
Il Porcellum
Torniamo alle preferenze
L’attuale legge elettorale pone il cittadino in difficoltà, dal momento che non può scegliere chi mandare al Parlamento ma è costretto a dare il voto ad una coalizione o ad un partito che ha già individuato una rosa di nomi, spesso sconosciuti ai più.
Tutti i partiti hanno presentato delle liste di persone che potranno essere elette al Parlamento. Queste persone però non sono state scelte dagli elettori, non hanno dovuto darsi da fare per acquisire consensi, non sono realmente rappresentative del popolo.
Teoricamente noi cittadini dovremmo fidarci del metro di giudizio delle coalizioni e dei partiti; questo metro di giudizio spesso non coincide con quello dei cittadini, per il semplice fatto che le motivazioni di scelta di candidare uno piuttosto che un altro non sono quelle della vera rappresentatività.
Mi spiego meglio. Un candidato può essere scelto perché acquisisce parecchi consensi tra i cittadini, perché si fa portavoce dei problemi locali, perché rappresenta un “coro di voci”. Ma un candidato può essere scelto perché magari non pensa con una testa propria, fa solo quello che gli viene ordinato dall’alto non curandosi delle esigenze dei territori che dovrebbe rappresentare, e permette al partito di seguire una linea di indirizzo senza intoppi.
La prima tipologia di candidatura sarebbe quella voluta probabilmente dai cittadini, la seconda quella voluta dai partiti.
Le logiche che stanno alla base per determinare una candidatura quindi sono molto diverse se non addirittura opposte.
Per quanto mi riguarda anche questa volta sarò costretto ad andare a votare “tappandomi il naso”, ma spero che chiunque vada al Governo per prima cosa cambi la legge elettorale .
Carlo Maretto
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