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Ponterotto, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Padova

 

Nel marzo del 2004 l’allora assessore all’Urbanistica presentava una variante al piano regolatore generale il cui oggetto riguardava il piano integrato di riqualificazione urbanistica.

All’inizio del 2006 i cittadini del comitato Ponterotto si erano schierati contro l’utilizzo di questo piano integrato (facendo ricorso al Tar Veneto) perché grazie al progetto sarebbe stato costruito un condominio di 15 appartamenti molto vicino all’abitazione di due cittadini, perché venivano ridotte le dimensioni del centro civico previsto e perché in forza di un accordo con il Riab (raggruppamento istituzioni assistenza e beneficenza) gli alloggi del nuovo condominio sarebbero stati destinati a edilizia residenziale da affittare a canone convenzionato per 15 anni, quindi sarebbero stati dati in affitto probabilmente a persone socialmente disagiate.

Nel maggio del 2007 il Tar del Veneto emetteva una sentenza che dava ragione ai residenti ma il Comune di Padova presentava un nuovo ricorso al Consiglio di Stato.

Quest’ultimo pochi giorni fa si è pronunciato a favore dell’amministrazione comunale di Padova, ribaltando la sentenza del Tar e di conseguenza sbloccando il cantiere di Ponterotto.

I cittadini sono stati sopraffatti nuovamente dagli interessi legati al mattone.

Carlo Maretto

 

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