Ospedali «rosa», quattro eccellenze in Veneto
Sono 96 gli ospedali che, nel 2008, si sono distinti sul territorio nazionale per la particolare attenzione rivolta all’assistenza alle donne; più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, che si attestava a quota 44. Attenzione più che giustificata, dal momento che le donne sono le vere protagoniste della sanità italiana: 5 milioni su un totale di 9 milioni di ricoverati nel 2007.
E’ questo il quadro tratteggiato da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) che anche quest’anno ha assegnato i «bollini rosa» alle 96 strutture di eccellenza selezionate da una commissione scientifica presieduta da Laura Pellegrini, direttore generale dell’Ircss Spallanzani di Roma.
Giunto alla sua seconda edizione, il progetto misura il livello di «women friendship» delle strutture sanitarie, vale a dire il grado di attenzione posta non solo nei confronti di quelle branche della medicina tipicamente dedicate alle patologie femminili, bensì anche verso le esigenze specifiche delle donne ricoverate.
A quali requisiti devono infatti rispondere gli ospedali per meritarsi l’ambito «bollino rosa»? Innanzitutto, è imprescindibile essere in possesso di un punto nascita efficiente e confortevole (con annessi programmi per favorire l’allattamento al seno, o la costante vicinanza tra madre e neonato sin dai primi giorni di vita), dal momento che i 600mila parti all’anno costituiscono il motivo principale di ricovero delle donne. Particolare attenzione deve essere poi rivolta alle malattie femminili, con la presenza di reparti di ostetricia e ginecologia di alto livello, e che trattino almeno una di queste tematiche: fecondazione, riproduzione assistita, menopausa e sue conseguenze. In alternativa, devono trovare collocazione, all’interno dell’ospedale, strutture che si dedicano alla cura di malattie a forte orientamento femminile, quali ad esempio tumore al seno, utero, ovaie, o malattie neurodegenerative, cardiovascolari, psichiche, e a trasmissione sessuale.
Importanti per la valutazione, infine, l’attività di ricerca, il numero di pubblicazioni scientifiche e la presenza femminile in posizioni manageriali e dirigenziali nella struttura ospedaliera. Il tutto all’interno di una architettura pensata e progettata a misura di donna.
La premiazione, che si è svolta i primi di luglio a Roma presso il Senato della Repubblica alla presenza, tra gli altri, dell’on. Francesca Martini, sottosegretario al Welfare con delega alla Salute, ha visto protagonista la nostra Regione con ben 17 ospedali premiati: 4 con il massimo dei voti (3 bollini all’ospedale dell’Angelo di Mestre, all’Istituto Oncologico Veneto di Padova, all’Ircss di Aviano e all’ospedale di Conegliano), 5 con due bollini rosa (gli ospedali di Este e di Monselice in provincia di Padova, quelli di Arzignano e di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, e l’ospedale di Legnago nel veronese), e 8 con 1 bollino (tra cui gli ospedali di Rovigo, Thiene, Pieve di Soligo e Cittadella).
Le donne sono più longeve degli uomini e pertanto usufruiscono maggiormente dei servizi sanitari. Purtroppo però, quando devono essere ricoverate, si trovano di fronte ad ospedali disegnati da uomini, con personale medico e amministrativo prevalentemente maschile. «Secondo noi – evidenzia la presidente Onda Francesca Merzagora – è importante introdurre una prospettiva di genere all’interno dell’erogazione delle cure mediche, che vada a sanare questo gap costituito dalla non corretta presa di coscienza delle differenze tra i due sessi».
Prossimo appuntamento tra un anno per l’assegnazione dei nuovi bollini rosa 2009, il cui bando sarà on line dal 16 novembre di quest’anno.
Alessandro Turri