Sembrava che con la nascita del Partito Democratico si fosse concluso, almeno per quest’anno, la stagione delle novità, dopo un anno caratterizzato da diaspore interne ai partiti, primarie partecipate, creazione di un nuovo grande partito nel quale sono confluiti altri di grande storia, dopo il j’accuse del libro “La Casta” sugli sperperi della politica e le proteste roboanti di piazza dei grillini ecco, in un fine settimana di metà novembre, un altro nuovo cambiamento, inaspettato e non programmato: la nascita di un nuovo partito.
Anche stavolta il Cavaliere ha sorpreso tutti, anticipando le mosse di abili dirigenti politici, di consumata esperienza, e, sulla scia dell’entusiasmo, per la raccolta delle firme organizzata dai gazebo di Forza Italia, ecco ancora a stupire tutti, esaltando gli animi di tanti e incupendo quelli di altri.
“Un grande partito dei moderati e dei liberali, un partito che nasce dal popolo e per il popolo, e che intende rovesciare la piramide del potere: gli elettori, per noi, contano più di chi li rappresenta”. Questa è una parte del pensiero scritto da Berlusconi cercando di spiegare i motivi della nascita, inattesa ed a furor di folla, del nuovo Partito (o Popolo) delle Libertà.
Cittadini, simpatizzanti, iscritti, dirigenti di partito, avversari ed alleati tutti insieme sbigottiti e sorpresi dalla nuova “bouttage” dell’arzillo 71enne fondatore e Presidente di Forza Italia, primo partito italiano prima della nascita del Partito Democratico ed ora fondatore del nuovo “movimento” aperto a tutti e che, nelle idee dell’ideatore dovrebbe essere “nuova svolta per liberare l’Italia dalla gabbia di un sistema politico inadeguato e da un bipolarismo impotente che è l’esatto opposto della governabilità”.
Ma come giudicare questa novità? Si deve pensare che questo nuovo “movimento” politico sostituisca semplicemente Forza Italia oppure si deve supporre che sia un’iniziativa più ampia, trasversale, a cui magari possano aderire cittadini semplici, non vicino necessariamente ai partiti politici, gente comune come pure altri simpatizzanti o partecipanti ad altri partiti politici esistenti.
Può davvero essere questa un’iniziativa che “semplificherà” la percezione politica nei confronti dei partiti esistenti, oppure le resistenze di alcuni sono finalizzate ad altri schemi politici, oppure anche ad altri interessi di segreteria o chissà cosa altro?
Porterà davvero ad una riduzione dei partiti presenti in parlamento (74 i simboli nelle ultime elezioni politiche), oppure no?
Solo i prossimi mesi potranno dare una risposta, o almeno una traccia, circa questa nuova iniziativa: si tratterà di discutere partendo dal «grande patrimonio di valori, di passione, di energie che non può e non deve essere disperso, con attenzione alle richieste che vengono direttamente dalla base; serviranno regole certe e chiare affinché si possa davvero parlare di una stagione di grandi cambiamenti, di partecipazione, di impegno». Questa è la premessa indicata.
Tre considerazioni sono però doverose indipendentemente dalla opinione personale che ognuno ha circa questa nuova proposta:
Ancora una volta è stata lanciata un’iniziativa nuova ed inaspettata, a furor di popolo, che ha coinvolto milioni di persone impegnate nella raccolta di firme.
Ancora una volta sono stati sorpresi e presi in contropiede i partiti ed i politicanti professionisti che si sono trovati spiazzati da questa mossa “improvvisa”.
In una settimana si è portato al centro dell’attenzione il nuovo partito o popolo delle libertà, togliendo dalle luci della ribalta il “lungo lavoro” necessario per la creazione del Partito Democratico.
L’anno non è ancora finito… vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.