
La pressione di Fioroni sul Sindaco di Milano
Il 21 dicembre il sindaco di Milano, Letizia Moratti, emette una direttiva che limita ai figli di immigrati irregolari l’ accesso alle scuole d’ infanzia. Il 9 gennaio il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni impone la revoca dell'atto.
Il ministro spiega che se non vi sarà un ritorno alla “normalità” gli asili perderanno il riconoscimento della parità e di conseguenza anche i contributi statali.
L’istruzione è uno dei beni fondamentale, nessuno infatti dubita di questo principio, ma la situazione che si è creata nei comuni di Milano e di tutte le altre città è quasi surreale.
Da un lato la legge garantisce l’obbligo scolastico a tutti; dall’ altro ci consente, giustamente, di denunciare i casi di clandestinità perchè questi immigrati vengano rimpatriati.
Si crea una situazione di estrema contradditorietà perchè il figlio accompagnato dai genitori viene iscritto da un pubblico ufficio in una scuola, ma lo stesso addetto all’ iscrizione che vede la situazione dovrebbe denunciarla, altrimenti cadrebbe nell’ illegalità. Rispettare la legge (la Bossi-Fini è ancora in vigore) è un suo dovere e se non denunciasse cadrebbe lui stesso in errore.
Le conclusioni sono allarmanti: i genitori del piccolo clandestino non potrebbero essere allontanati dal figlio, anche se non possiamo provare la reale paternità vista la mancanza di documentazione, o potrebbero comunque richiedere un permesso per ricongiungimento familiare, insistendo nella loro condizione di illegalità.
Inoltre i clandestini che iscrivono i figli alle scuole d’infanzia italiane sono agevolati, perchè privi di casa, lavoro regolare; denunciano di non avere reddito, e dunque acqistano ben 5 punti nella graduatoria per l’iscrizione; senza contare che per loro trasporto e buoni pasto sono gratuiti.
L’italiano è perduto non può competere con simili vantaggi e sarà costretto a fare i salti mortali per far frequentare al proprio figlio nelle scuole d’infanzia private.
Il ministro Fioroni si è sicuramente presentato come difensore degli opprressi, consolatore dei più deboli, amico della Chiesa e baluardo dell’accoglienza, ad una prima lettura dei fatti.
Ma le prime letture possono trarre in inganno; si può subito notare come il provvedimento non svantaggia solo gli italiani, ma anche gli stessi immigrati che si trovano in condizioni di regolarità.
Fioroni porta la battaglia sul piano della povertà (quasi che lo scontro sia tra ricchi e poveri ) e sulla parità di condizioni, ma non si tratta di questo. Qui è in gioco la legalità, ci sono persone che pagano le tasse e non trovano nessun servizio. Sono abbandonati dallo Stato. Si capisce perchè molti cittadini italiani preferirebbero vivere nella clandestinità; ormai non è più una provocazione, visto che ormai i bambini Italiani sono sempre più svantaggiati.
Le scuole pubbliche si affannano per trovare i soldi per interpreti, mediatori culturali, assistenti per i nuovi arrivati e questo indebolisce le risorse per tutti: quasi che chi vive in condizione di regolarità non sia degno di una buona istruzione. Forse questi scontri sarebbero meno accesi se il governo provvedesse a costruire i 300 asili promessi nella campagna elettorale delle bugie... Inoltre è singolare il fatto che sia proprio Milano ad essere stata sotto pressione, quando tutti i comuni rilevano questa anomalia del sistema, non vi è forse un obbiettivo politico dietro questa maschera di bonismo?
Giulia Carraro
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