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Federica Guidi, immagine (concessa dalla segreteria della Ducati) che ho inserito nel mio archivio privato

 

«Porto il modello Nordest in Confindustria»

Federica Guidi: la cultura del fare per dare un nuovo impulso all'economia

 

Giovani di Confindustria, il comparto veneto è essenziale. Lo afferma Federica Guidi, candidata alla presidenza dei Giovani Imprenditori di Viale dell'Astronomia. Manca meno di un mese alle elezioni: il 24 aprile si deciderà quale tra la squadra di Cleto Sagripanti e quella della Guidi verrà a sostituire l’attuale dirigenza di  Matteo Colaninno.

Ma l’équipe della trentottenne imprenditrice emiliana manifesta ottimismo: in un sistema di voto che segue la geografia, solamente i comitati regionali di Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Puglia paiono schierati con Sagripanti. E della squadra della Guidi, figlia d’arte e presidente della Ducati Energia Spa, fanno parte Jacopo Silva, candidato alla vicepresidenza e delegato alla modernizzazione e Domenico Zonin, delegato alle politiche per lo sviluppo d’impresa, entrambi veneti. E sono cariche che pesano.


«Il nostro – spiega la Guidi – è un gruppo che abbraccia tutta l’Italia, ma il Veneto è importante, sia perché rappresenta un modello per le piccole e medie imprese, sia perché è una zona emblematica per valori e opportunità imprenditoriali. E offre, a tutti i livelli, delle persone molto attive. Quindi, mi è parso naturale chiedere aiuto agli amici veneti, anche per una loro propensione a risolvere pragmaticamente i problemi».


Quattro i pilastri del programma Guidi: certezza del diritto e dei tempi della giustizia; cittadini e imprese al centro del sistema; più attenzione ai tempi di realizzazione dei progetti e più attenzione al merito delle persone. «Basta proclami – afferma – è tempo di imporre la cultura d’impresa. Significa molte cose: basti pensare al costo, per le aziende italiane,  della eccessiva burocrazia».


Fondamentale, dunque, la modernizzazione del Paese, delegata a Jacopo Silva. «E’ necessaria – chiarisce – una spinta propulsiva, perché da noi le cose procedono più lentamente rispetto ad altri paesi. E questo dipende da molti fattori. Si pensi ai lavori pubblici: all’estero ci si mette tutti attorno ad un tavolo, e si decide una volta per tutte. Da noi non è così, e perciò un piano strategico è indispensabile».


A Zonin, invece, la delega alle politiche per lo sviluppo d’impresa. «E’ sorto – spiega – un comitato tecnico, perché in Italia le imprese si sviluppano poco. Ma non vogliamo solo intercettare i sentimenti degli imprenditori; si tratta di portare dei progetti, di provare, insomma, a rimboccarci le maniche».


Ma cosa possono fare, concretamente, i Giovani di Confindustria per il Paese? «Offriremo – termina – il nostro contributo al dibattito nazionale. Conosciamo bene i vincoli del sistema, e siamo abituati a risolvere i problemi nell’immediatezza. Il nostro compito, alla fine, è quello di trasmettere la cultura dell’efficienza, del fare».

 

Marco de’ Francesco

 

(articolo pubblicato sul Mattino di Padova il 30 marzo 2008)

 

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