Lettera aperta agli abitanti del quartiere 5

 

Carissimi abitanti del quartiere 5 sud-ovest, mi rivolgo a voi esortandovi a partecipare alle assemblee circoscrizionali e di commissione, soprattutto quella urbanistica di cui sono membro, per sollecitare un più attento approccio da parte della politica al problema della viabilità e dei parcheggi.


 Non è infatti cosa nuova che la città nel suo complesso sia per questi aspetti assai sofferente e, purtroppo, neppure il vostro quartiere ne è immune, con delle aspettative poco incoraggianti. La situazione è già critica da molto tempo, basta farsi un giro in auto la mattina per le vostre vie per restare fermi in colonna a meditare sulla questione, magari in cerca di un parcheggio che si stenta a trovare.


 I politici, dal canto loro, hanno una sorta di allergia compulsiva al solo parlarne. Vi faccio l’esempio di cosa è accaduto proprio in commissione urbanistica poche sedute fa: il tema in discussione era il numero e la possibile ubicazione delle stazioni della futura metropolitana di superficie, che taglierà il quartiere da nord a sud in direzione del comprensorio delle Terme; a questo riguardo mi sono permesso di chiedere delle spiegazioni su alcuni aspetti tecnici dell’opera e, per farvela breve, sul fatto che si fosse prevista un'integrazione viaria con le strutture già esistenti, compresa la creazione di nuovi posti auto, visto il maggior afflusso che tali stazioni creerebbero. La risposta del presidente del quartiere non si è fatta attendere: «Non c’è bisogno di alcun posto auto in più, perché la gente deve andare a prendere la metropolitana a piedi od in bicicletta».


 Ma stiamo scherzando? Al massimo una risposta del genere può valere come un augurio, salvo che la verità dei fatti sarà ben diversa: se uno abita in via Caprera e deve andare alla futura e probabile stazione di campo di Marte, con accesso da via Sorio, secondo voi ci va a piedi? Magari con una bella giornata di pioggia? Questo, per testimoniarvi la riottosità delle istituzioni al riguardo. In verità, qualsiasi discorso oggi si faccia sull’assetto del quartiere non può prescindere dal fattore auto. In compenso, non si fa che parlare di piste ciclabili che interesseranno, se è tanto, un ventesimo della popolazione, costano uno sproposito di quattrini e normalmente non vengono usate dagli interessati; bel senso delle priorità…


Io sono nato e cresciuto nella zona di San Girolamo ed oggi, quando mi trovo a passarci, quasi non la riconosco più: agli incroci delle strade non si riesce a vedere nulla dei veicoli che sopraggiungono grazie al parcheggio selvaggio “fai da te”, ogni spazio è buono per infilarci un’auto compresi i marciapiedi e l’aria puzza. Si avete letto bene: ho scritto proprio che l’aria puzza, per l’enorme quantità di smog che un traffico senza senso produce. Leggiamo frequentemente sui giornali che l’inquinamento è causa di moltissime malattie, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio dei bambini. Ora mi domando: sarà meglio avere centinaia di veicoli in coda in cerca di uno spazio libero dove sostare, oppure fare questi benedetti parcheggi?


Qualcuno potrebbe, con malizioso disfattismo, chiedere dove. Vi dirò: non che sia facile rispondere, ma impegnandosi… Per esempio, via Orsini in angolo con via San Prosdocimo: c’è un bel prato di cui una piccola parte, senza turbare la vista delle mura storiche della città, potrebbe essere adibita a parcheggio. Per non parlare di quella enorme quanto inutile caserma di lì a pochi metri… Certo qui la storia si complica, c’è di mezzo il Ministero della difesa ed il patrimonio indisponibile dello Stato, ma credo che vista la posta in gioco sarebbe bene almeno parlarne, invece che fare come gli struzzi.


Infine, vorrei prendermi la libertà di  fare un piccolo appunto a chi gestisce il piazzale della parrocchia di San Giuseppe: ma le sembrava proprio il caso di chiudere il parcheggio alle 20.00? Capisco le esigenze liturgiche durante la giornata, che consigliano un uso diverso dello spiazzo antistante la chiesa rispetto a quanto non si sia fatto in passato, ma la sera? Soprattutto adesso, andando incontro alla bella stagione, quel luogo diventa un’occasione di ritrovo per i giovani, un punto di riferimento che è lì da sempre e che sarebbe meglio tornare a rendere disponibile, anche se questo comporta qualche auto in sosta. Mi si viene sempre a dire che i beni della Chiesa appartengono a tutti i fedeli ma, forse, questo è un concetto da intendersi con il parcometro alla mano.


Permettetemi di sottolineare che le riflessioni fin qui svolte non sono un semplice esercizio polemico, ma hanno solo lo scopo di farvi riflettere sul valore della partecipazione democratica nei consessi dove essa si svolge. Sono ben conscio che a volte si torna a casa tardi la sera e di tutto si ha voglia, tranne che di una spesso inutile riunione in quartiere… Ma se le persone che lavorano non si fanno sentire, rischiamo tutti di passarci metà della nostra vita, in macchina, alla ricerca di un parcheggio.

 

Stefano Lazzarini

 

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