da una rete di computer messi a disposizione da un gruppo di volontari. Al centro di tutto l'esperimento c'era Daniel Rowlands, climatologo dell'Università di Oxford. Il suo team di ricerca ha incrociato i dati relativi a diversi fattori che potrebbero influenzare il clima terrestre tra cui la concentrazione di gas serra, l'attività solare, l'albedo planetaria e il trasferimento di calore tra gli oceani e il resto della biosfera. 

Fukushima, un anno dopo

fukushimaDall'11 marzo 2011 è passato quasi un anno. Ma dell'onda di tsunami che ha distrutto le coste giapponesi non restano solo macerie e desolazione. L'incidente di Fukushima ha segnato un'intera epoca, costringendo ancora una volta le persone a domandarsi se l' energia nucleare sia la vera risposta per il futuro. Oltre a alimentare il dibattito sulla sicurezza degli impianti, la catastrofe che ha messo in ginocchio il Giappone ha suscitato numerosi altri interrogativi.

A un anno di distanza, si può cercare di fare il punto della situazione e analizzare tutti i dettagli dell'accaduto. Un' operazione tuttavia non semplice perché, come mostrano i continui aggiornamenti che provengono dall'impianto nucleare, la situazione non è ancora sotto controllo. Inoltre, come spiega il rapporto pubblicato da Greenpeace, non è ancora chiaro quale sia la reale entità dei danni causati dall'inquinamento radioattivo. 

Rinnovabili, quasi 3 milioni i posti di lavoro possibili in Ue nei prossimi 20 anni

rinnovabiliLa causa principale della alterazioni climatiche è l'immissione in atmosfera di gas serra che determina una variazione della capacità dell'atmosfera di smaltire nello spazio il calore assorbito. Queste alterazioni sono la causa di circa 150mila morti l'anno.

Le ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili sono attualmente a saldo positivo e garantiscono, a fronte di investimenti adeguati, un ritorno importante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche nella prospettiva di un contributo alla soluzione dell'attuale crisi economica.

E' stato studiato che a fronte di impegni sostanziosi ma non impossibili entro il 2050 potremmo trarre da fonti energetiche rinnovabili tutta l'energia della quale avremmo bisogno. 

«Senza i soldi dell'8 per mille salteranno tutti i restauri»

villa pisaniIl direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto attacca la decisione del governo di destinare i fondi solo a carceri e Protezione civile. 

 VENEZIA – Restauri a Villa Pisani di Stra? Rimandati. Quelli (già programmati) per la messa a nuovo della parte decorativa delle Sale Napoleoniche del Palazzo Reale di Venezia? Pure. Quelli per l'avvio dei lavori nelle Tese delle Galeazze dell'Arsenale di Venezia? Nemmeno a parlarne. La decisione del presidente del consiglio Mario Monti, di utilizzare tutti i fondi legati all'otto per mille del 2011 per Protezione civile ed edilizia carceraria blocca sul nascere i lavori di restauro di tutta la regione e mandano nello sconforto le soprintendenze venete. 

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