da una scena del film "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino", di Uli Edel, 1981

 

Lettere da San Patrignano  



Il Ministro della Salute Livia Turco ha aumentato la quantità minima che una persona può detenere senza entrare in carcere ed intanto un minore muore dopo una spinello fumato dentro una scuola .

Ci sono anche storie a lieto fine, come quella di Anna  che scrive una lettera a Marco da San Patrignano……

 

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Domenica 28/10/2001                      San Patrignano

 

Ciao Marco,
chissà se ti ricordi di me? Ma certo che sì, come si fa a dimenticarsi di una testa matta così?! Nei miei ricordi tu ci sei spesso, chissà se fossi stata una ragazza normale come sarebbe andata a finire? Ma poi penso che se fossi stata normale non ci saremo neanche conosciuti e quindi va bene così. Mi sei rimasto nel cuore per la tua dolcezza, disponibilità, comprensione. Sei stato un vero amico e forse anche qualcosa di più, anche se inconsciamente non volevo ammetterlo, perchè la
“roba” ti porta via tutte le energie e i sentimenti.

Sei un grande e non vedo l’ora di rivederti; una volta finito il programma in questa comunità, lo farò sicuramente. Sono qui già da un anno e due mesi; sono entrata in settembre 2000, nell’ottobre '99 sono stata arrestata, sono andata in carcere per sette mesi e due agli arresti domiciliari, e dal momento che ero libera sono stata altri due mesi a Padova e poi sono entrata qui a San Patrignano. In quei due mesi avevo un amico che aveva un appartamento proprio di fronte a casa tua, ti ho visto parecchie volte, ma non avevo il coraggio di farmi vedere.
Ti ho visto come al solito, attivo, allegro , pieno di vita ed io invece ero spaesata, appena uscita da una brutta esperienza, come quella carceraria.

Volevo tanto abbracciarti, sfogarmi, ti guardavo da lontano con un nodo alla gola, ma non potevo rifarmi viva ancora in quelle condizioni, non meritavi una ennesima delusione.

È proprio in uno di questi momenti  che ho preso la forza di ritornare a casa ed accettare la prospettiva della comunità come ultima ancora per potermi reinserire un domani nella società a testa alta, e ritrovare così la dignità che avevo perso.

Avrei tantissime altre cose da dirti, ma prima aspetto una tua risposta; fammi sapere le ultime novità di questi ultimi anni, vita sentimentale compresa.

Salutami tanto i tuoi genitori, degli che sono cambiata e che mi dispiace molto averli fatti dannare. Io gli volevo un gran bene ( anche adesso del resto).

Confido presto in una tua risposta. Ti voglio un gran bene e scusami per tutto quello che ti ho fatto passare. Anna



Via  San Patrignano 53

47852 Ospedaletto di Coriano

    RIMINI

   

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Questa ragazza aveva iniziato per scherzo. Dopo aver coinvolto anche il fidanzato, era precipitata insieme a lui nel tunnel, prima come donna sposata e poi come madre.

La droga fu la causa del divorzio, anche con reciproche accuse del tipo “sei stato tu il primo che….” .

Fuggita una prima volta da San Patrignano perché la voglia di essere libera era superiore a quella di smettere, finì per diventare una vera spacciatrice, e nelle occasioni disperate una prostituta in cerca 50.000 lire per comprarsi la roba.

Dopo un soggiorno in carcere ed una paio di tentativi di suicidio falliti per fortunate coincidenze, decise di rientrare in comunità e seguire tutto il programma di riabilitazione.

 

Adesso è veramente libera. Si è risposata, è inserita nel lavoro ed aiuta in un centro per tossicodipendenti i genitori che hanno figli con problemi di droga, spiegando loro cosa si cerca e come si pensa quando il cervello è immerso nel mare di droga.

Forse un semplice spinello non è una sniffata, ma può essere l’inizio di qualcosa di terribile. Meglio una partita di calcio, di tennis, un film al cinema oppure andare a pescare.

Maurizio Rossi

 

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