Dalle parole ai fatti…
Come creare una comunicazione chiara, semplice e comprensibile senza perdersi nei preconcetti, nelle banalità, nelle utopie…
E’ un progetto molto ambizioso quello che abbiamo deciso di creare: una pubblicazione periodica che possa lasciare lo spazio per dibattere temi di attualità locale e non, approfondire argomenti, discutere su decisioni politiche e strategiche, comunicare per far conoscere realtà e piccoli-grandi problemi di Padova ma non solo.
Abbiamo deciso di realizzare questo giornale perché crediamo in una partecipazione vera, un contributo ed un impegno fatto da persone “normali” che della loro quotidianità, professionalità, impegno si facciano portavoce di bisogni e di necessità che - purtroppo a volte - o non vengono ascoltati oppure vengono forse risolti in tempi troppo lunghi.
Un impegno questo che possa stimolare suggerimenti, commenti, curiosità ma anche perplessità e critiche: un giornale che possa favorire lo scambio di idee e di proposte; che possa portare, con la forza della normalità, ad essere partecipi e consci delle difficoltà e delle scelte della realtà in cui viviamo.
Padova è una città bella ed importante, dalla grande storia, dalla radicata cultura del sapere, da una riconosciuta sanità di eccellenza.
Oltre duecentomila abitanti, un confronto politico sempre acceso, da sempre riferimento per le grandi idee e strategie non solo per il Veneto ma anche per il Paese. Ma anche una realtà complessa, sede di dibattiti forti e accessi, purtroppo a volte manifestati anche con la violenza, dove si scontrano quotidianamente estremizzazioni politiche ma non solo, dove è alta l’attenzione delle categorie economiche e dei sindacati, dove il mondo dell’associazionismo e del volontariato è tra i più rilevanti, dove il confronto tra il “mondo cattolico” e le proposte laiche trova spesso un punto di incontro.
Una città viva, cosmopolita, che discute dei propri problemi, delle proprie criticità ma che, come negli ultimi tempi, è balzata agli onori delle cronache non solo per le bellezze architettoniche ed artistiche, non solo per le scoperte di una delle università più antiche del mondo o delle proprie applicazioni pratiche, ma per il muro “della divisione”, per la proposta dei pacs “alla padovana”, per i “vigili” immigrati e per la proposta del “consigliere comunale immigrato” non eletto ma nominato.
Una città però che risente anche di divisioni culturali e sociali, dove è cresciuta l’insofferenza ma anche la diffidenza, dove sono aumentati gli episodi di violenza e di piccola microcriminalità, dove la sicurezza non è più fortemente percepita dai cittadini. Forse un segno dei tempi, ma non si può e non ci si deve rassegnare.
Proporre idee e discutere eventuali soluzioni, con l’efficienza della preparazione ma anche con la forza della normalità: insomma, cercare una sintesi perché dalle sole parole si passi anche e necessariamente ai fatti!
Alberto Salmaso
commenta
home