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Un angelo di nome Alessandra

 

Sono Giancarlo, vi voglio narrare un episodio che mi è realmente accaduto
negli anni passati, quando avevo 30 anni o forse anche meno, ora non ricordo con precisione, mia madre voleva che andasse in una struttura dove all'epoca svolgevano attività di ginnastica e di fisiatria, all'OPSA. Sono un uomo tetraplegico, mia madre aveva la speranza che quel posto fosse ideale per me, perchè potevo non solo essere curato terapeuticamente con attività fisiatrica ma avrei potuto migliorare le mie abilità e soprattutto mia madre era convinta che avrei potuto rinforzare il mio coraggio.


Ricordo che mia madre ogni tanto, si recava in quella struttura augurandosi che potessi essere inserito, ma purtroppo mi avevono rifiutato per diversi motivi, uno fra i tanti era che ero bisognoso di essere aiutato nell'aspetto igenico e nello specifico avrei avuto bisogno di essere aiutato nel momento del bisogno fisiologico nell'espletare le urine e le feci.
All'epoca chi mi poteva aiutare?


Un giorno mia madre mi raccontò che in quella struttura incontrò una cuoca che era in servizio e mia madre dopo avere nuovamente posto le domande fatte a chi, di dovere, finalmente aveva ricevuto la risposta ben precisa. Dopo avere raccolto le informazioni, semplicemente si comprese che era indispensabile essere soci per essere accolti e inseriti.


Da allora non ho avuto più la forza di lottare, e mi sono così isolato e non volevo più sapere nulla. All'epoca non ero così fiducioso di quella struttura.


Persone come me purtroppo non avevono all'epoca molta possibilità di essere inseriti in strutture adeguate vicine nel proprio territorio di appartenenza.


Da quel momento comunque io decisi di rimanere a casa e di non provare più nulla, e così sono rimasto a casa per molti anni.


Ero deluso e ammareggiato, perchè comunque avevo ancora delle abilità e le mie capacità potevano svolgere ancora attività. Non ho avuto possibilità famigliari per potere portare avanti il mio progetto di vita come tutti.


Ad un certo momento siamo venuti a conoscenza dall'assistente sociale che c'era un Centro Diurno che è in territorio di Padova.


Ho avuto molte esperienze ma purtroppo il più delle volte risultavano non positive, pertanto nell' avere ricevuto questa nuova, ero da una parte entusiasto ma da un'altra ero molto resistente. Poi mi sono fatto forza, data la mia età non mi restava altro che provare l'inserimento in quel Centro.


Ora, ho 55 anni e posso comunque dire che sono soddisfatto della selta che ho fatto, perchè ho potuto imparare cose nuove, ho migliorato le mie abilità anche manuali, ho conosciuto nuove persone.


 Ho imparato ad essere meno rigido con me stesso e più disponibile verso il prossimo e soprattutto ho ritrovato quella forza e la sicurezza delle mie abilità.


Merito di queste, che attualmente, da due mesi circa,  ho preso coraggio e riesco ad alzarmi da solo dal mio letto. Sapevo che per la mia situazione era quasi impossibile, ma ora lo so fare e in modo particolare posso non essere di peso, e dato che attualmente mia madre è anziana e  recentemente ha avuto problemi di  salute.


Sono consapevole che per la mia disabilità si poteva fare molto di più. All'epoca ero un ragazzo pieno di energia, ma non ho sfruttato al massimo le mie abilità, le quali potevano darmi un lieve miglioramento.


Ora sono comunque sereno e felice perchè grazie al mio amico  Angelo, con il quale ci conosciamo da oltre 30 anni, è una persona davvero speciale, siamo tutt'ora  amici, e pensate che ancora oggi nonostante abbia famiglia, tutte le domeniche mi viene a prendere a casa e assieme decidiamo dove andare e cosa fare. Assieme  abbiamo visitato molti paesi.


Devo un grazie anche alla mia amica e Maestra, operatrice Alessandra Bottazzo, che mi ha dato la possibilità di scrivere una fra le tante vicessitudini della mia vita.


Vi voglio dire, dovete voi per primi, che avete disabilità motoria, in modo particolare, di essere forti, e che il vostro bisogno di costruire il vostro progetto di vita possa  essere senza ostacoli, e date forza alla vostra famiglia nel credere che anche noi possiamo essere utili e parte integrante della comunità.


Ora sono fiducioso e so che persone disponiboli a lottare per la disabilità come Alessandra Bottazzo e i suoi collaboratori possono essere d'aiuto e incisivi.


Forza siamo in tanti e tante persone nel nostro territorio hanno molte problemati che e difficoltà nell'area sociale.


Tutti uniti possiamo essere di supporto e di aiuto in primis a noi stessi e in secondo luogo per quelle persone che sinceramente hanno deciso di lottare per il sociale.

                                                                 
                                                                 Giancarlo Borsetto

 

 

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