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Alberto Papaccio

 

 

Il caso Lotto e Stonefly

 

 

 

Lotto Sport Italia Spa e Stonefly Spa salgono in cattedra. Ieri pomeriggio, infatti, Alberto Papaccio, direttore del personale di entrambe le società,ha tenuto un intervento nell’ambito del corso di “Organizzazione e gestione delle risorse umane” del professor Giovanni Costa dell’università di Padova. L’incontro ha avuto come tema “Compensation e modelli di incentivazione retributiva: il caso Lotto Sport e Stonefly”.

Le due società non appartengono allo stesso gruppo, ma hanno azionisti e uomini in comune. In particolare Andrea Tomat è presidente e direttore generale di Lotto Sport e amministratore delegato di Stonefly, di cui detiene, assieme al socio Andrea Sartor, la maggioranza del pacchetto azionario.

Per il resto sono due realtà differenti. La prima è stata fondata nel 1973 dalla famiglia Caberlotto e ha sede a Trevignano, vicino a Treviso. E’ nata con una forte connotazione sportiva: sino agli inizi degli anni Novanta ha prodotto scarpe da tennis e da calcio e abbigliamento e accessori per lo sport, con testimonial come Ruud Gullit e Boris Becker. Negli ultimi 15 anni, invece, si è applicata anche al settore del tempo libero. Ha un fatturato attorno ai 300 milioni di euro e circa 750 dipendenti, di cui 500 all’estero. E’ presente in circa 60 paesi. Stonefly, invece, è nata nel 1993, e produce calzature da città. Ha sede a Montebelluna, un fatturato di circa 90 milioni di euro e470 dipendenti, di cui 120 in Italia.

«Lotto – ha spiegato Papaccio – è impegnata anche con brand diversi, come Lotto Leggenda, che si occupa di scarpe sportive “fashion”, e Lotto Works, che si dedica all’abbigliamento di sicurezza e da lavoro. Il fatto è che certi settori sono affollati, e i prezzi calano. Per questo diventa importante conquistare nicchie di mercato. Stonefly, invece, sta estendendo la sua collezione ad altre classi d’età, bimbi compresi».

Questi incontri sono considerati uno dei punti di forza della facoltà di Economia. «Gli studenti – ha spiegato Papaccio - trovano un riscontro alla propria formazione teorica e conoscono le aziende presso le quali faranno degli stage o lavoreranno. Le imprese, a loro volta, conoscono i ragazzi».

 

 

 

Marco de’ Francesco

 

 

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