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Il plusvalore è la certificazione

 

Rivoluzione nel campo del risparmio energetico in ambito residenziale. Dal 1° luglio 2009 anche in Italia sarà obbligatoria la certificazione energetica degli immobili, e per ottenerla i cittadini dovranno adeguare la propria abitazione ai nuovi standard di risparmio. Pena la svalutazione della casa, visto che il certificato sarà considerato un elemento di stima nella compravendita.

Se ne è parlato ieri al convegno “Il risparmio energetico in ambito residenziale. La sostenibilità e l’etica nelle scelte abitative” tenuto ieri sera nella sede della Banca Etica di via Tommaseo; sono intervenuti Gianni Bacco, socio fondatore di Punto Immobiliare; Francesco Bicciato, Assessore all’Ambiente del Comune di Padova, Norbert Lantschner, direttore dell’Agenzia CasaClima, Paolo Rigamo di Banca Etica e Walter Rigobon, segretario generale Adiconsum Veneto.

Per le case nuove, il problema riguarda i costruttori; per le case vecchie, è prevista la detraibilità sino al 55% delle spese finalizzate a contenere i consumi. Sono attesi i regolamenti di attuazione della legge 311/2007, che succede alla 192/2005; solo così si conosceranno i dettagli dell’operazione.

I costi per i cittadini saranno elevati; ma il ritorno economico potrebbe avvenire in tempi contenuti.

«Gli interventi – a spiegato Gianni Bacco –potranno riguardare i generatori di calore, le caldaie a condensazione, l’isolamento esterno e interno e i pannelli fotovoltaici».

Il problema è che l’Italia è attualmente nella “trappola energetica”: importa il 96% del carbone, l’82% del gas naturale e il 94% del petrolio. «E il 40 % dell’energia prodotta – ha affermato Walter Rigobon - viene utilizzato per il riscaldamento, contro il 36% di assorbimento dovuto ai trasporti e al 24% riferibile agli usi industriali. Un cambiamento di rotta è inevitabile».

 

Marco de’ Francesco

 

(pubblicato sul Mattino di Padova il 14 marzo 2008)

 

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