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Sergio Reolon

 

Reolon: «Alemagna? Un giocattolino inutile»

Ma c'è chi pensa al sostegno di Luca Zaia

 

BELLUNO — «Alemagna? Un giocattolino inutile». Parole forti, quelle del presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon. Pronunciate all'indomani dell'ok della Regione a proseguire l'A27 con un primo lotto fino a Caralte in project financing, ovvero con capitali privati, sbloccando un impasse di anni, e alla decisione della Provincia di Padova di liquidare la propria quota in Alemagna spa, la società che dal 1960 avrebbe dovuto realizzare la Venezia-Monaco. «La società non ha più senso», ha affermato il presidente dell'ente padovano, Vittorio Casarin, riaprendo il dibattito. Nel quale c'è anche chi però sostiene la necessità di andare avanti.


Come fa il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che punta su un sostegno all'interno del governo da parte del ministro alle Politiche agricole: «Io penso che i sostenitori del tratto Sud-Nord possano trovare un sostegno in Luca Zaia».


La società

Secondo i dati depositati in Camera di commercio, la società di Alemagna spa è stata costituita il 22 dicembre del 1960, e conta 110 soci. Tra loro Comuni (56 i bellunesi, 7 i trevigiani), Province e Camere di commercio. Ma anche l'azienda municipalizzata delle farmacie comunali di Vittorio Veneto, che detiene 7.064 azioni per 1836,64 euro, o la farmacia comunale di Chies d'Alpago che detiene 150 azioni per 39 euro di capitale; o Comuni dall'altra parte del Veneto, come il veneziano Cavarzere (150 azioni per 39 euro di capitale), ma anche l'autostrada Torino Milano (70.643 azioni per 18.367 euro di valore); la Regione è socia per 300 azioni (controvalore: 78 euro). Cariverona detiene 98.900 azioni per 25.714 euro mentre Fondazione Cassamarca ne ha 88.304 per 22.959,04.


Ridotto all'osso il bilancio, tipico di una società non operativa: «L'unica attività svolta dalla società è la gestione dei titoli indicati nelle immobilizzazioni finanziarie», ammette la relazione sulla gestione del bilancio 2006 (l'ultimo depositato). Vale a dire i tre certificati di deposito della cassa di risparmio di Venezia per 100mila, 25mila e 97mila euro, che producono interessi attivi per 5.903 euro; a questi si aggiungono 8 euro di attivo di conto corrente bancario. Eppure nonostante questa non operatività la società ha prodotto nel 2006 una perdita di 5.277 euro (2.646 l'anno precedente). Il capitale sociale è di 312mila euro; a fronte di un valore della produzione indicato in 1 euro, la società costa 11.172 euro l'anno: tra questi 4.264 euro di emolumenti per il collegio sindacale (non sono previsti compensi per i membri del consiglio d'amministrazione), 3.775 di consulenze e segreteria, mille di prestazioni occasionali, 177 euro di spese condominiali.


Ma se le cose stanno così, non sarebbe il caso di liquidarla? «Noi - chiarisce Reolon - non abbiamo ceduto la nostra quota su richiesta di alcuni sindaci del Bellunese che sono convinti che Alemagna abbia ancora un ruolo, quello di esercitare pressioni sulle istituzioni per realizzare il tratto Sud-Nord. Personalmente penso che Alemagna sia una società che non promuova alcun obiettivo e che non abbia compiuto un solo atto, nella sua quasi cinquantennale esistenza, per la realizzazione dell'infrastruttura. E poi ho l'impressione che di Venezia-Monaco non si parli più».


Un'idea, quella dell'abbandono del progetto del tratto Sud-Nord, che non va proprio giù al sindaco di Longarone Pierluigi De Cesero. «Sì, lo so che non si è fatto nulla - concede - ma Alemagna rappresenta un opinion leader storico, una sorta di "comitato pro". E poi, se la liquidassimo domani cosa cambierebbe? Ci tornerebbero indietro pochi spiccioli, e perderemmo l'occasione di fornire un contributo in termini di idee. Il nostro territorio, peraltro, sta scoppiando a causa del traffico; e la viabilità, nel Bellunese, è rimasta agli anni Sessanta».


Ancora più netta la posizione del sindaco di Belluno Antonio Prade, altresì vicepresidente di Alemagna. «Se l'autostrada arriverà sino a Macchietto, lo si deve anche al ruolo di Alemagna, che ha stimolato le scelte politiche. Prossimamente ci incontreremo con l'assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso per stabilire la tempistica degli interventi». Solo che la società termina, in base allo statuto, alla fine del 2010. Davvero poco tempo per ideare un qualche progetto.

 

Marco de' Francesco

(pubblicato sul Corriere del veneto)