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Outsourcing -insourcing: nuove strategie aziendali

Quale scelta in ambito ospedaliero?

 

Dall’inizio degli anni Ottanta nel sistema produttivo delle grandi aziende si è cominciato ad osservare un cambiamento, via via sempre più marcato, di tipo organizzativo e gestionale.

Alla base di tale mutamento c’è stata e c’è la sempre maggiore rapidità di evoluzione dei mercati che non si accontentano più di prodotti generici, ma pretendono una sempre maggiore specificità, il più possibile aderente alle proprie mutevoli esigenze.

Si è passati quindi da un sistema gestionale aziendale rigido, improntato sulla tendenza ad avvalersi unicamente delle proprie risorse per realizzare tutte le fasi del processo produttivo ad un sistema più flessibile orientato all’ottimizzazione delle attività ad a un razionale utilizzo delle risorse disponibili.


Proprio in quest’ottica, ormai da diversi anni, è diventato di stretta attualità il tema “make or buy”, ossia la scelta tra ciò che è più vantaggioso produrre al proprio interno (insourcing) e ciò che invece conviene acquisire all’esterno (outsourcing).


Tali scelte sono strettamente correlate al concetto di “core business” dell’azienda, cioè alla individuazione e definizione di quelle attività che sono da considerare come le proprie competenze distintive e quindi la ragione stessa di esistere dell’organizzazione.

Queste attività, non solo non devono essere cedute ma, devono ricevere le massime cure da parte dell’azienda che deve perseguirne lo sviluppo ed il miglioramento.

L’introduzione dell’outsourcing in un’impresa non è comunque un’operazione facile.

E’ possibile per una impresa non riuscire ad ottenere risultati apprezzabili se l’adozione di questo strumento non avviene con criteri corretti. Dare in gestione un’attività aziendale, per quanto possa essere marginale rispetto al CORE business, comporta il dover ridisegnare strutture organizzative interne e ciò significa dover seguire alcune tappe:

  • In una fase preventiva, si tratta di studiare e di capire molto bene la necessità ed i reali problemi che un’impresa intende superare con l’outsourcing;
  • Ci si deve muovere su un piano di carattere strategico più che tattico;
  • Si deve vincere la resistenza interna al cambiamento che può essere presente a più livelli.

Per quanto riguarda le strutture sanitarie, i primi servizi che vennero affidati all’esterno, nella necessità di doverli riqualificare poiché spesso giudicati poco efficienti ed igienicamente inadeguati, furono la lavanderia e le attività di pulizia, inizialmente limitate agli ambienti comuni e poi estesi anche ad aree sempre più critiche come le terapie intensive e le sale operatorie.

Successivamente furono coinvolti altri settori dell’organizzazione ospedaliera: il trasporto dei malati, la ristorazione, la sterilizzazione della teleria, la manutenzione degli edifici e degli impianti, la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, la gestione del calore, gestione del verde e dei giardini, l’archiviazione dei documenti.


La estensione del fenomeno e le problematiche segnalate dall’esperienza pluriennale di vari responsabili delle Aziende sanitarie che vi fanno ricorso, sta facendo lievitare la preoccupazione che spesso l’affidamento a ditte esterne di servizi essenziali per l’attività aziendale non sempre sortisce gli effetti positivi preventivati e sta facendo crescere la preoccupazione di aver imboccato una strada senza ritorno, con le conseguenze negative che ciò comporta.


I punti critici rilevati con l’applicazione dell’outsourcing sono:

  • sempre meno competenze interne e sempre più dipendenza dall’esterno;
  • riduzione nel tempo della capacità contrattuale;
  • aumento dei costi;
  • finalità di lucro della Ditta esterna;
  • numero di addetti sottodimensionato;
  • addetti non adeguatamente qualificati;
  • ridotta qualità del servizio.

Il più evidente sembra consistere nella crescente dipendenza dall’esterno e dalla conseguente scomparsa di dipendenti qualificati per svolgere all’occorrenza all’interno le funzioni affidate in outsourcing.

Questa condizione comporta la conseguente riduzione del potere contrattuale dell’Azienda sanitaria committente e, quindi, il successivo aumento dei prezzi del servizio.

Questo fenomeno è particolarmente grave per le strutture sanitarie, sia per le sempre più carenti risorse finanziarie disponibili e sia per la peculiarità dei servizi che in esse si svolgono. Inoltre, la finalità di lucro delle Ditte che svolgono il servizio in outsourcing porta alla tentazione di ridurre il numero di addetti e di soprassedere a volte sulla loro qualificazione professionale, per ridurre i costi.

La conseguenza diretta di questi comportamenti è la ridotta qualità del servizio.


Per evitare gli effetti negativi sopra descritti bisogna, ad esempio, innanzitutto valutare attentamente la opportunità o meno di far ricorso a servizi in outsourcing e, in questo caso, creare tutte le condizioni possibili per tutelare gli interessi dei pazienti, dell’Azienda appaltatrice e degli operatori.

Farlo, perciò, solo in caso di necessità, garantire la validità e la trasparenza della gara di appalto e della scelta della ditta esterna, effettuare periodici e severi controlli sul rispetto di tutte le norme contrattuali e, prima dello scadere dei termini dell’appalto, valutare attentamente la opportunità o meno di proseguire con l’affidamento del servizio in gestione esterna.


Scegliere sempre l’insourcing per quelle attività che:

  • in outsourcing hanno creato difficoltà per la gestione dell’Azienda sanitaria;
  • fanno parte del CORE business aziendale;
  • richiedono professionalità e aggiornamento e/o formazione continua.

                                              Massimo Girotto

 

 

 

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