
Cartella clinica elettronica, quasi ci siamo
La cartella clinica ha avuto, sin dalla sua comparsa, la funzione fondamentale di gestione delle informazioni del paziente e dei suoi dati clinici.
Lo scopo principale della cartella clinica è quello di facilitare la cura del paziente, raccogliere cronologicamente le fasi del processo di cura, permettere la comunicazione fra il personale, raccogliere i dati per finalità medico-legali, permettere il rimborso e rendere possibili le ricerche retrospettive e prospettiche.
Ma scrivere a mano cartelle cliniche, referti e prescrizioni, così come archiviare dati su carta, si sta sempre più dimostrando un metodo antiquato e antieconomico.
La cartella clinica tradizionale è infatti sempre più voluminosa, con documenti provenienti da moltissime fonti, in cui risulta difficile trovare tempestivamente l'informazione necessaria. Inoltre l'interpretazione dei documenti è spesso complicata da grafie incomprensibili.
Per questo la cartella clinica elettronica (o cartella clinica informatizzata) sta diventando uno strumento sempre più importante per il medico, in grado di fornire ai pazienti servizi affidabili ed esaurienti, in modo efficiente ed economico.
Una buona cura, infatti, dipende anche dalla possibilità di avere una storia accurata del paziente. Senza queste informazioni può accadere di dover ripetere esami, di trascurare risultati precedenti, di ignorare allergie ed intolleranze. Per questo le informazioni cliniche devono essere sempre a portata di mano.
E’ per questo che il futuro passa per la cartella clinica elettronica, completamente informatizzata e conservata digitalmente. I suoi vantaggi, rispetto alla tradizionale cartella cartacea, sono indubbi e molteplici.
Si pensi, ad esempio, al fatto che tutte le informazioni concernenti il percorso clinico del paziente sono disponibili in tempo reale. Il medico o l'infermiere di turno può conoscere la storia clinica del paziente attraverso un semplice pc o un palmare, senza essere costretto a trasportare voluminose cartelle cartacee.
Inoltre, utilizzando la cartella informatica, il medico può inserire le prescrizioni di farmaci, gestite da un eventuale modulo software specifico, a cui può essere collegato, ad esempio, anche un modulo per gestire l'accettazione, la dimissione e il trasferimento del paziente da un reparto ad un altro.
La digitalizzazione della cartella clinica contribuisce senza dubbio ad attuare un risparmio di tempi e risorse, incrementando contemporaneamente la cooperazione e l’efficienza dei diversi servizi sanitari.
Sono questi i molteplici motivi che hanno spinto la Regione del Veneto ad avviare la sperimentazione della cartella clinica elettronica europea. Da maggio di quest’anno, infatti, partiranno i 36 mesi previsti per testare il nuovo servizio che permetterà di compiere un ulteriore passo avanti nella direzione dell’armonizzazione sanitaria. I dati sanitari potranno così viaggiare, in sicurezza, da uno stato all’altro dell’Unione Europea, ottimizzando i tempi, creando un risparmio in termini di risorse economiche, e producendo soprattutto una riduzione degli errori medici.
Il servizio costerà al Veneto un impegno finanziario di 176 mila euro: attraverso la cartella clinica elettronica europea sarà più efficace e veloce il conferimento dei dati al ministero della Salute, all'istituto superiore di Sanità e alle agenzie europee per la salute.
Alessandro Turri
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