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Adusbef, il 2008 anno nero



Nuovo anno, nuova stangata. Secondo uno studio congiunto di Adusbef e Federconsumi, nel 2008 le famiglie italiane pagheranno 38-45 euro in più di luce, 72-85 di gas, 30-40 di nettezza urbana, e 90-120 per il trasporto ferroviario. Sommando tutte le voci, si arriva ad una conclusione piuttosto infausta: tra 1.520 e i 1.715 euro persi per sostenere le esigenze più elementari. Si paga di più per mangiare, muoversi ed avere un tetto sulla testa. Così, mentre tra le istituzioni c’è chi getta acqua sul fuoco e chi preconizza una deriva argentina dell’economia italiana, Fulvio Cavallari, responsabile Adusbef del Veneto, non risparmia critiche a nessuno.

Che cosa sta succedendo?

Si sta verificando una situazione che porterà le famiglie italiane a non disporre liberamente del proprio portafoglio. Stanno entrando in una specie di limbo, e non riescono più a gestirsi. Altro che bamboccioni: sta per saltare una generazione.

Perché?

A fronte di un potere d’acquisto sempre più insignificante e di stipendi inadeguati, c’è chi specula con aumenti del tutto ingiustificati. Questo causa una situazione insostenibile per le famiglie, e drammatica per i giovani.

Quali generi aumenteranno maggiormente?

La rata del mutuo per la casa, di almeno 500-550 euro, e i generi alimentari, di 420-440. 


Il governo vuole introdurre la figura del “Mister Prezzi”. Chi sarebbe?


Un soggetto deputato a calmierare le bolle speculative. Farà parte del ministero dell’Industria, ma non è chiaro di quali poteri disporrà.

Perché le banche non hanno applicato il decreto Bersani sulla portabilità dei mutui? E perché le assicurazioni non hanno abbassato le tariffe dopo le patenti a punti?


Perché costituiscono un potere enorme, in questo Paese. Le banche, in particolare, riescono ad arrivare dappertutto, hanno agganci ovunque, e a quanto pare non si sentono in dovere di rispettare la legge dello Stato. 


Che cosa accadrà?


Sinceramente, non vedo la luce in fondo al tunnel. Forse ha ragione quel giornalista del New York Times, tanto criticato per il solo fatto di aver sottolineato l’inarrestabile declino del sistema Italia. D’altra parte, per quanto potrà resistere un Paese così indebitato?


Marco de' Francesco


(L'inkre@dibile online, 7 gennaio 2008)

 

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