
Giardini padovani, tra valorizzazione e degrado
Aree verdi del quartiere IV, qualche zona d'ombra. E c'è, soprattutto, la necessità di insistere con la valorizzazione e con i controlli, perché dove scarseggiano le attenzioni e le cure, i giardini diventano luoghi di ritrovo per la micro-criminalità e per lo spaccio. Non più un servizio alla comunità, si trasformano in un pericolo per la sicurezza pubblica.
Il percorso vita del Lungargine scaricatore è stato recentemente riqualificato. Sono stati rinnovati gli attrezzi ginnici, e i sottopassaggi permettono ai frequentatori di passare da una parte all'altra del ponte evitando il traffico automobilistico. Inoltre, l'area è stata resa più elegante con nuovi arbusti e con l'illuminazione notturna, che garantisce una maggiore sicurezza per coloro che vi passeggiano la sera.
Anche il Parco Iris è stato rinnovato, con la costruzione di un’area dedicata ai bambini e di uno spazio riservato ai cani. E’ diventato un punto di svago per le famiglie, sollevandosi così dal degrado nel quale era caduto anni fa: la presenza di tossici e spacciatori rendeva il parco invivibile. Peraltro, per tutto il periodo estivo ospita iniziative sportive che animano le giornate con balli e giochi.
Pure nel Parco dei Faggi (Voltabarozzo) si svolgono attività spesso pensate per i più piccoli; tuttavia, nonostante i numerosi frequentatori, l’area necessita da anni di una riqualificazione e attende dal 2004 l’inizio dei lavori: mancano i cestini per l’immondizia, gli attrezzi sportivi sono abbandonati, la vegetazione incolta diventa talvolta pericolosa per i bambini.
Alla Guizza ci sarebbero numerose passeggiate nel verde, ma mancano di un’adeguata manutenzione, come lungo via Alfieri e via Tassoni, dove non ci sono né panchine né cestini, o nel giardinetto Ibisco di via Gozzano, dove un grande spazio verde di 4.100 metri quadrati dispone di soli tre giochi per bambini.
Sempre lungo via Guizza, all’angolo con via Svevo, c’è un parchetto per bambini con norme davvero rigorose: è infatti vietato ai maggiori di 12 anni, che non siano accompagnatori, e proibiti sono anche i giochi con la palla, pur essendoci due porte per giocare a calcio.
Altro punto dolente sono gli orari. Il Giardino Alicorno di via Cavallotti durante tutto l’arco dell’anno (esclusi luglio e agosto) apre solamente per tre ore. Nei mesi invernali i parchi custoditi chiudono alle 16, che peraltro è l’orario durante il quale i bambini, uscendo dalle scuole vi si recherebbero volentieri. I giardini non dovrebbero inoltre chiudere nella pausa pranzo né avere gli orari degli uffici, ma anzi dovrebbero essere aperti proprio nei momenti in cui la gente ha finito di lavorare.
Infine, mancano gli spazi dedicati agli amici a 4 zampe. Non tutti i parchi vietano l’ingresso ai cani, ma fra quelli che gli accolgono solo il parco Iris ha un area costruita per loro e i loro padroni. Creare zone specializzate è utile non solo a coloro che posseggono animali, ma anche a quelli che non gradiscono la loro presenza.
Giulia Carraro
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