Boom di studenti, il Fermi non regge
Alunni e docenti chiedono una nuova succursale
Il “Fermi” non ce la fa più, e gli studenti scendono in piazza. La succursale designata dalla Provincia, in via Cave, non è adeguata alle esigenze di allievi ed insegnanti.
Il liceo scientifico “Enrico Fermi” ha sede dal 1967 in Corso Vittorio Emanuele, a ridosso del centro, ed è considerato un’istituzione “storica” di Padova. Nel corso degli anni la sua reputazione ha determinato un incremento consistente del numero degli studenti, tanto che è stato necessario aprire una sede distaccata, presso l’oratorio di Santa Giustina, con qualche difetto dovuto ad una iniziale diversa destinazione ma facilmente raggiungibile. Tuttavia, questa soluzione si è dimostrata inefficace, e poiché non si riusciva ad assorbire la crescita degli iscritti, la Provincia ha assegnato un’altra succursale al liceo, sita, questa volta, in via Cave.
La nuova sede è inadatta. Anzitutto, non si trova nelle immediate vicinanze di quella principale, e questo costringe gli insegnanti a faticose trasferte nel traffico cittadino, complicate dalla cronica carenza di parcheggi. Gli studenti della succursale,inoltre, si sentono fortemente penalizzati, sia perché non sempre dispongono di aule multimediali e di altra strumentazione necessaria sia perchè la delocalizzazione non favorisce il corretto svolgimento della "formazione" oltre che culturale anche sociale, altrettanto importante per i giovani. Senza dimenticare poi, che molte famiglie avevano scelto il “Fermi” anche per la sua posizione logistica nel contesto cittadino.
Per questi motivi, il liceo ha chiesto alla Provincia una succursale più vicina e più adeguata, e gli studenti sono scesi in piazza, sabato 19 maggio, per rendere visibile il loro disagio. Era presente una folta rappresentanza di allievi del “Tito Livio” e del “Nievo”, altri importanti istituti scolastici che risentono di problemi analoghi.
Giulia Carraro
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