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Il sistema pre-Gelmini garantiva una piena integrazione?

 

Classi ponte, un male assoluto?

 

Vi è mai capitato di entrare in un sito e perdere ore a leggere centinaia di commenti circa un certo argomento? Pochi giorni fa ho letteralmente perso un pomeriggio su un motore di ricerca a leggere continui botta e risposta su un tema caldo… Da poco il parlamento ha approvato una mozione della Lega Nord in materia d’ istruzione : esame di lingua e cultura italiana per i ragazzi stranieri che frequenteranno la scuola dell’ obbligo. Se il test basilare non venisse superato gli studenti sarebbero collocati  in classi dette d’ “inserimento” o “classi ponte” come si diceva nella bozza di preparazione. Queste classi sarebbero formate da soli alunni stranieri e prevedono l’insegnamento di un programma simile a quello consuetudinario,  ma potenziato per quanto riguarda l’insegnamento della lingua italiana.

Questa legge ha scatenato moltissime polemiche: la sinistra non si è astenuta dal definirla “razzista” (parola che non deve mai mancare in ogni commento alle proposte leghiste), anche alcuni esponenti di destra rimangono perplessi; la proposta infatti è stata approvata con una maggioranza molto stretta. Una cosa è certa: questa legge risponde ad un esigenza pratica, ed è chiaro a tutti che la scuola italiana soffre di alcuni gravi disagi collegati all’ inserimento di alunni che non conoscono la lingua. I ragazzi italiani, sono sicuramente rallentati nel normale svolgimento del programma a causa di continue sospensioni, per spiegare giustamente termini elementari a chi non li sa. Con questo non voglio certo dire che gli allievi italiani siano eccellenti; possono agevolmente essere superati da ragazzini romeni o cinesi, ma se questi non sanno la lingua difficilmente questi vi riusciranno dato che l’intero programma scolastico si tiene in lingua italiana.

In altri paesi il programma d’ inserimento prevede queste classi “speciali”, allo scopo di un più agevole ingresso nella classe; ma non devono essere viste come classi di serie B, come alcuni le hanno definite, perché sono create ad hoc per gli stranieri con numerosi progetti di attività interculturali; serviranno a risolvere quegli inconvenienti dovuti allo “sbattimento” che subiscono alcuni studenti stranieri che, da pochi mesi in Italia, si devono confrontare una delle lingue più complesse al mondo.

Per comprendere il fenomeno bisogna sporcarsi le mani con la quotidianità, una quotidianità in cui , è inutile nasconderlo, molte famiglie italiane scelgono la scuola per il proprio figlio a seconda del numero di stranieri presenti, una realtà in cui molti insegnanti si trovano in difficoltà con allievi non educati allo studio e all’ascolto di una lezione. Per coloro che amano i dati, il ministero mostra che gli studenti stranieri vengono bocciati con una percentuale molto superiore a quella degli italiani e che lasciano spesso la scuola prima del tempo minimo richiesto.

Nel blog  sopra citato moltissime persone ritenevano la proposta della Lega ghettizzante, propongo un interrogativo, la scuola pubblica così com’è è il paradiso dell’ accoglienza e solidarietà? Ancora una volta guardiamo la realtà in faccia: purtroppo i ragazzi stranieri tendono stare sempre fra di loro o, non è da escludere, sono gli stessi italiani ad escluderli; questo significa che le cose come sono andate fino ad ora non possono continuare.  La proposta può essere bollata con attributi antileghisti, ma è comunque un’ alternativa buona nei fini , forse un po’ carente nei mezzi e da rivedere in più punti, però sempre un‘alternativa. Vi invito a dare il vostro parere e a confrontare le idee per un dialogo costruttivo tenendo conto delle proprie esperienze personali perché è di un contatto con la realtà che la politica ha bisogno. 

 

 

Giulia Carraro