
Jacopo Silva
«Nordest, è l'ora della metropoli»
L'appello dei giovani imprenditori
Campanili addio, troppi enti inutili
di Marco de' Francesco
Una “Agenzia per lo sviluppo della Metropoli”, per superare il frazionamento istituzionale e il policentrismo amministrativo del territorio, per sopprimere gli enti inutili e valorizzare le eccellenze, per affrontare i mutamenti della globalizzazione con la rapidità necessaria. E nella convinzione che il Veneto sia una sola grande metropoli, e che il campanilismo vada superato. E’ la tesi di Jacopo Silva, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Padova.
Sarà discussa oggi alle Padovanelle nella tavola rotonda “Padova delle eccellenze” nell’ambito delle assemblee ordinarie congiunte dei Giovani Imprenditori e dell’Ance (giovani imprenditori edili) nel convegno “Padova 2.0 – Un quartiere nel sistema metropoli”.
Qual è il significato del convegno?
«Sono almeno due. Anzitutto, c’è una generazione di talenti che ha voglia di mettersi in gioco, e di esporre le proprie ragioni. E’ la “generazione Erasmus”, quella dei giovani che hanno visto l’Europa e che hanno una visione complessa e articolata della realtà. E poi c’è il territorio. Uno straniero che sorvoli il Nord-Est in aereo di notte, vedendo una sterminata distesa di luci, penserebbe di trovarsi sopra una grande metropoli. In fondo è così: il Nord-Est è una metropoli. Solo che il territorio è frazionato da una moltitudine di enti che, svolgendo funzioni identiche, rappresentano un costo enorme per la collettività e un fattore di decelerazione del processo decisionale».
E Padova?
«E’ un quartiere della metropoli, con tante eccellenze da valorizzare. Come Treviso e Vicenza».
Quali sono le eccellenze più rilevanti di Padova?
«Fra le tante, l’interporto, uno dei più grandi d’Europa, e l’Università. Ma nel raggio di soli 30 chilometri ci sono Treviso e Vicenza, vere e proprie potenze dell’industria manifatturiera».
Che fare degli enti non eccellenti?
«Venderli, tramite l’Agenzia per lo sviluppo, e convogliare il ricavato nella valorizzazione degli istituti che funzionano. Per esempio ci sono, nell’area metropolitana, decine di istituti per il trasferimento tecnologico tra università e impresa, sette aeroporti e diversi poli fieristici. Alcuni funzionano, altri no. Bisogna essere capaci di scegliere, e trovare il coraggio di sacrificare gli interessi di pochi a quelli della collettività».
Quali altri compiti avrebbe l’Agenzia?
«Integrare le multi utility e favorire l’aggregazione di servizi territoriali a ogni livello: dall’università ai piani regolatori, dal turismo ai trasporti. Insomma, creare una dimensione “cooperativa” di servizi, infrastrutture e relazioni».
Chi ne farebbe parte?
«I Comuni e le Provincie di Padova, Vicenza e Treviso, il capitale privato e le grandi banche del Nord-Est».
E gli industriali?
«Moltissimi aderirebbero volentieri. I Giovani Imprenditori sono, peraltro, una specie di avanguardia culturale, perché guardano al futuro e fanno proposte concrete».
E il campanile?
«Ci sono affezionato. Ma bisogna sapere che oggi la propria piccola realtà è solo una frazione dell’universo, non il mondo».
L’attuale classe dirigente è in grado di pensare su scala metropolitana?
«La modernità è velocità. I dirigenti di oggi non sanno vivere la modernità perché non sanno tenere il passo con i cambiamenti, che avvengono al passo serrato. Si pensi che quest’anno hanno votato quelli che sono nati dopo la caduta del muro di Berlino. C’è una grande questione culturale: sono i giovani che devono farsi avanti e rivendicare con forza la loro visione allargata dei fenomeni sociali ed economici. E’ la mia generazione che deve scendere in campo».
Come si finanzierebbe l’Agenzia?
«Appunto con la cessione di enti, strutture ed istituti inutili, che sono migliaia. Peraltro, la garanzia di funzionamento dell’Agenzia è legata al bilancio: se non guadagna chiude».
Quanto tempo occorre per realizzare l’impresa?
«Non c’è più tempo. Stiamo perdendo la possibilità di agganciarci al treno dell’Europa che funziona; perciò l’Agenzia dovrebbe essere realizzata al più presto, entro un anno da oggi».
(pubblicato sul Mattino di Padova il 9 maggio 2006)
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