
La musicoterapia
La musicoterapia può essere intesa come attività di gioco e si può parlare, per certi versi, di teatro antropologico. E' arte, musica e teatro.
Lavorare con le mani è una delle attività più nobili. Teatro è il gioco dello sguardo, nasce dall’azione unita alla parola, al suono e alla visione. Senza ritmo non c’è linguaggio teatrale, non si può sentire tutto il corpo e a psiche. Il teatro trasmette le emozioni, i sentimenti, ecc.
Il teatro sociale antropologico si rifà all’esperienza personale. Quello d’autore, invece, entra nel contenuto per rappresentarlo al meglio, ed emerge qualcosa che fa parte del singolo, del drammaturgo come dello spettatore. Si possono incontrare delle difficoltà, in quanto necessita di memorizzare i testi per poi potere penetrare la visione dell’autore.
Spesso la musicoterapia assume una visione più chiara se trasferita in ambiente scolastico. Con le persone diversamente abili, sia adolescenti che adulti, le esperienze teatrali sono state oggetto di importanti approfondimenti. Gli attori in questi casi mettono in scena le proprie visioni, e sono loro che forniscono testi. Si considera, più che il testo scritto, il corpo dell’attore: mostra e delimita lo spazio, e così definisce il concetto stesso di teatro, secondo un'accezione ordinaria.
Qualsiasi luogo può divenire teatro. I luoghi quotidiani divengono eventi. C’è una quotidianità che non si può evitare e perciò non si fa altro che estrapolare un qualcosa per farlo divenire evento.
Tutti sono attori, basta scegliere di esserlo; lo scenario può essere ovunque.
L’attività di musicoterapia, alla luce di diversi studi, ha fatto riscontrare ottimi risultati con bambini sordi e con bimbi diversamente abili, raggiungendo un buon apprendimento ed una consapevolezza di sé.
Ma come ci si pone in questa attività? Si chiede ai bambini: "Di che gioco sei ? Quale è il tuo gioco?"
1. I partecipanti si posizionano in cerchio sulle sedie o su dei materassini, e quando ciascuno di loro si è espresso dicendo il proprio nome e dichiarando il gioco che intende attivare, questo può avere inizio.
2. Si parte dall’immaginario, per poi costruire il percorso (dato che l’immaginario è la nostra anima).
3. Successivamente si procede alla fase di costruzione, partendo dalle invenzioni delle forme e arrivando alla manipolazione.
Nel gioco si sperimentano i linguaggi dell’arte.
Gioco coi giocattoli ovvero gioco con il corpo
/ gioco - visione del gioco come poesia
BAMBINO _ scientifico - rottura del gioco e vede il perché
\ metafisico - dopo la rottura si vede l’anima e si diventa tristi
Alessandra Bottazzo
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