BELLUNO — Alemagna, c'è chi ci crede ancora. Al punto da aprire il portafogli. «La Provincia di Padova liquida la sua quota? La rileviamo noi - dichiara Valentino Vascellari, presidente di Assindustria di Belluno -. Ho già inoltrato una lettera ai cedenti per definire la questione».
Non solo un acquisto di quote, economicamente piuttosto irrilevante, ma soprattutto una presa di posizione e un atto di fiducia nei confronti di Alemagna, società che, all'indomani della scelta della Regione di sbloccare il prolungamento dell'A27 con un primo lotto pagato da capitali privati, era apparsa senza futuro.
Alemagna ha infatti per mission proprio quella della realizzazione del tratto Sud-Nord, in pratica l'autostrada verso l'Austria e la Baviera. In 48 anni di vita non un atto concreto né un centimetro quadrato di asfalto ma, dicono i sostenitori, una forte capacità di influenzare le scelte politiche.
«Non è vero - continua Vascellari - che Alemagna non ha fatto un accidente. È stata uno stimolo importante per la politica». Ma è necessaria? «Quella dello sbocco a Nord del Veneto è una bandiera che noi di Assindustria non abbiamo mai ammainato - dichiara Vascellari -; con l'avvio dei lavori della Pedemontana sarebbe davvero paradossale che la metropoli-Veneto rimanesse isolata nel contesto europeo. La Alemagna deve continuare a stimolare la politica».
Vascellari ha in mente il percorso Sud-Norde Est. «Si deve realizzare - dichiara - il tratto sino a Tolmezzo, in Friuli, per poi continuare sino a Tarvisio. Mi sembra la soluzione più pratica per entrare in Austria».
Vascellari attende di conoscere i suoi prossimi soci per definire gli aspetti progettuali. «Non è detto - chiarisce - che Alemagna non possa avere anche un ruolo di pianificazione, ma questo dipenderà anche dalla volontà dei soci. Non escludo tuttavia che le Regioni coinvolte, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia, possano affidare ad Alemagna la progettazione del collegamento tra A27 e A23».
Vascellari non esclude neppure che l'Assindustria di Belluno possa, eventualmente, promuovere il project financing. «Secondo i nostri studi - continua - è una forma di finanziamento sostenibile nel caso specifico. Ma non è detto che i soci di Alemagna debbano partecipare. Come scrisse Deng Xiaoping: non importa che il gatto sia neo o bianco, l'importante è che mangi i topi».
Insomma, ciò che conta è lo scopo. «Noi entriamo in Alemagna - termina Vascellari - per portare la nostra determinazione, la nostra voglia di vedere realizzata un'opera importante. Una volta dentro valuteremo le strategie più efficaci. Forse ci vorrà del tempo, ma spero di vedere al più presto i cantieri».