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Precariato? Sì grazie… per tutti, però

 

Sono un precario della Pubblica Amministrazione ma convinto che il precariato non sia un male, convinto che possa solo essere la medicina per il mondo del lavoro in Italia, convinto che non abbia senso andare a manifestare in piazza contro il Governo per chiedere l’assunzione o condizioni meno precarie. Piuttosto sono dell’idea che sarebbe molto più utile andare a manifestare in piazza per rendere tutto il mondo del lavoro precario.

 

Dico queste cose perché ritengo che a volte avere il posto fisso (sia nel privato sia nel pubblico) spinga il dipendente a perdere la giusta ambizione, a “sedersi sugli allori”, a produrre con poca passione.

 

Penso che la soluzione corretta dovrebbe essere caratterizzata da un sistema più flessibile, per tutti però; penso che i contratti a tempo indeterminato dovrebbero continuare ad esistere, anzi dovrebbero essere gli unici accettati, ma corretti nel seguente modo: il contratto dovrebbe essere per davvero a tempo indeterminato e non a tempo “infinito” com’è ora; ci dovrebbe essere la possibilità per il datore di lavoro o per gli enti pubblici di licenziare, seguendo però la seguente regola per evitare dei soprusi nei confronti dei dipendenti: l’obbligo per il datore di lavoro di rescindere dal contratto a tempo indeterminato solo dopo un periodo non inferiore all’anno (per esempio) dal momento del licenziamento in modo tale da permettere al lavoratore di avere tutto il tempo per trovarsi un altro impiego e quindi per evitare decisioni prese di fretta o dettate da problemi contingenti risolvibili da parte dell’azienda pubblica o privata che sia.

 

Ritengo che in questa maniera si eliminerebbero i problemi dei precari del giorno d’oggi, contraddistinti soprattutto dalla impossibilità di pianificare il futuro, dal momento che con contratti come quelli che ho descritto tutto il sistema del credito in generale ad esempio si dovrebbe adeguare e consentire i finanziamenti o i mutui a chiunque sia dotato di un lavoro; credo altresì che per i datori di lavoro non sarebbe più difficoltoso assumere visto che in caso di scelte sbagliate potrebbero comunque rimediare perdendoci al massimo un anno; penso tuttavia che adottando questo sistema si eviterebbero quelle che al giorno d’oggi sono delle vere e proprie discriminazioni lavorative. Chi ha il posto fisso a volte ad esempio cerca di fare il minimo indispensabile scaricando il lavoro più gravoso sulle spalle dei precari. I datori di lavoro a loro volta sfruttano il precario perché tanto c’è molta domanda di lavoro e perso uno ne trovano un altro in un attimo.

 

Il sistema che propongo dovrebbe porre tutti i lavoratori sullo stesso piano premiando ovviamente chi più si impegna.

 

Carlo Maretto

 

il precariato su You Tube  

 

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