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Portabilità «Modello mantova? Anticipato a Verona». Gli accordi di Treviso

«Mutui, notai low cost anche in Veneto»

Anche la Regione studia un provvedimento per facilitare il «trasloco»

 

VERONA - Portabilità dei mutui, Verona rivendica la primogenitura sui protocolli d'intesa tra notai e banche. Il «modello Mantova», dicono nella città scaligera, qui esisteva già e da altre parti ha preso spunto dal nostro.

«Le associazioni dei consumatori - afferma Gabriele Noto, presidente del consiglio notarile di Verona - avevano più volte richiesto la nostra attenzione. Lamentavano che nei casi di surrogazione del mutuo, quando cioè si chiude un mutuo vecchio e se ne accende uno nuovo in un'altra banca ma con la stessa ipoteca, le banche richiedessero una documentazione eccessiva, e questo influiva sui costi notarili. Così notai e consumatori hanno fatto pressione sulle banche, tanto che nello scorso ottobre è stato siglato un vademecum. Le banche si sono impegnate a semplificare le procedure e noi, a fronte di mutui sino a 133mila euro e a ipoteche sino a 250mila, richiediamo importi pari a 500 euro (più Iva)».

Queste spese rappresentano, secondo Noto, la metà di quelle consuete per gli stessi atti. Naturalmente la tariffa è modulare e superati questi criteri le spese aumentano.

«Sette banche su dieci - afferma Noto - si sono adeguate. Non tutte, ma ce lo aspettavamo: di fronte alla possibilità di perdere il cliente, alcune fanno resistenza».

Lavori in corso anche a Padova e a Treviso. Qui in particolare, secondo il presidente della provincia Leonardo Muraro, l'accordo firmato nel dicembre scorso con le banche consente l'abbattimento dei costi anche dal notaio: «Chi cambia mutuo deve pagare solo le "spese vive", cioé bolli e imposte». E la Regione avrebbe studiato un provvedimento per andare incontro alle famiglie in difficoltà a causa del rialzo dei tassi.

«In realtà - afferma Giulia Clarizio del Consiglio nazionale notarile per il Triveneto - pure a Vicenza i notai si sono seduti attorno ad un tavolo con i rappresentanti locali dell'Abi. E anche se non sono stati ratificati accordi, i nostri costi sono praticamente pari a quelli di Verona».

 

Marco de' Francesco

(pubblicato sul Corriere Veneto il 20 giugno 2008)

 

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