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Ascom Confesercenti 11 maggio 2008 Archivio de' Francesco

Da sinistra: Carrai, Gallo, Manzolini, Zilio, Monestier

 

 

«Galan ritiri la legge, è una catastrofe»

Ascom e Confesercenti bocciano la riforma Gava del commercio

 

di Marco de' Francesco

 

Confesercenti e Ascom di Padova mai così unite contro la Regione e il suo «governatore» Galan. L' obiettivo è affondare l’abbozzo di legge regionale Gava che, pur non essendo mai arrivato in Consiglio regionale, ha scatenato l’ira della piccola distribuzione. Un disegno che comporterebbe outlet aperti 24 ore su 24, altri 355 mila metri quadrati per i grandi centri commerciali,  aperture domenicali e, secondo le associazioni, la desertificazione dei centri storici.


Argomenti che hanno innescato la piccola rivoluzione dei commercianti, che ha trovato un adeguato palcoscenico ieri mattina al Teatro comunale polivalente di Abano, nel convegno “Il commercio che vive fa vivere la città” moderato dal direttore del nostro giornale Omar Monestier. Sono intervenuti il presidente della Confesercenti Padova Nicola Rossi e quello dell’Ascom di Padova Fernando Zilio, i consiglieri regionali Piergiorgio Cortelazzo (An), Federico Caner (Lega Nord) e Giovanni Gallo (Pd),  l’assessore alle attività economiche della Provincia di Padova Flavio Manzolini (Lega Nord) e quello alla sicurezza del Comune di Padova Marco Carrai (Pd).

Clamorosa l’assenza di Remo Sernagiotto, capogruppo di Forza Italia in Regione; avrebbe reso il confronto ancora più interessante, visto che tutti hanno indicato nell'assessore e deputato Fabio Gava e nel governatore Giancarlo Galan i registi della «deregulation».


«Manca – ha affermato Zilio riferendosi a Galan – la volontà politica di considerare la nostra categoria come importante. Siamo sempre stati divisi e frazionati da capipopolo; una logica che ha consentito ai politici di non sentirsi tallonati. Ma qualcosa è cambiato a causa di questa legge. Abbiamo alzato la voce, tanto da essere diffidati dai legali dell’assessore regionale alle politiche economiche Fabio Gava perché interrompessimo la pubblicazione delle nostre tesi. Ma forse qualcuno non si è accorto che la nostra forza sta nel veicolari i voti: Bersani sì, Galan ancora no. Ma abbiamo anche scoperto di avere degli amici, nella Lega, in An e nel Pd».

Ma chi ha interesse a favorire i centri commerciali? Per Rossi e per Zilio ci sarebbe una vera e propria lobby del mattone, perché la richiesta di centri commerciali risponderebbe a logiche di mera speculazione immobiliare. Una lobby agguerrita, tanto forte da influenzare la politica.

«Gava è in malafede – chiosa Zilio - lui e il suo presidente». Più pacati i toni dei politici, finché non si parla di responsabilità. «E’ una questione – dichiara Cortelazzo – di impostazione ideologica verso il commercio, diversa dalla nostra. C’è chi pensa che la grande distribuzione sia il futuro. Ma ci deve essere anche una forte richiesta, altrimenti la politica non si muoverebbe. Le autorizzazioni, in ogni caso, le dà la Regione». Anche per Caner la Regione non deve sottrarsi alle proprie responsabilità. «Ogni posto di lavoro nella grande distribuzione – afferma quest’ultimo – sono tre posti persi nel piccolo commercio. Ora, è vero che le amministrazioni locali sono sempre state a favore del mattone perché, in mancanza di altre entrate, pensavano a quelle derivanti dall’Ici. Ma penso che con il federalismo fiscale, e cioè con entrate locali, le cose andrebbero diversamente». 

Tocca a Giovanni Gallo indicare il “colpevole”. «Non prendiamoci in giro – sentenzia – le leggi vanno votate in Consiglio regionale. E’ come per le varianti al piano regolatore dei comuni che hanno consentito di deturpare i colli Euganei: c’è una firma precisa, quella del presidente Galan».

 

(pubblicato sul Mattino di Padova il 12 maggio 2008)

 

 «Salvare le botteghe nei centri storici»

 

immagini

 

l'articolo sull'Espresso: http://www.wikio.it/webinfo?id=56466936

 

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