Sabato sera, dalle 16 in poi e per tre ore, i giovani del Gramigna, ai quali si sono aggiunti i militanti di altri centri sociali (Cpo di Firenze sud, Panetteria occupata di Milano e Askatasuna di Torino), hanno manifestato la loro solidarietà, con slogan e striscioni, agli arrestati di febbraio scorso, presunti neo-brigatisti.
Il giorno prima la politica padovana aveva preso una posizione bi-partisan, ferocemente avversa alla manifestazione. «Mi aspetto una adeguata reazione da parte della polizia - aveva tuonato Maurizio Saia (An). Ricordo perfettamente la fermezza del questore Caruso, nella stessa situazione. In piazza delle Erbe, non esitò a spazzare via con una carica». «Sono idee fuori dalla storia - gli aveva fatto eco Umberto Zampieri (Ds) - pura follia politica, supporto alla violenza». Insomma, la politica ufficiale, d'opposizione o di governo qui in città, accusava il Gramigna di apologia di reato, anche se, a dire il vero, nessuno dei 15 imputati è stato ancora giudicato, neppure in primo grado.
I manifestanti hanno spedito le accuse al mittente. «Terrorista è Zanonato, che ha fatto sfilare i fascisti (i militanti di Forza nuova) e non noi». «Terrorista è lo Stato - hanno gridato - che partecipa alle guerre di Bush, quelle con le bombe al fosforo contro i civili di Falluja». «Terrorista è la Digos, che illegalmente piazza delle microspie nelle automobili dei compagni più attivi, per spiarli e perseguitarli».
I militanti, assieme ai familiari degli imputati, hanno peraltro lamentato la durezza delle condizioni di isolamento carcerario e le continue trasferte da un istituto all'altro effettuate, a loro dire, per piegare la resistenza delle famiglie e per vanificare l'esercizio dei diritti della difesa.
Per la verità, la manifestazione, che non ha fatto registrare avvenimenti di rilievo e che si è svolta secondo il più classico cliché, quello della prova di forza per il sistema nervoso, è stata «importante» per tutti i protagonisti, presenti o lontani che fossero. I 150 militanti hanno ottenuto una visibilità insperata. La Destra, "desaparecida" sin dai tempi delle elezioni, si è rifatta viva con il suo cavallo di battaglia, la sicurezza. La Sinistra ha invece conseguito l'obiettivo di ribadire, ancora una volta, la propria distanza dai "violenti" e dagli "estremisti".
Per il resto, sembrava il set de "Il gladiatore", con un numero spropositato di poliziotti e militari di vario genere, tutti bardati come i soldati di Cesare nelle Gallie. Per fortuna lo scontro non c'è stato, e nessuno si è fatto male. Questo anche per merito dei giornalisti che, posti a semicerchio tra militanti e militi, e perciò infamati di continuo, hanno probabilmente evitato il peggio. Con una perdita, però: il flash di un collega fatto a pezzi da un calcio alla Terence Hill.
La manifestazione si è conclusa con la lettura di una missiva di Amarilli Caprio, studentessa che l’Accusa ha fatto arrestare, e che, in sintesi, ci ha fatto sapere che in carcere «è davvero dura», ma che le dà gran conforto «il sostegno dei compagni del Gramigna». Invita i suoi alla resistenza.
Cap. red.
23 giugno 2007
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