Dimissioni di Benedetto XVI: «Gesto umano e moderno. Ha colto tutti di sorpresa»

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dimissioni ratzingerPare che non lo sapesse neanche monsignor Livio Melina, il teologo adriese che pure era di casa alla "Congregazione per la dottrina della fede" ed è docente al "Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia": insomma, uno che col Papa "ci parla". Sarebbe rimasto spiazzato anche lui. Non che di voci non ne circolassero, tra le stanze del palazzo apostolico; ma è anche vero che dopo l'annus horribilis per la Chiesa, dicerie e notizie tendono a rincorrersi. Comunque la si metta, la verità è che le "dimissioni" del Papa hanno sorpreso tutti. Ma bisogna avere nervi saldi, come ricorda il patriaarca di Venezia Francesco Moraglia: «La Chiesa continua, al di là delle persone».

 

D'altra parte, come ricorda il filosofo Massimo Cacciari «era dall'epoca di Celestino V che non si verificava un simile evento. Era però inevitabile, dopo che da tanti anni si era deciso il pensionamento dei vescovi».

 

E poi, quella convocazione del Concistoro, con sede di San Pietro vacante dal 28 febbraio, ha lasciato sgomenti i fedeli. Ma cosa è successo? Secondo l'ufficialità, il messaggio di Joseph Ratzinger su Radio Vaticana, «oggi per governare la barca di san Pietro è necessario anche il vigore del corpo che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero». Insomma, questioni di salute. Una decisione «profondamente umana» per il presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, ma che «forse non risponde al bisogno di punti fermi in un momento di grave incertezza». Insomma, il papa ha fatto bene o male a lasciare in anticipo? Per alcuni la scelta del pontefice è motivo di stima. Secondo il vescovo di Adria e Rovigo Lucio Soravito De Franceschi è l'ora di esprimere la propria «ammirazione per il Papa»; gli fa eco il "collega" trevigiano Gianfranco Agostino Gardin: «Se un ruolo di prestigio viene concepito come servizio e ci vogliono capacità fisiche che l'età toglie, si lascia perché altri possano svolgerlo meglio. Si cede il passo a chi ha forze più adeguate. Una lezione per tutti». Per il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo, si tratta di «senso di responsabilità». Del resto, è anche l'opinione del governatore del Veneto Luca Zaia, secondo il quale «il papa sceglie il bene della comunità». Ma perché ha mollato? Secondo il rettore della basilica di Sant'Antonio di Padova Enzo Poiana «è possibile che il Papa sia rimasto parecchio rattristato da vicende interne della Chiesa: dallo scandalo della pedofilia alla fuga di documenti riservati». Ma forse, come afferma la scrittrice cattolica Maria Pia Veladiano «in qualche modo l'immaginario comune sul Papa ha ancora qualche residuo magico. Questa scelta di Ratzinger fa anche un bel servizio alla verità della sua figura. E' un uomo, investito di un compito che non gli risparmia magicamente il normalissimo declino delle forze». Interviene da Rovigo anche Beppe Grillo, che la mette così: «Spero che il prossimo Papa sia nero, come è successo per il presidente degli Stati Uniti».


Marco de' Francesco

Corriere del veneto

12 febbraio 2013

credits immagine: tg24sky.it 


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