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Onore ai delinquenti

 

Ho già trattato dai favori scandalosi che i terroristi ricevono nel nostro paese. Vengono eletti in cariche rappresentative e spesso anche nominati in posti delicati in pubblici uffici. Inoltre, ho già sottolineato come troppo spesso i politici del nostro paese abbiano la memoria corta: nella bramosia di cercare il consenso, dimenticano subito le responsabilità ed evitano di assumere posizioni impopolari anche se giuste.


Il fatto che voglio segnalare ora rientra decisamente nella patologia dei comportamenti deviati dalle convinzioni politiche, che finisce per abrogare le norme elementari di convivenza civile diventando pesantemente diseducativo per la comunità tutta.


Può il potere amministrativo sostituirsi a quello giudiziario? Certo, NO! Allora quando dobbiamo riscontrare che la città di Venaria Reale (TO) ha “premiato” Silvia Baraldini con la cittadinanza onoraria con la motivazione ben espressa dal Presidente del Consiglio Comunale di Venaria Reale Franco Izzo: “Viene data la cittadinanza a chi ha ricevuto una pena ingiusta, nella convinzione che le pene debbano essere proporzionate al delitto…” dobbiamo amaramente constatare che un Ente amministrativo si permette di “sentenziare” in materia di proporzionalità della pena!

Orbene, il Presidente del Consiglio Comunale di Venaria Reale dimostra così che nel nostro paese la Corte Costituzionale e le sue attribuzioni in merito al rispetto delle norme Costituzionali sono superflue. La proporzionalità della pena, per il Consiglio Comunale di Venaria Reale, è materia amministrativa.


Perché certi delinquenti sono una razza da proteggere, anzi da premiare ed onorare?


La risposta è condizionata dal credo politico del reo e dei suoi ‘protettori premianti’.


La Baraldini, rea condannata negli Stati Uniti per concorso in Evasione, Associazione sovversiva ed Ingiuria al Tribunale, fu estradata in Italia nel 1999 con la promessa del Governo italiano a quello statunitense che non si sarebbe proceduto mai a privilegiarla con liberazioni anticipate, con sconti di pena o con liberta vigilate.

Un vincolo irrevocabile, infatti dopo appena due anni nel 2001 accedette agli arresti domiciliari, nel 2003 fu addirittura pagata dal Comune di Roma per una collaborazione, ed infine nel 2006 fu scarcerata definitivamente per effetto dell’Indulto.


Indubbiamente una persona con una fedina penale di tale spessore merita a Venaria Reale onore e rispetto, mentre altri cittadini lavoratori dalla fedina penale pulita od addirittura appartenenti alle Forze dell’Ordine o alle Forze Armate, che quotidianamente ed in silenzio mettono a rischio la propria vita per la collettività, devono lottare anche solo per ottenere una retribuzione minima dignitosa, senza cittadinanze onorarie di alcun tipo.


Purtroppo dobbiamo anche aggiungere che il Comune di Venaria Reale si affianca ad altri due Comuni italiani per l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Silvia Baraldini; al Comune di Mola di Bari ed al Comune di Cazzago San Martino.


Ora, quale messaggio mandano questi Comuni ai loro cittadini: essere delinquenti conviene ed è anche onorabile? E per di più, non si paga mai per le proprie azioni criminali se i reati sono espressione di un credo politico?

Di questo passo, con questa sottocultura democratica che pretende di sostenere le proprie posizioni con la violenza ed i reati, potremmo ottenere che Maniero ottenga la cittadinanza onoraria a Padova e magari che i pedofili siano condannati a rieducarsi lavorando come collaboratori in un asilo comunale.


Marco Callegaro

 

 

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