
Nuovo Governo. Quale nuova sicurezza?
Le elezioni hanno dato il loro esito definitivo e gli elettori senza alcun dubbio hanno conferito a Silvio Berlusconi e alla sua coalizione (PDL + Lega Nord) il compito di governare per i prossimi cinque anni.
Per il lavoro che faccio e per la carica che rivesto non posso non chiedermi quale sarà l’impegno del futuro Governo per la sicurezza dei cittadini di questo paese. E’ arcinoto ormai che questo argomento è centrale per ogni campagna elettorale: i cittadini votano chi si impegna per darli maggiore sicurezza; vogliono uscire di casa tranquilli ad ogni ora; vogliono non dover subire furti e rapine e soprattutto vogliono uno Stato forte che sia in grado di punire Caino e di risarcire Abele.
Cosa ci aspetta con il nuovo Governo? Si vedrà, però intanto posso indicare tanti argomenti importanti per la nostra categoria e che si riflettono pesantemente e direttamente sulla sicurezza dei cittadini e sulla sensazione di abbandono da parte dello Stato che sempre di più purtroppo percepiscono.
Per prima cosa, il nuovo governo dovrà ripristinare il reato di Oltraggio a Pubblico Ufficiale per ridare autorità ed incisività all’azione di ogni Agente impegnato sulla strada. La tutela penale è necessaria perché gl’insulti subiti dagli Agenti in servizio restano sempre impuniti, soprattutto se proferiti da soggetti senza reddito o capitale e che di conseguenza sanno in partenza che non potranno essere chiamati civilmente a risarcire il giusto danno. Senza tutela penale l’onorabilità di ogni appartenente alla FF.OO. può essere lesa impunemente provocando una minore incisività dell’azione di polizia. Tale minore incisività si ripercuote sulla sicurezza del cittadino onesto che invece si aspetta una polizia efficiente e presente ad ogni necessità.
Per seconda cosa, evitare in ogni modo di liberare i delinquenti dalle carceri sia con provvedimenti ordinari (legge Gozzini) che con provvedimenti straordinari (Indulto) che vanificano gli sforzi delle FF.OO. e della magistratura, ma soprattutto dimostrano ai delinquenti che in questo paese è facile rimanere impuniti.
Per terza cosa, considerare che un poliziotto italiano guadagna la metà di un poliziotto tedesco e che nella graduatoria dei redditi percepiti dai poliziotti degli Stati dell’EU è in fondo, all’ultimo posto. E’ osceno che un ora di straordinario sia pagata il 60% della retribuzione di un’ora di lavoro ordinario e che venga retribuita effettivamente, al netto delle imposte, a 5, e ripeto, 5 euro l’ora. E’ umiliante per un poliziotto dover rimanere in servizio allo stadio, in volante, o in qualsiasi altra mansione pericolosa ed esser pagato con un obolo inferiore della mancia che si elargisce ad un cameriere.
Per terza cosa, la Polizia è invecchiata pericolosamente negli ultimi anni. L’età media è aumentata decisamente ed ormai è più vicina ai 40 anni che ai 30. Tale situazione è dovuta al duplice effetto delle nuove norme pensionistiche, che hanno allungato la vita lavorativa dei poliziotti, e dal nuovo sistema di assunzioni (troppo poche) che impedisce il rinnovamento dei ranghi. E’ facile intuire come una polizia più vecchia non può essere in grado di mantenere un livello di efficienza elevato per rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini.
Per ultima cosa, il nuovo Governo dovrà rendersi conto definitivamente che spendere in sicurezza vuol dire risparmiare in altri settori dello Stato. Quindi, non deve considerare spese a fondo perduto i costi per i mezzi di servizio, per la benzina, per le divise, per i corsi di aggiornamento e di addestramento o per il rinnovo delle Caserme, delle Questure, dei Commissariati, ma investimenti che daranno, sia nel breve termine che nel lungo termine, un rientro economico permettendo di consolidare il rapporto tra Stato e cittadino.
Da questa breve panoramica, con indicati alcuni dei problemi più importanti che affliggono i poliziotti e la sicurezza dei cittadini di questo paese, otteniamo il prospetto dell’intervento minimo che il nuovo Governo deve garantire per la sicurezza del cittadino. Presidente Berlusconi, possiamo aspettarcelo?
Marco Callegaro
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