
Il Sistema trapianti veneto
Tre milioni e 230 mila euro: questa la cifra stanziata dalla Regione Veneto per finanziare l’attività di trapianto di organi, tessuti e cellule per il 2008.
Una cifra di tutto rispetto, che permette al Veneto di confermarsi leader a livello nazionale ed internazionale in questo campo, grazie agli eccellenti risultati raggiunti negli ultimi anni.
L’attività di trapianto di organi, tessuti e cellule rappresenta, infatti, da vari anni la terapia di scelta per molte malattie gravi e irreversibili e per quelle che, più in generale, limitano la qualità della vita.
Va da sé che, per risultare efficace, questo fondamentale settore della medicina richiede un’organizzazione perfettamente funzionante, in grado di integrare il lavoro di medici, infermieri ed amministratori qualificati con la disponibilità di tecnologie sofisticate e risorse economiche commisurate alla qualità e alla quantità del lavoro da svolgere.
Il compito cui è chiamato a rispondere il mondo della sanità veneta nel campo dei trapianti non è certo facile: riuscire a coniugare il problema della “qualità” in un contesto di “risorse limitate”, cui vanno aggiunti gli elevatissimi costi da sostenere e gli innumerevoli problemi di natura etica, rappresentano i principali ostacoli con cui gli operatori del settore devono quotidianamente fare i conti.
Tuttavia, l’organizzazione, coordinata dal Centro Regionale Trapianti, struttura di governo dell’intero processo dislocata all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Padova, può vantare il raggiungimento di obiettivi al di sopra della media nazionale: i dati in possesso indicano, infatti, che il nostro sistema trapianti è tra i più avanzati nel mondo quanto a sopravvivenza degli organi e dei pazienti trapiantati.
Da sottolineare anche l’importanza strategica delle associazioni di volontariato che, con il loro apporto, concorrono a diffondere e radicare tra la popolazione la sensibilizzazione alla cultura della donazione. In questo senso, la percentuale di opposizione al prelievo registrata nel 2007 si è attestata al 24, 6 per cento, contro una media nazionale del 31,3 per cento, mentre l’indice relativo ai donatori per milione di abitanti risulta essere pari al 30,9.
Di rilevanza mondiale è poi, in particolare, la raccolta di tessuto oculare. Negli ultimi cinque anni, i prelievi di cornee nel Veneto hanno raggiunto il ragguardevole numero di 17.400 unità (3500 nel 2007, 3692 nel 2006), cifra che rappresenta circa il 30% dell’intera raccolta nazionale.
I risultati lusinghieri di questi ultimi anni hanno spianato la strada ad un cammino fatto di quantità, ma anche, e soprattutto, di qualità. Qualità garantita da un sistema che deve essere in grado di ascoltare i bisogni reali del territorio, utilizzando al meglio le risorse a disposizione, con uno sguardo attento costantemente rivolto al futuro.
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