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Il presente è incerto... e il futuro?

 

Solitamente, indipendentemente dalla professione o lavoro che ognuno svolge, a fine anno si è soliti fare una sintesi del lavoro svolto, dei risultati ottenuti e dei propositi che si vogliono raggiungere nell’anno nuovo. Appunto per questo ad inizio anno si osserva la situazione generale e si decidono le strategie più opportune per raggiungere quei propositi che si erano prefissati.

Ma se osserviamo il “panorama italiano” in generale sembriamo assistere all’inizio di un intricatissimo racconto di Poe, con situazioni inspiegabili e con soluzioni impossibili. In Italia purtroppo è sempre stato di moda lanciare emergenze sociali, ma negli ultimi tempi le denuncie si sono davvero intensificate e fanno “tremare” alcuni dati che sono proposti, nella loro fredda verità, alla conoscenza pubblica. A dicembre scorso l'inflazione è salita ai livelli più alti dal 2003; aumenti per benzina e gasolio, borse a picco in tutta Europa. Al caro carburanti si aggiungono i rincari di luce e gas. Un forte appello dalle Associazioni di consumatori e non solo, affinchè il 2008 sia l’anno della lotta al carovita calcolando che in due anni (2007-2008) tra alimentari, mutui, bollette eccetera la spesa per le famiglie sia aumentata di oltre 2.500 euro. E solo per l'anno che 2008 l'aumento potrebbe andare oltre i 1.700 euro.

Secondo i consumatori ''aumenterà di tutto - Dalla luce al gas, alla nettezza urbana, ai servizi bancari ed assicurativi, alle tariffe dei trasporti pubblici, autostradali, trasporto locale, canone Rai, bolli auto e moto (dopo il raddoppio dei prezzi di revisione che hanno portato i costi da 50 a 100 euro con la beffa che non incidono neppure sull' inflazione perche' assente dal paniere) con incrementi che potrebbero essere gestiti meglio con una sana politica di controllo rigoroso di prezzi e tariffe, maggiore concorrenza, sanzioni durissime verso i trasgressori che si fanno beffe delle leggi…”.

Per quello che concerne poi le “cose” a cui nessuno può rinunciare si evidenzia l’incremento dei generi alimentari alle stelle portando l'aumento di spesa maggiore su base annua pari a 420-440 euro; seguita da riscaldamento (125-135 euro); benzina e carburanti (120-130 euro); gas (72-85); tariffe ferroviarie (90-120; luce (38-45 euro); Rc auto (26-40 euro); nettezza urbana (30-40 euro); (servizi bancari (25-30); tariffe autostradali e canone Rai (29-35 euro); bolli auto-moto, addizionali regionali (20-30 euro).

Per poi infine toccare i Mutui casa: si stima infatti che per le famiglie (3,2 milioni circa) che hanno contratto un mutuo a tasso variabile, dal 1 gennaio 2008 ci saranno aumenti di rate pari a 550 euro su base annua, nel caso di un mutuo trentennale di 100.000 euro; di ben 1.100 euro l'anno, nel caso peggiore di un mutuo trentennale di 200.000 euro. “E’ diventato assolutamente indilazionabile intervenire su vari fronti da parte del Governo per modificare profondamente una situazione che registra una caduta del potere di acquisto delle famiglie di circa mille euro, nel 2007, e con una previsione di un ulteriore aumento dei prezzi di circa 1500 euro nel corso del 2008”.

A questo si accompagna la crisi economica mondiale con i recenti crolli delle principali borse e con relativi rialzi grazie agli interventi delle banche mondiali, permane però la paura di alcuni arrivando addirittura ad ipotizzare tonfi che no si registrano più ormai da molti anni.

Il problema sicurezza divenuto ormai parte fondante della percezione negativa nella società: specialmente riferito al delicatissimo tema immigrazione-criminalità: la criminalità si concentra, per quanto riguarda gli immigrati, nel mondo degli irregolari, sia per i reati in violazione della normativa sull’immigrazione, che per i reati predatori, sensibilmente presenti nel Nordest italiano. Un dato oggettivo è che un denunciato su tre è straniero e che, dopo l'indulto, il numero dei reati commessi è salito notevolmente (numeri questi che devono far riflettere per una vera politica di integrazione che dia la possibilità concreta di inserimento per chi la desidera, ma che preveda anche misure efficaci e certe per chi abusa della situazione o non rispetta la legge, i valori, le tradizioni nda).

E dopo le aspre e continue polemiche seguite alla pubblicazione delle statistiche europee che assegnano ai nostri politici il “nero” primato di essere i più pagati del continente (addirittura il doppio dei colleghi tedeschi), arriva l’aumento degli stipendi dei nostri parlamentari e che, per ragioni di "equità" di trattamento con i colleghi senatori, se si restituissero ai 630 parlamentari i 200 euro lordi mensili che avevano rinunciato nel 2007, costerà alle casse dello stato oltre un milione e mezzo di euro in più.

Uno studio Eurispes, che ha evidenziato una crescente sfiducia degli italiani, secondo cui “quasi la metà degli italiani, il 49,6%, ha visto diminuire nel corso dell'ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni; per il 40,7% è rimasta invariata e solo per il 5,1% è aumentata. Non si salvano nemmeno la Chiesa e le altre istituzioni religiose che raggiungono solo il 49,7% di fiduciosi, con una flessione rispetto al 2007 (60,7%).

Ancora più drammatico, un altro recentissimo studio: solo poco più di un terzo delle famiglie italiane riesce ad arrivare alla fine del mese, mentre è raddoppiata la percentuale di chi chiede un finanziamento per poterci arrivare e sono aumentate, ad un massimo degli ultimi sei anni, le persone pessimiste riguardo alla situazione economica dei prossimi 12 mesi.

Secondo Eurispes, in un anno la situazione economica delle famiglie è "decisamente peggiorata": il 32,1% degli italiani registra lievi segnali di peggioramento economico del proprio nucleo familiare e il 13,7% percepisce un peggioramento economico di più marcata entità (rispetto all'11% del 2007).

Il Rapporto Italia 2008 dello stesso Istituto evidenzia che sono oltre 20 milioni i lavoratori sottopagati, con i salari mediamente inferiori del 10% rispetto alla Germania, del 20% rispetto al Regno Unito e del 25% rispetto alla Francia. E in ogni caso "i salari italiani sono tra i più bassi in Europa".

Infine (per dire) lunedì 21gennaio si era aperta la crisi di governo, con il gruppo parlamentare Udeur che ha ritirato la sua fiducia all’esecutivo e che ha portato alla caduta del Governo Prodi dopo meno di due anni di legislatura…

Quali sono allora le prospettive per il futuro?

Non si direbbero certo rosee ma sicuramente politiche: proposte certe, non fumose, non ambigue e soprattutto immediatamente esecutive potrebbero risolvere, almeno temporaneamente, questa situazione di caos istituzionale e di richieste della società che spesso rimangono non ascoltate.

Soluzioni per il rilancio? Un giudizio oggettivo e meritocratico della classe dirigente politica dai quartieri al parlamento. Altro non può essere perché senza una direzione preparata e produttiva nessuna azienda – ed in questo caso nessun Governo – produce effetti positivi e sono fortemente convinto che l’Italia disponga già di queste importanti risorse umane, ma che a volte, purtroppo, non vengono valorizzate.

 

 

La crisi politica divide gli italiani (You Tube)  

 

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