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Il Veneto e il traffico, un girone infernale

 

Ogni mattina per recarmi al lavoro parto da Ponterotto e arrivo ad Albignasego. Chilometri percorsi 17 circa, tempo impiegato 20 minuti, strade utilizzate: Via Montà, Corso Australia.

Qualche giorno fa sempre per lavoro mi sono recato nello stesso orario mattutino (08.00) in centro a Padova. Chilometri percorsi 7 circa, tempo impiegato 45 minuti, strade utilizzate: via Montà, via Bezzecca, Circonvallazione interna.

Dire che la mobilità padovana è congestionata è poco; si potrebbe comunque dedurre che utilizzando il “raccordo anulare” che sta per essere terminato con il cavalcavia di Padova Est (Corso Australia, Corso Argentina ecc.) la situazione dovrebbe essere migliore. Purtroppo non è così: infatti basta un piccolo tamponamento o una leggera coda per una delle uscite della tangenziale che si rischia di restare imbottigliati nel traffico per minimo mezz’ora. Ma ciò non basta, perché se si esce da Padova per andare verso Bassano, Vicenza, Rovigo, Mestre la situazione non cambia, anzi forse peggiora; ad esempio, per raggiungere Bassano del Grappa in un giorno feriale a qualsiasi ora del giorno ci si impiega non meno di un ora e venti (chilometri percorsi 50). La situazione cambia leggermente se si può raggiungere qualche altra destinazione mediante l’autostrada; purtroppo si ricade nel girone infernale del traffico al minimo inconveniente quale: tamponamento, cantiere, condizioni meteorologiche non ottimali.

La viabilità veneta è ormai al collasso, e le istituzioni competenti non sembra darsi troppo da fare per risolvere il problema, o forse pensano ad interventi che possano solo tamponare la situazione.

Mi sono stupito della notizia uscita sui quotidiani locali di qualche giorno fa, riguardante l’imminente apertura del nuovo cavalcavia su Padova Est: questa apertura è stata definita un regalo di Natale. Non sono d’accordo, questo è solo il minimo che si potesse fare. Il vero regalo di Natale dal mio punto di vista potrebbe essere rappresentato da un serio impegno a mettere in cantiere subito la creazione di una terza corsia per la tangenziale che circonda Padova, al fine di vederla realizzata magari entro tre anni. Non solo, guardando alla viabilità veneta in generale sarebbe auspicabile che una volta terminato il Passante di Mestre la Regione Veneto si impegnasse a trovare il modo di finire l’Autostrada Valdastico Nord in modo da decongestionare la Valsugana; si impegnasse a fare pressioni per mettere in cantiere la quarta corsia per l’Autostrada Milano-Venezia come già sta accadendo per il tratto Milano-Bergamo; si impegnasse infine a creare le condizioni per avviare l’iter per la terza corsia sull’Autostrada Padova-Bologna.

Potrebbe essere considerata una visione utopica la mia, ma sono convinto che se ci fosse la volontà politica tutto ciò potrebbe essere realizzato entro i prossimi 10 anni.

In attesa che prima o poi anche le utopie di un qualunque automobilista possano trasformarsi in realtà auguro a tutti un Buon Natale e un prosperoso Anno Nuovo.

 

Carlo Maretto

 

 

 

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