Comuni, la resa del Veneto. Sì alla fuga verso il Friuli

sappada cintoVENEZIA - A Sappada (Belluno) e a Cinto Caomaggiore (Venezia) ora ci credono davvero. Perché il passaggio di ieri, il del consiglio regionale veneto al trasferimento amministrativo dei due Comuni in Friuli Venezia Giulia (rispettivamente nelle province di Udine e Pordenone), parere non vincolante (per il Parlamento) ma richiesto dall'iter, sembra spianare la strada per una soluzione in tempi accettabili. Dopo consultazioni popolari, le Regioni coinvolte hanno detto di sì. E ieri era, per i due Comuni, l'ultimo tassello del percorso indoor: è finita quasi all'unanimità per Sappada (42 sì e un no, quello dell'assessore Elena Donazzan) e all'unanimità per Cinto Caomaggiore (36 sì su 36). 

 

In sostanza, palazzo Ferro Fini ha riconosciuto le ragioni storiche e culturali sottese al trasferimento. Anche se ce ne sono di pratiche: vero che a Sappada si parla in tedesco e che nel Medioevo a Cinto Caomaggiore regnava il Patriarcato di Aquileia, ma forse c'è di più.

«In Friuli – afferma Danilo Quinz del comitato "Sappada in Friuli" – c'è una gestione autonoma degli impianti di risalita; sarebbe una manna dal cielo, visto che da noi, località montana, ne fallisce uno ogni due anni». Secondo Romano Bortolussi, presidente del comitato referendario di Cinto, «il nostro paese è a 19 km dal centro di Pordenone; invece, se devo andare a Venezia per pratiche amministrative, ci perdo la giornata». Insomma, forse il Veneto si sgretola perché non ha risposto alle attese della periferia. Lo pensa il consigliere del Pd Sergio Reolon: «Mi fa male vedere il territorio che si sbriciola; d'altra parte, la volontà popolare va rispettata». E poi, concede il vicepresidente di palazzo Ferro Fini Matteo Toscani (Lega Nord) «Sappada è un biglietto da visita, per il Veneto. Ora se ne va, ma forse le chance che ha in Friuli porteranno benefici al Comelico». Per il resto, sono tutti contenti: per il consigliere del Pdl Dario Bond, «Sappada è un unicum in tutto l'arco alpino». Tutti tranne il sindaco di Sappada, Alberto Graz: «Prendo atto della decisione, ma non la capisco».


Marco de' Francesco

Corriere del Veneto

29 giugno 2012

foto: Dario Bond



 

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