La sfida è stata lanciata. Nel corso del convegno “Padova 2.0, un quartiere nel sistema metropoli” Jacopo Silva, Presidente dei Giovani imprenditori Confindustria Padova, ha proposto la realizzazione di una “Agenzia per la Metropoli”, una vera Spa con capitale pubblico e privato, da fondare entro un anno, in gradi di Integrare le multi utility e favorire l’aggregazione di servizi territoriali a ogni livello: dall’università ai piani regolatori, dal turismo ai trasporti. Insomma, un ente per una dimensione “cooperativa” di servizi, infrastrutture e relazioni.
Lo scopo è quello di sopprimere gli enti inutili e valorizzare le eccellenze. Secondo Silva il campanilismo e il policentrismo amministrativo vanno superati e, in una visione del Veneto come un’unica area metropolitana, le città devono considerarsi come singoli “quartieri”, parti di un’istituzione più grande, la metropoli. Dell’Agenzia farebbero parte i Comuni e le Province di Padova, Venezia e Treviso, il capitale privato e le grandi banche del Nord-Est.
Il convegno si è tenuto nell’ambito delle assemblee ordinarie congiunte dei Giovani Imprenditori e dell’Ance (giovani imprenditori edili) e, dopo l’apertura dei lavori da parte di Jacopo Silva e di Ippolito Fabris, responsabile coordinamento e sviluppo Nord-Est della Banca Popolare di Verona – S.G.S.P., si è articolato in due tavole rotonde: “Padova delle eccellenze” e “Padova e le sue infrastrutture”.
Alla prima, moderata da Omar Monestier, direttore del Mattino di Padova, dopo la relazione introduttiva di Jacopo Silva hanno partecipato il rettore dell’Università di Padova Vincenzo Milanesi, il presidente del Parco Scientifico Vega Massimo Colomban e il presidente Veneto di Nanotech Luigi Rossi Luciani.
«Il nostro ateneo – ha dichiarato Vincenzo Milanesi – non ha rinunciato all’idea di una realtà integrata, di un “politecnico del Veneto” tra le quattro università della regione allargato anche alle sedi di Trento e Udine. E’ una questione di sopravvivenza: è necessario raggiungere una certa massa critica. Ma ad alcuni dà fastidio rinunciare al nome della ditta. Ci vuole una governance che imponga i tagli, e questa non può essere che la Regione».
Dello stesso avviso Massimo Colomban secondo il quale non esiste una rete connettiva tra i vari parchi scientifici e i laboratori di ricerca del veneto. « C’era un piano per la condivisione dei progetti scientifici – ha affermato Colomban – ma è stato ignorato, anche a causa della burocrazia. Per queste cose, è la Regione che dovrebbe fare da guida».
Il problema della polverizzazione delle risorse è grave anche secondo Rossi Luciani. «Anche noi di Nanotech – ha affermato – che siamo una realtà importante, non sappiamo di quali finanziamenti potremmo godere il prossimo anno».
La seconda tavola rotonda, moderata da Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, è stata introdotta da una relazione di Nicola Ometto, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Edili – Ance Padova. «E’ necessario – ha affermato – ripensare allo sviluppo del territorio urbano ed extraurbano superando il localismo provinciale, ormai inadeguato. La creazione di un’area metropolitana comporterebbe la fusione di tanti piccoli comuni realizzando economie di scala».
Dopo la relazione, hanno partecipato il presidente della Provincia di Padova VittorioCasarin, il Sindaco di Padova Flavio Zanonato e Giada Michetti, amministratore delegato di Padova Fiere Spa. «In Italia – ha affermato quest’ultima – c’è una situazione anomala. In Germania di fiere ce sono sei, in Francia due e in Italia un migliaio». La Michetti ha poi accennato ad un progetto, in fase già avanzata di ideazione, per la realizzazione di un Centro Congressi che comporterebbe il recupero dello storico Palazzo delle Nazioni e la costruzione di sale da diverse centinaia di posti. Ci sarebbero stati diversi incontri tra GL Events (che possiede l’80% della società di gestione della fiera di Padova) e il Sindaco di Padova. L’investimento sarebbe finanziato dalla società privata.
Secondo Flavio Zanonato «bisogna trovare delle forze, delle spinte verso la concentrazione e la fusione di diversi enti», mentre per Vittorio Casarin, infine, la Provincia di Padova ha fatto degli sforzi notevoli per cercare delle sinergie con altre province del Veneto, soprattutto in tema di viabilità.
(pubblicato sul Mattino di Padova del 10 maggio 2008)