L'aumento delle malattie croniche come l'ictus, la demenza, le fratture di femore, lo scompenso cardiaco, ecc., che inevitabilmente accompagna l'invecchiamento della popolazione, comporta una crescente domanda di assistenza continuativa e la necessità di approfondire le conoscenze correnti sulla frequenza e distribuzione di queste condizioni, al fine di pianificare interventi di trattamento e di controllo. Queste malattie sono responsabili di disabilità ingravescente che condiziona la qualità di vita di chi ne è colpito e determinano ripercussioni sotto vari profili, da quello economico ed organizzativo, a quello familiare e della società più in generale.
A decorrere da novembre 2003, presso l'Ospedale di Padova, è attivo il Servizio per la Continuità delle Cure (Se.C.C.) che vede la collaborazione, e dunque l'integrazione, del personale sanitario operante presso l'ospedale e di quello pertinente ai Distretti Socio-sanitari dell'Azienda ULSS 16. La finalità principale di questo servizio, rivolto principalmente alla popolazione anziana (ma non solo), è quella di attivare tutte le risorse scelte presenti sia all'interno dell'ospedale e sia sul territorio, quando la fase acuta di una patologia si sia conclusa. Il SeCC non assolve compiti assistenziali (ma agevola le scelte dei clinici) e non si sostituisce alle strutture territoriali, ma ne favorisce l'approccio, identificando un piano di interventi socio-sanitari, che garantiscano la tempestività della dimissione e la continuità dell'assistenza, attraverso un lavoro d'integrazione con altre Unità Operative preposte alla gestione delle patologie dopo il superamento della fase acuta e con i servizi territoriali. Il paziente fragile, cui esso si rivolge, è un soggetto estremamente vulnerabile, ad altissimo rischio di andare incontro a tutta una serie di eventi sfavorevoli, come cadute, traumi, malattie acute, ri-ospedalizzazione, disabilità, non autosufficienza, istituzionalizzazione e morte.
Il SeCC afferisce direttamente alla Direzione Sanitaria delle due Aziende (Azienda Ospedaliera e Azienda ULSS 16) e coinvolge varie figure professionali tra cui un medico della Direzione Ospedaliera, che svolge funzioni di coordinamento, personale infermieristico ed assistenti sociali. Inoltre, a seconda delle necessità, sono coinvolti, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico, il Servizio Sociale Ospedaliero, i volontari dell'Assistenza, ecc. Tramite apposito modulo per via informatica (o via fax) il Servizio viene contattato direttamente dai medici dei reparti per acuti entro i primi tre giorni dal ricovero. Le infermiere e le assistenti sociali del SeCC prendono visione della segnalazione e, dopo aver preso contatti con i distretti socio-sanitari per evitare doppie segnalazioni, casi a loro già noti e per decidere se valutare il caso congiuntamente, fanno la prima visita presso il reparto di degenza entro 24-48 ore dalla segnalazione. Viene fatta una valutazione del paziente, durante la quale si ha un colloquio con i familiari o una persona di riferimento, con il medico e il capo sala del reparto per la stima della prognosi e la scelta del percorso più appropriato. I documenti utilizzati sono: Scheda di Valutazione Multidimensionale (SVAMA), Scheda Problemi di salute/Bisogni assistenziali, Scheda di accertamento dei problemi assistenziali presenti. Tutta la documentazione viene inviata al distretto di appartenenza del paziente, poi si procede a stabilire il percorso assistenziale più idoneo per la continuità delle cure tra le seguenti soluzioni:
- Pianificazione della dimissione e nel caso sia necessaria la “dimissione protetta”, si stabiliscono i contatti con i Distretti, i Medici di Medicina Generale, le Residenze Sanitarie Assisitite; le Case di Riposo, ecc.;
- Unità Operative di Lungodegenza dell'Azienda ULSS 16 - sono riservate a quei pazienti che, superata la fase acuta del ricovero, data la riduzione delle condizioni di autosufficienza psicofisica, necessitano di un'ulteriore permanenza in ambiente ospedaliero, finalizzata al raggiungimento della ripresa funzionale e quindi della maggior autonomia possibile, attraverso interventi diretti non solo alla malattia, ma anche alla persona nel suo complesso;
- Unità Operative di Riabilitazione (Servizio di Riabilitazione presso l'Edificio Ortopedia, Centro di Riabilitazione di Conselve, U.O. Medicina Fisica e Riabilitazione presso l'Ospedale S.Antonio);
- Struttura Intermedia è una struttura di ricovero e di assistenza del Distretto Socio-sanitario n. 1 dell'ULSS 16, ubicata a Padova presso l'Opera Immacolata Concezione al quartiere Mandria, che si propone di migliorare la continuità dell'assistenza tra ospedale e territorio; di facilitare le dimissioni ospedaliere; di evitare o ritardare gli ingressi definitivi delle persone anziane nelle strutture residenziali; di consentire, se l'ingresso in struttura residenziale si rendesse inevitabile, una più rapida organizzazione di tale accoglimento;
- Hospice è una struttura residenziale, ubicata a Padova presso l'Opera Immacolata Concezione al quartiere Mandria, dove vengono ricoverati pazienti in fase terminale per cure palliative e terapia del dolore.