
14 maggio 1977: un dimostrante in passamontagna punta una P38 contro la polizia.
Quest'immagine, scattata a Milano in via De Amicis, è diventata l'icona di un'epoca
Trentennale degli anni di piombo
Il nostro paese ha sofferto gli anni di piombo come una ferita al cuore. Questa ferita si può dire rimarginata oggi?
Troppi cronisti hanno fatto a gara per celebrare la ricorrenza sessantottina, ma dall’altro lato si sono dimenticati di celebrare i caduti per la patria degli anni di piombo.
Quest’anno non è solo l’anniversario tanto caro ai sessantottini, ma è anche quello degli anni di piombo, epilogo sanguinoso e tragico del ’68, caratterizzato da una successione di eventi luttuosi che la nostra nazione ha dovuto affrontare.
Il 10 marzo a Torino un gruppo di otto persone aspettavano sotto casa il maresciallo Rosario Berardi. Lo volevano ammazzare, perchè l’indomani doveva testimoniare nel maxi processo contro le brigate rosse in qualità di capo dell’ufficio investigativo antiterrorismo della questura di Torino .
Passano pochi giorni ed il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse sequestrano Aldo Moro e massacrano la sua scorta: i carabinieri Domenico Ricci ed Oreste Leonardi ed i poliziotti Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. Il sequestro durerà 55 giorni e si concluderà con l’assassinio dell’On. Moro.
Sono passati trent’anni da quando i terroristi portarono via alla famiglia Berardi il capofamiglia, ed allo Stato un Maresciallo della Polizia; 30 anni dal massacro della scorta di. Moro, composta di uomini colpevoli perchè credevano nei valori fondamentali della giustizia, del dovere e dell’amore per la Patria.
In tutti questi anni se ne sono sentite e viste di tutti i colori, prima le solite bugie dei politici, poi l’apoteosi dei terroristi che la nostra classe politica è riuscita, per paura, a nominare ad alte cariche pubbliche.
Ma allora dov’è tutta questa vicinanza delle istituzioni nei confronti delle vittime del terrorismo?
Si è dovuto faticare parecchio per far rinverdire la memoria collettiva su quegli anni, e dopo trent’anni sembra che finalmente qualche piccolo riconoscimento per il sacrificio delle vittime sia giunto.
Il Parlamento ha istituito il Giorno della memoria in commemorazione di tutte le vittime del terrorismo. Questo giorno è il 9 maggio, in ricordo della data del ritrovamento del cadavere dell’On. Moro in Via Caetani a Roma, proprio in quella data del 1978. Alla Camera dei Deputati il provvedimento è stato approvato con 420 voti a favore e, sottolineo, con 46 astenuti ed 1 contrario! Ad astenersi sono stati Prc ed il Pdci.
La presenza nella votazione finale di intere forze politiche astenute evidenzia che si tratta solo di un piccolo passo avanti ma, ne sono certo, è solo il primo!
Marco Callegaro
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