Sembra inverosimile e pazzesco ma la cronaca di questi giorni ormai narra di furti, arresti, incidenti mortali, assassini di varia natura e rapimenti.
La realtà dei nostri giorni vanta una serie di questi eventi da primato e non si riesce più a cogliere dai telegiornali qualche notizia di carattere puramente culturale o sociale.
Ormai vivere bene, senza problemi o senza qualche macchia nera è noia; vivere rispettando gli altri e sé stessi, non abusando del proprio corpo, della propria salute e di quella altrui, è fuori moda; non superare qualsiasi limite consigliato o imposto è considerato da persone incapaci, codarde, senza coraggio.
E allora ecco il via libero allo spaccio spesso impunito o impunibile, ai furti dove magari ci scappa il morto, allo scippo ai danni della signora anziana che cadendo muore, all’assassinio della madre o della moglie, e perché no del marito o del parente perché il rapporto è in crisi o semplicemente perché in disaccordo; ecco i bicchieri, ops le bottiglie, in più, che fanno perdere lucidità e ragione spesso a scapito degli altri, ecco l’alta velocità che fa morire persone innocenti, ecco la droga che porta ad “imbottire” anche un bambino di pochi mesi, ecco la sparatoria per strada che deve sistemare i conti!!!!
Ma dove siamo? In che triste realtà purtroppo viviamo?
Parliamo giustamente di diritti, discutiamo dell’arroganza di chi non vuole accettare le persone diverse, predichiamo la possibilità dell’integrazione, ma non ci rendiamo conto che bisogna trovare una soluzione a questo permissivismo ormai troppo esagerato, troppo dilagante, troppo ingiustamente sopportato!
Un buono Stato è quello che garantisce e tutela le libertà di tutti ma che difende la dignità e le persone che costituiscono la società, cioè tutti i cittadini, anche da quelle libertà che mettono in pericolo l’esistenza dello Stato stesso.
Si mettono in discussione le leggi, la magistratura stessa, giustamente si dubita della classe dirigente chiamata a governarci, ma che non ha il coraggio di prendere decisioni drastiche e ferree, oggigiorno ormai necessarie e doverose come risulta dalla cronaca quotidiana!
Deve essere lo Stato, cioè noi cittadini, a prendere provvedimenti anche seri, discutibili, forse a volte impopolari, per salvaguardare se stesso per non correre il rischio, oggi più che mai dilagante, della sfiducia nelle leggi, nella giustizia, in una parola nelle Istituzioni.
Ma siamo davvero destinati all’ingovernabilità generale, al menefreghismo per qualsiasi regola, per qualsiasi istituzione e per qualsiasi persona, dobbiamo davvero rassegnarci alla paura di uscire di casa e di spostarsi?
Purtroppo per questa situazione dobbiamo auto-ringraziarci: abbiamo uno strumento importantissimo e preziosissimo che non sappiamo utilizzare al meglio: il voto.
Ci lamentiamo dei partiti, dei politici, quando poi, una volta esaurito il nostro compito di mettere una croce sulla scheda elettorale e - quando va meglio - scrivere una preferenza, non ci interroghiamo su cosa hanno fatto i nostri rappresentanti, cosa hanno prodotto, quante volte sono intervenuti, quante volte hanno partecipato, dibattuto… insomma quanto hanno “lavorato” per rappresentarci degnamente.
E’ appunto con il voto che viene data la grande possibilità di riflettere e saper scegliere; ma forse, quando arriva quel momento, la gente è troppo impegnata in altro e non sa riconoscere le bufale dalla gente seria - e magari meritevole - di avere qualche possibilità in più.
A volte infatti seguire i propri ideali, o le varie bandiere di vario colore, non ci rende consapevoli che la realtà richiede altro nell’ottica della globalizzazione, dell’unione monetaria ed economica, ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, che lo vogliamo o meno.
Non si può e non si deve più perdere tempo, perché non è assolutamente detto che ce ne sia ancora tanto a disposizione per risolvere i tanti problemi che purtroppo affliggono la nostra malandata società ma che ha ancora in sé, ne sono certo, tutte le energie necessarie per riprendersi e tutelare chi vuole essere tutelato e far parte dello Stato: basta volerlo ed è questo il nostro compito!
Alberto Salmaso
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