Attività fisica

 

Svolgere regolare attività fisica e avere una sana alimentazione, abbracciare cioè dei sani stili di vita, è il migliore consiglio per mantenere il proprio livello di salute il più alto possibile. Tale consiglio, sostanzialmente dettato dal buon senso, è anziano: già Ippocrate vissuto tra il 460 e il 377 a.C. affermava che «se fossimo in grado di rfornire a ciascuno la giusta dose di alimentazione e di attività fisica, né in eccesso, né in difetto, avremmo trovato la strada per la salute».


Lo sviluppo della società “occidentale”, basata sulle comodità per risparmiare tempo e aumentare la produttività, ci porta a muoverci sempre meno e a mangiare oltre il nostro bisogno, cibi facili da reperire e di alta palatibilità, e ci allontana dagli stili di vita ideali per il nostro organismo.


Alcuni risultati di questo scenario, quali il soprappeso e l’obesità sono agli occhi di tutti: nella popolazione italiana la loro crescente incidenza sta assumendo un carattere decisamente preoccupante. Gli ultimi dati aggiornati al 27 giugno 2007 del Progetto Cuore, progetto dell’Istituto Superiore di Sanità che si propone di monitorare i maggiori fattori di rischio cardiovascolari della popolazione italiana, evidenziano una percentuale di obesi del 18% nella popolazione maschile e del 22% in quella femminile.


Soprappeso e obesità sono comunque solo la punta di un iceberg la cui parte sommersa è rappresentata da una infinita serie di stati premorbosi e patologie franche il cui sviluppo è altamente predisposto dagli stili di vita scorretti. Il fenomeno iniziale è una difficoltà del nostro organismo a gestire il bilancio energetico positivo: l’introduzione di una grande quantità di energia (sotto forma di alimenti) e un suo scarso dispendio (leggi sedentarietà) provoca in primis un’alterazione metabolica, in sostanza il nostro organismo non sa come impegnare tale energia. Inoltre i nutrienti che veicolano tale energia (glucidi, lipidi, protidi) circolano nel sangue, in parte senza meta, e in parte vengono convertiti in tessuto adiposo.


Il ruolo dell’attività fisica nell’aumentare il dispendio energetico è di primario interesse ed è il più semplice da esprimere, anche se gli studi in letteratura scientifica dimostrano che gli effetti benefici che essa esplica sono multipli: non solo mantiene sane le persone sane (effetto di prevenzione primaria), ma riduce il progredire a malattia correggendo i fattori di rischio per lo sviluppo delle patologie di origine cardiovascolare (prevenzione secondaria), e riesce addirittura a ridurre la progressione di malattie, a ridurre la necessità di farmaci e in alcuni casi anche a guarire (prevenzione terziaria).


Com’è possibile che l’attività fisica abbia così tanti effetti benefici su svariate malattie?


La risposta è semplice: non è l’attività fisica che fa bene, è la sua mancanza che fa male.


Il messaggio non si allontana da quello di Ippocrate, ma aggiungo solo per chi si fosse convinto ad iniziare o incrementare l’attività fisica, che è opportuno fare una visita di controllo con un test da sforzo, idealmente da un medico dello sport.

Giuseppe Travain

 

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