In questi tempi, a proposito di ordinanze comunali sui lavavetri, sui graffitari, sulle zone a traffico limitato antispaccio o antiprostituzione, sui poteri speciali da dare ai sindaci, è apparso chiaramente il profondo solco ideologico che divide a sinistra i sindaci (Cofferati, Domenici, Zanonato) e le forze massimaliste.
Molti politici e intellettuali della sinistra radicale giustificano una persona che commette un reato: «la colpa è della società». L’uomo buono rovinato dalla società - e si filosofeggia sui delitti e sulle pene. Non rammentano che nel nostro sistema penale la responsabilità è unicamente individuale e non esiste scriminante sociale che valga. Ma nella stessa sinistra alcuni sindaci si sono “giulianizzati”, vale a dire che, volontariamente o meno, stanno percorrendo la strada che ha permesso all’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani di risanare la città.
E’ importante citare la teoria criminologia che è stata applicata in pratica dal sindaco d’America: quella delle finestre infrante. Sulla base di alcuni esperimenti comportamentali di Philip Zimbardo, alcuni anni fa, due criminologi americani James Q. Wilson e George Kelling hanno formulato la “Broken Windows Theory”.
Se si lascia un vetro rotto in un edificio, presto tutti gli altri vetri saranno rotti da bande di vandali. Se si comincia a scarabocchiare sui muri, presto tutti i muri della zona saranno pieni di graffiti.
Perché? E’ un semplice segnale: non c’è nessuno che controlla; non c’è nessun prezzo da pagare; non ci sono conseguenze negative. Da qui una disgregazione pericolosa delle norme comportamentali degli individui e della società.
La politica della tolleranza zero dell’ex-sindaco di New York, Rudolf Giuliani, anche verso la criminalità più banale, è la più famosa applicazione di questa teoria. Infatti applicando la “tolleranza zero” anche per piccole e modeste infrazioni, ha risanato e cambiato alla Grande Mela.
I vetri rotti sono la loro metafora per i mille modi in cui possono disgregarsi le norme comportamentali della società. Se uno fa dei graffiti sul muro, ne seguiranno altri. Se un mendicante aggressivo comincia a lavorare in un quartiere, ne arriveranno altri. In breve, quando la gente comincia ad ignorare le norme che mantengono l’ordine in un quartiere, si sgretola sia l’ordine sia il quartiere. Nelle città degli Stati Uniti dove questa teoria è stata messa in opera, gli indici della criminalità sono precipitati.
Quando si agisce già a questi livelli, il messaggio è ben diverso. «Se non posso farla franca a non pagare il biglietto dell’autobus, sarà meglio lasciar perdere lo scippo». Se New York è l’esempio positivo, la controprova in negativo più evidente è nelle banlieues francesi. Non sarà una riposta completa, ma se il governo francese deve prendere misure dure adesso, è anche perché da un bel po’ di tempo nessuno s’era mai occupato dei vetri rotti nelle periferie di Parigi.
Ma la tolleranza Zero produce anche un altro insegnamento che appare per i nostri Sindaci giulianizzati quasi come una rivelazione: perseguire il reato più grave NON è più importante che perseguire i comportamenti antisociali minori. Abbiamo vissuto nella certezza assoluta che il problema dei lavavetri o dei graffiti o dell’abusivismo
commerciale o delle baraccopoli o della microcriminalità è inferiore rispetto a quello della ‘ndrangheta o della mafia o del terrorismo internazionale. Ma ne siamo proprio sicuri? La teoria delle finestre infrante ha insegnato che un piccolo borseggiatore NON diventerà MAI un grande rapinatore di banche se all’inizio della sua carriera criminale viene perseguito per ogni più piccolo reato. Concetti forse difficili da comprendere in una Italia ancor oggi pervasa da buonismo e perdonismo, ma che cominciano a farsi strada con forza. E’ opportuno ricordare che la sicurezza è un diritto sacro e inviolabile come il diritto alla vita, alla salute e la libertà di religione.
Ma nella campagna dei sindaci giulianizzati per la sicurezza è necessario sottolineare la notevole differenza di poteri tra i sindaci nel nostro sistema politico e il Sindaco di New York. I sindaci statunitensi hanno un potere decisionale e politico enorme nella materia della Sicurezza che oggi non è nemmeno immaginabile per un sindaco italiano. Da qui la pressante richiesta di maggiori poteri effettuata dai sindaci di casa nostra in materia di sicurezza ed ordine pubblico: si sono resi conto che per dare risposte ai cittadini devono inderogabilmente richiedere poteri che oggi sono di altre autorità (Prefetto, Questore, Comandante dei Carabinieri, Comandante della Guardia di Finanza, etc..). Ma questo punto merita una riflessione approfondita. E’ opportuno dare ai sindaci un tale potere nel nostro sistema di Governo? O meglio, il nostro sistema di Governo potrebbe funzionare con dei Sindaci con poteri tanto allargati? Mi pare necessario che per primi rispondano i sindaci stessi, perché per avere poteri in materia di sicurezza ed ordine pubblico bisogna avere il coraggio di scelte giuste, ma impopolari. Bisogna avere il coraggio di mettere sempre la propria funzione pubblica davanti alla propria carriera politica per il bene dei cittadini. Questa è una condizione connaturata al sistema politico d’oltreoceano; ma il nostro sistema è così attento e maturo?