Promossi o bocciati

 

Partendo dalla considerazione che ormai la nostra società sta mutando e che le problematiche come sicurezza, legalità, rigore amministrativo sono spesso utilizzate per segnalare un’emergenza e non una connotazione positiva, si notano sempre con più frequenza, atteggiamenti, a volte anche provocatori, di persone e forze politiche, che cavalcano questi “malesseri diffusi” per cercare di dare una risposta oppure, di converso, per cercare di spiegare quanto marginali possano essere.

Indipendentemente dalle proprie idee, connotazioni politiche o sentimenti vari, sicuramente non si possono classificare come un qualcosa di insignificante, o peggio, non preoccupante, l’enorme ondata di micro e macro criminalità che sta investendo il nostro Paese, dove l’integrazione è fatta più a parole che realmente specialmente considerando che più del 6% dell’intera popolazione italiana è costituita da stranieri regolari e non si può nemmeno trascurare il fatto che, spesso, le risposte politiche alle esigenze della società sono lente, a volte insufficienti altre addirittura non ci sono proprio.

Una società civile non può prescindere dalla politica e la Politica non deve prescindere dalla società: sono, a mio avviso, elementi speculari di un grande e complesso ingranaggio, l’uno importante quanto necessario all’altro.

Ma allora sorge spontaneo domandarsi dove si blocca il meccanismo? Perché si ha, sempre più spesso, una sensazione di distanza, di allontanamento dalle Istituzioni?

Alcuni reputano che il problema sia nella burocrazia, i lunghi tempi di risposta alle istanze, alle richieste di soccorso ed emergenza della società; altri invece indicano il vero problema nella “scarsa qualità” dei nostri rappresentanti istituzionali, nella loro insufficiente attenzione ai problemi reali, nella loro poca volontà di confronto e comunicazione con i cittadini.

Ma allora, se fosse così, essendo tutti gli enti locali (con eccezione della Provincia) amministrazioni dove i rappresentanti istituzionali sono eletti con preferenze espresse dal cittadino, come è possibile che ci sia un ricambio di persone sempre ridotto? Se molti lamentano che le cose non vanno nella maniera migliore, come è possibile che i cittadini scontenti non esprimano il loro dissenso, magari, privilegiando outsiders rispetto ai “soliti noti”?

In realtà, il voto è l’unico vero strumento che ha il cittadino, l’unica vera scelta che può davvero cambiare ciò che si critica, che non dà risposte appropriate, che magari è davvero distante dalle reali esigenze della gente.

Un giudizio obbiettivo sull’operato dei nostri rappresentanti, conoscendo quello che hanno realmente fatto, quanti incarichi ricoprono, quali “effetti positivi” hanno prodotto, farebbe davvero distinzione tra chi si impegna davvero rispetto ad altri: impariamo a giudicare conoscendo e non “sentendo dire” chi ci rappresenta, selezionando così, al di là dei favoritismi e delle appartenenze politiche più o meno interessate, classe dirigente preparata e non improvvisata.

I sentimenti di indignazione, di rigetto, di rifiuto che si hanno conoscendo i costi della politica, i costi di alcune “istituzioni” storiche, sono senza dubbio un’adeguata reazione di chi si confronta ogni giorno con problemi di sempre, di chi fa davvero fatica ad arrivare a fine mese, di chi rimane sconcertato da episodi di diseguaglianza sociale o peggio di violenza spesso non puniti, o di chi, semplicemente, confida fermamente nelle Istituzioni in quanto tali.

Non credo ci siano ricette magiche né tanto meno scorciatoie: sono convinto che più il cittadino conosce i propri rappresentanti ed il loro operato, più semplice sarà selezionare una classe politica preparata e adeguata a risolvere le necessità, sempre più diffuse, della collettività.

Ripartire dai valori importanti e fondanti della nostra società, riscoprire le nostre tradizioni, rispettare le norme basilari di convivenza civile sono sicuramente i primi passi per riscoprire l’”entusiasmo” nelle Istituzioni e per guardare al domani con almeno un po’ di speranza.

 

Alberto Salmaso

 

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